Frasi di Erwin Rommel

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Erwin Rommel

Data di nascita: 15. Novembre 1891
Data di morte: 14. Ottobre 1944

Erwin Johannes Eugen Rommel è stato un generale tedesco, durante la seconda guerra mondiale.

Di origine sveva, dimostrò grandi doti di comando già nella prima guerra mondiale dove con il grado di tenente, ricevette la più alta decorazione al valore dell'Impero tedesco, la Pour le Mérite, per i risultati raggiunti con il suo reparto di truppe da montagna durante la battaglia di Caporetto nel 1917.

Nel corso della seconda guerra mondiale Rommel si distinse alla guida di una Panzer-Division durante la campagna di Francia nel 1940 e quindi, godendo della piena fiducia di Adolf Hitler, assunse il comando dell'Afrikakorps tedesco in Nordafrica dove per quasi due anni dimostrò grande abilità tattica e operativa, infliggendo una serie di sconfitte alle truppe britanniche grazie alla sua superiore capacità nella conduzione di agili e spericolate manovre con i mezzi corazzati nel deserto. Promosso al grado di feldmaresciallo, altamente stimato dai suoi soldati e temuto dai nemici, divenne un personaggio di rilievo internazionale ed uno dei beniamini della propaganda tedesca, conosciuto con il soprannome di "La volpe del deserto" .

Dopo il ritorno dall'Africa nel marzo 1943 diresse l'occupazione dell'Italia settentrionale durante l'operazione Achse; quindi gli venne assegnato nel 1944 il comando delle difese del Vallo Atlantico, con il compito di fermare la prevista offensiva alleata in Occidente. Nonostante il suo impegno e le sue capacità, durante la prima parte della battaglia di Normandia non riuscì ad impedire l'avanzata anglo-alleata; ferito seriamente da aerei nemici fu richiamato in patria per convalescenza.

Il feldmaresciallo Rommel era ormai da tempo cosciente dell'inevitabile sconfitta della Germania, ed ebbe un ruolo nel tentativo fallito di colpo di stato noto come Operazione Valchiria. Tuttavia, in considerazione della sua popolarità, Hitler gli propose che se si fosse suicidato la sua famiglia sarebbe stata risparmiata. Ufficialmente fu dichiarato morto a causa delle ferite di guerra e gli fu attribuito un funerale di Stato.

Erwin Rommel, nonostante la diversità di giudizi di esperti e storici e le critiche mosse ad alcune sue scelte strategiche, rimane il più famoso comandante militare della seconda guerra mondiale. Il maresciallo britannico Archibald Wavell, suo diretto avversario nelle prime fasi della campagna d'Africa, lo definì «un fenomeno militare che avviene a rari intervalli; uomini di tanto ardore e coraggio sopravvivono solo con eccezionale fortuna. Era coraggioso come Ney, ma molto più intelligente; impetuoso come Murat, ma più equilibrato; freddo e rapido nella tattica come Wellington».

Frasi Erwin Rommel

„Il coraggio che va contro l'opportunità militare è stupidità, oppure, se c'è l'insistenza di un comandante, irresponsabilità.“

„Il pericolo mortale è un efficiente antidoto per le idee rigide.“


„Per me, i soldati sono tutti uguali. I negri vestono la vostra stessa divisa, hanno combattuto al vostro fianco, e quindi starete rinchiusi nello stesso recinto. [risposta ad un ufficiale sudafricano bianco catturato in nord Africa alla sua richiesta di essere inserito in una zona separata dai soldati negri] (citato ne L'armata nel Deserto. Il segreto di El Alamein, Arrigo Petacco)“

„Buoni soldati, cattivi ufficiali; ma ricordate che senza di loro non avremmo la civiltà. [riferito agli italiani] (citato in The Rommel Papers, a cura di Basil Henry Liddell Hart)“

„Il soldato tedesco ha stupito il mondo, il bersagliere italiano ha stupito il soldato tedesco. (citato sulla targa dedicata ai Bersaglieri che combatterono a Marsa Matruh e Alamein)“

„In un combattimento da uomo a uomo, il vincitore è colui che ha una munizione in più nel suo caricatore.“

„Il sudore salva il sangue, il sangue salva la vita, il cervello le salva entrambe.“

„Come mi giudicherà la storia? Se avrò successo, ecco che tutti quanti vorranno aver parte della gloria... Ma se fallisco tutti vorranno il mio sangue.“

„Non bisogna giudicare gli uomini solo dal punto di vista delle qualità militari: altrimenti la civiltà non esisterebbe.“