Frasi di Cesare Beccaria

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Cesare Beccaria

Data di nascita: 15. Marzo 1738
Data di morte: 28. Novembre 1794

Cesare Bonesana-Beccaria, marchese di Gualdrasco e di Villareggio è stato un giurista, filosofo, economista e letterato italiano considerato tra i massimi esponenti dell'Illuminismo italiano, figura di spicco della scuola illuministica milanese.

La sua opera principale, il trattato Dei delitti e delle pene, un'analisi politica e giuridica contro la pena di morte e la tortura, condotta sulla base del razionalismo e del pragmatismo di stampo utilitarista, ispirò, tra l'altro, il nuovo codice penale voluto dal granduca Pietro Leopoldo di Toscana, e alcuni tra i Padri fondatori degli Stati Uniti d'America come Thomas Jefferson, Benjamin Franklin e John Adams. Beccaria era inoltre il nonno materno dello scrittore Alessandro Manzoni.

Beccaria è spesso ricordato come uno dei padri fondatori della teoria classica del diritto penale. È considerato uno degli iniziatori della criminologia di scuola liberale.

Frasi Cesare Beccaria


„La perfezione del momento non è la perfezione della durata; bisogna che vi siano delle uscite ai vantaggi che una nazione va facendo. (libro Pensieri staccati)“

„La storia degli uomini ci dè l'idea di un immenso pelago di errori fra i quali poche e confuse e a grand'intervalli distanti verità soprannuotano.“


„Chi è mai colui che abbia voluto lasciare ad altri uomini l'arbitrio di ucciderlo?“

„[A proposito della pena di morte] Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettono uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio. (cap. XXVIII)“

„... il piú sicuro ma piú difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l'educazione... (cap. XLV)“

„Deggio dirvi che nello scrivere [Dei delitti e delle pene] ebbi innanzi agli occhi gli esempi del Machiavelli, del Galileo e del Giannone; udiva lo strepito delle catene agitate dalla superstizione, e le grida del fanatismo che soffocava i gemiti della verità. L'immagine di questo terribile spettacolo mi ha persuaso ad avviluppare talora la luce nelle nubi. Ho voluto difendere l'umanità senza esserne il martire. L'idea che io doveva essere oscuro, m'ha pure renduto tale alcuna volta senza necessità. (da una lettera all'abate Morellet; citato in Giuseppe Maffei, Storia della Letteratura, Vol. III, p. 38)“

„Quanto maggiore sarà il numero delle idee accessorie, tanto più crescerà la bellezza dello stile. (da Ricerca intorno alla natura dello Stile; citato in Giuseppe Maffei, Storia della Letteratura, Vol. III, p. 41)“

„L'opinione [... ] è forse il solo cemento della società.“


„Metempsicosi preferibile politicamente ad ogni altro dogma di vita avvenire. (libro Pensieri staccati)“

„Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l'uomo cessi di essere persona e diventi cosa. (cap. XX)“

„Il miglior metodo per la lettura dei libri è quello di seguire la legge del piacere; di non strascinarci dietro le idee dell'autore, altrimenti si sostituisce al nostro spirito quello di lui, e si estingue quella natural divergenza per cui da una infinità di combinazioni nascono le poche felici e vere. (da Pensieri diversi, in Opere)“

„La moglie, i miei figli, i miei amici tutti mi assediano; la mia tiranna, l'immaginazione, non mi lascia gustare né gli spettacoli della natura, né quelli dell'arte, che non mancano in questo viaggio ed in questa bella città [Lione]. (citato in Giuseppe Maffei, Storia della Letteratura, Vol. III, p. 36)“


„Perché ogni pena non sia una violenza di uno o di molti contro un privato cittadino, dev'essere essenzialmente pubblica, pronta, necessaria, la minima delle possibili nelle date circostanze, proporzionata a' delitti, dettata dalle leggi. (Conclusione)“

„La sapienza delle nazioni è quasi sempre un frutto dell' infelicità loro passata. (libro Pensieri staccati)“

„Lo stile consiste nelle idee e sentimenti accessori che si aggiungono ai principali in ogni discorso. (da Ricerca intorno alla natura dello Stile; citato in Giuseppe Maffei, Storia della Letteratura, Vol. III, p. 39)“

„La morte di un cittadino non può credersi necessaria che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza che interessi la sicurezza della nazione, quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. [... ] io non veggo necessità alcuna di distruggere un cittadino, se non quando la di lui morte fosse il vero ed unico freno per distogliere gli altri del commettere delitti, secondo motivo per cui può credersi giusta e necessaria la pena di morte.“

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