Frasi di Erri De Luca

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Erri De Luca

Data di nascita: 20. Maggio 1950

Enrico De Luca, detto Erri , è un giornalista, scrittore e poeta italiano.

Frasi Erri De Luca


„Ci si innamora così, cercando nella persona amata il punto a nessuno rivelato, che è dato in dono solo a chi scruta, ascolta con amore. Ci si innamora da vicino, ma non troppo, ci si innamora da un angolo acuto un poco in disparte in una stanza, presso una tavolata, seduto su un gradino mentre gli altri ballano (pag. 25-26)“

„È bella di notte la città. C'è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l'assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile. (p. 26)“


„Delle tabelline dell'aritmetica capivo la divisione e la sottrazione. Intorno a me c'erano tanti casi di persone e di cose che mancavano, di cose e di persone da dividere con altri. (p. 28)“

„Non piace ai reduci che io dica che Lotta Continua era un organismo rivoluzionario. O che dica: “Ognuno di noi avrebbe potuto uccidere Calabresi” (...) Quando dico noi, includo anche me... Magari non ero a Milano, non ero nel gruppo delle persone che hanno realizzato quell’attentato... Si potrà parlare di quegli anni quando non ci saranno più prigionieri. Quando saremo tutti liberi potremmo sapere la verità su Calabresi».“

„Li considero caduti, alla stessa stregua dei caduti della sinistra rivoluzionaria e di alcune persone ammazzate per errore nel corso di azioni. Vittime alla pari di quella stagione, di quella guerra civile italiana.“

„Le persone quando diventano popolo fanno impressione. (p. 15)“

„N[ives]: Chi bazzica queste quote sa che razza di prepotente è il vento. Aggredisce le tende, strappa, scippa, strepita peggio di un drogato in astinenza. [... ] Il vento è una persona. Gli parlo, racconto, penso che vuole pure un po' ascoltare. Comincio a bisbigliare qualcosa, una preghiera, un filo di canzone, e pare che stia a sentire, che si fermi un poco. Oppure grida più forte in risposta, per raccontare lui. La sua furia è la voglia di essere ascoltato. Il vento in alta quota è il padrone del tempo. [... ] Il vento è una gran persona qua sopra, un prepotente, ma accetta le risposte. In fondo gli facciamo compagnia. (p. 14)“

„N[ives]: Raccontare è un lusso, privilegio di chi è potuto scendere, rifacendo fino in fondo il viaggio, arrivare al punto di partenza, sedere a un ristorante a Katmandu o a Skardu, masticare una bistecca, bere una birra, dimenticare, poi raccontare. [... ] Raccontare è un lusso e io non sono neanche tanto brava a dire quello che è stato. Forzare l'immaginazione di una persona che ti ascolta, forzarla fino a metterla anche per un minuto nei tuoi panni là sopra [... ] riuscire con un colpo di tensione, di fortuna a far condividere un pezzo di questo con uno che ti ascolta: è un gran lusso. [... ] E poi per me pesa pure il pensiero di essere un resto di parole di altri, che altri non possono più dire. È una responsabilità che m'imbarazza, perché dico le storie anche per loro, gli assenti. In montagna si muore, da volontari, certo, da nessuno mandati, ognuno è mandante di se stesso e si muore, anche i più bravi, i veloci, i più forti. E così penso che le mie sono pure storie loro, che io le porto e le contengo, e quando muovo le labbra si stanno muovendo anche le loro, e mi piglia un effetto di coro mentre racconto, mi piglia la vertigine a raccontare, soffro di vuoto sotto le parole, non ce la faccio a dire. (pp. 21-22)“


„Mi chiedo da solo: non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole un'altra persona che avvisa. (p. 46)“

„Mauro Corona è un uomo leale, scala montagne in stile pulito, scolpisce legno seguendo la vena e la luna, scrive libri e storie di persone vere e perciò rare. (citato in Mauro Corona, Nel legno e nella pietra, Mondadori)“

„Ci sono creature assegnate che non riescono a incontrarsi mai e s'aggiustano ad amare un'altra persona per rammendare l'assenza. Sono sagge. Io a vent'anni non conosco gli abbracci e decido di aspettare. Aspetto la creatura assegnata.“

„E[rri]: Nelle mie scritture sono debitore di voci, le ascolto in una parte interna dell'orecchio, negli ossicini del labirinto, dove pure ritrovo le persone assenti. In un posto del mio orecchio si incontrano i membri di un'assemblea del passato, i lontani. Non so decidere, neanche voglio, se vengono per surriscaldamento dell'immaginazione oppure sono visite vere. La mia pagina le accoglie senza chiedere documenti. (pp. 49-50)“

„Per forza vuoi trovare un santo. Non ce ne stanno, e nemmeno diavoli. Ci sono le persone che fanno qualche mossa buona e una quantità di cattive. Per farne una buona ogni momento è giusto, ma per farne una cattiva ci vogliono le occasioni, le comodità. La guerra è la migliore occasione per fare le fetenzie. Dà il permesso. Per una buona mossa invece, non ci vuole nessun permesso. (p. 9)“