Frasi di Erri De Luca

Enrico De Luca, detto Erri , è un giornalista, scrittore e poeta italiano.

E[rri]: Gli uomini sono animali dotati di parola, ma si trasmettono esperienze meglio col silenzio. (p. 102)
Erri De Luca


Niente era come sembrava. L'evidenza era un errore, c'era ovunque un doppio fondo e un'ombra.
Erri De Luca


N[ives]: Quando vedi dove finisce il viaggio, quei passi li ami, li aggiungi con il tocco di grazia con cui metti dei fiori a tavola in un giorno di festa. I passi che portano in cima sono stremati e però leggeri, sei al punto di massima usura del corpo, del massimo di perdita di peso, muscoli e cellule cerebrali, sei al ronzio di alveare nel tuo corpo, un rumore di fibre che si afferrano tra loro, compattano i tessuti: la cima finalmente. È il più certo dei limiti sul quale metti i piedi. Non so cos'è per un prigioniero il giorno di fine pena, cos'è per un malato l'arrivo dell'alba, cos'è per uno scrittore l'ultima parola del suo libro, ma deve somigliare alla cima, la promessa mantenuta al ragazzino che strepita in ognuno di noi. (pp. 19-20)
Erri De Luca


È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile. (p. 26)
Erri De Luca


Così l'attenzione che il mondo ha nei confronti di Gerusalemme è dovuta al fatto che è comunque un centro nervoso, mentre Napoli è solo un luogo narrativo, leggendario e singolare, musicale, teatrale, criminale: insomma, leggendario.
Erri De Luca


Una verità può essere colta da un passante, un estraneo può trasmetterla più fedelmente di chi la conosce e la patisce.
Erri De Luca


Strano sapersi perduti tutti i giorni e non dirsi mai addio.
Erri De Luca


E[rri]: In montagna durante un temporale penso che sia la terra a chiedere la scarica di un fulmine. [... ] In montagna la terra si spalanca alla pioggia, alla grandine, alla neve, le montagne applaudono i fulmini con scariche di sassi. I ghiaioni che stanno alla base delle Dolomiti sono un mare di applausi, di roccia spellata, bianca confetto, un calcare da nozze. (p. 24)
Erri De Luca


Ti ho aspettato fino a dimenticare cosa. Mi è rimasta un attesa nei risvegli, saltando giù dal letto incontro al giorno. Apro la porta non per uscire ma per farlo entrare. (p. 30)
Erri De Luca


E[rri]: L'alpinismo è stato l'ultimo paragrafo della geografia. (p. 66)
Erri De Luca


E[rri]: Non ho mai piantato un chiodo in montagna. Non mi sento autorizzato, sono uno di fuori, di passaggio. Mettere un chiodo è un atto di possesso, bisogna appartenere al luogo per sentirsi autorizzato. [... ] Trovare nella vasta parete esattamente il punto attraversato dai pionieri, stare nella stretta scia di una scalata che fu ai tempi primizia, ecco, a me piace ripetere, in montagna, non inaugurare. Mi piace trovare i chiodi degli altri, non aggiungere i miei. Così fa pure la mia scrittura che va a ricalcare pezzi di vita svolta, senza inventarla nuova. (pp. 59-60)
Erri De Luca


N[ives]: L'alpinismo di alta quota è ancora maschile. Quando qualcuna di noi [donne] riuscirà a ripetere il circuito degli ottomila avremo tolto al genere maschile l'ultimo club privato. Da quel momento l'alpinismo sarà diverso come lo è stato il giorno in cui il primo sherpa scalò l'Everest con Hillary. Non dico che sto scalando gli ottomila in nome delle donne. Scalo per me, per la mia fame di montagne. Sono solo un'alpinista, però con l'apostrofo [... ] Quell'apostrofo è la mia bandierina di donna che faccio sventolare lassù. Quando arrivo in cima [... ] io so di provare qualcosa che nessun maschio può. [... ] Lassù io sono la montagna, sono Nives la pietra, Nives la neve, sono madre natura che visita l'ultimo gradino sotto il cielo. [... ] Lassù so che il mondo è di genere femminile, è forza, luce, aria. Perciò sono l'apostrofo davanti al nome di alpinista. Per i maschi una cima è un desiderio esaudito, per me è il punto di congiunzione con tutto il femminile di natura. (pp. 91-92)
Erri De Luca


Ci sono uomini che morendo chiudono dietro di loro un mondo intero. A distanza di anni se ne accetta la perdita solo concedendo che in verità morirono in tempo. (da In alto a sinistra)
Erri De Luca


La ricchezza addobba spazi che poi lascia vuoti. Ha troppi possedimenti da abitare. (libro I pesci non chiudono gli occhi)
Erri De Luca


La prima notizia sulla mano destra un bambino la prende dal segno della croce. Impara a farlo con la mano giusta e da quello sa che è la destra. (libro Il peso della farfalla)
Erri De Luca


Dialogo non è un interrogatorio. (libro La doppia vita dei numeri)
Erri De Luca


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Data di nascita: 20. Maggio 1950

Enrico De Luca, detto Erri , è un giornalista, scrittore e poeta italiano.

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