Frasi di Fëdor Dostoevskij pagina 3

„Non si può amare ciò che non si conosce... (Sàtov, 1)“

„Ma lo sapete, lo sapete voi che senza l'Inghilterra l'umanità potrebbe ancora vivere, senza la Germania pure, senza l'uomo russo potrebbe vivere e vivrebbe anche troppo bene; potrebbe vivere senza la scienza, senza il pane...; solo senza la bellezza non si potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe nulla da fare al mondo?“


„L'assoluto ateismo si trova sul penultimo gradino della scala verso la fede perfetta (che faccia o no l'ultimo passo), mentre l'indifferenza non ha nessuna fede, ma soltanto una stolida paura. (Tìchon, 2000, p. 554)“

„[…] allora senti che la fantasia, quella inesauribile fantasia, alla fine si stanca, si esaurisce in quella tensione permanente perché maturata, abbandona gli ideali presognati: essi cadono in polvere, si spezzano in frammenti; e se non esiste un'altra vita, allora ci tocca di costruirla con questi frammenti.“

„Gli uomini, non soltanto alla roulette ma ovunque, non fanno altro che togliersi o vincersi qualcosa reciprocamente.“

„Nell'elemosina c'è qualcosa che deprava per sempre...“

„Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia. [... ] Infatti, il diretto, legittimo, immediato frutto della coscienza è l'inerzia, cioè il cosciente starsene a mani conserte.“

„Pietà quanta se ne vuole, ma non lodate le cattive azioni: date loro il nome di male.“


„Fin da quando avevo sedici anni quella gente mi procurava un triste stupore; fin da allora mi meravigliavano la meschinità del loro modo di pensare, la stupidità delle loro occupazioni, dei loro giuochi, dei loro discorsi. Essi così poco intendevano delle cose più necessarie, così poco s'interessavano degli argomenti più esaltanti, che involontariamente presi a considerarli inferiori a me.“

„Che cos'è la preghiera? La preghiera è un'ascensione dell'intelletto.“

„A dir vero, la nostra gente, come forse tutta la gente russa, era disposta a dimenticare lunghi tormenti per una sola parola affettuosa. (1950, p. 237)“

„Kirillov: "La vita è dolore, la vita è paura e l'uomo è infelice. Ora tutto è dolore e paura. Ora l'uomo ama la vita, perché ama il dolore e la vita. E così hanno fatto. La vita si concede oggi in cambio di dolore e paura, e qui sta l'inganno. Oggi l'uomo non è ancora quell'uomo. Vi sarà l'uomo nuovo, felice, superbo. Colui al quale sarà indifferente vivere o non vivere, quello sarà l'uomo nuovo. Colui che vincerà il dolore e la paura, sarà lui Dio. E quell'altro Dio non ci sarà più".
Grigoreiev: "Quindi l'altro Dio esiste secondo voi?"
"Non c'è, ma c'è. Nella pietra non c'è dolore, ma nella paura della pietra c'è dolore. Dio è il dolore della paura della morte. Chi vincerà il dolore e la paura, quello diventerà Dio. Allora ci sarà una nuova vita, allora ci sarà un uomo nuovo, tutto sarà nuovo... Allora divideranno la storia in due parti: dalla scimmia fino alla distruzione di Dio, e dalla distruzione di Dio fino..."
"Alla scimmia?".
"... alla trasformazione fisica della terra e dell'uomo....“


„Nell'amore astratto per l'umanità quasi sempre si finisce per amare solo se stessi. (Natasja Filippovna ad Aglàja; III, 10; 1995, p. 617)“

„[... ] quanto rendono meravigliosa una persona la gioia e la felicità! Come ferve un cuore innamorato! Sembra che tu voglia riversare tutto il tuo cuore in un altro cuore, vuoi che tutto sia allegro, che tutto rida. E quanto è contagiosa questa gioia!“

„Dir frottole a modo proprio è quasi meglio che dir la verità al modo degli altri; nel primo caso sei un uomo, nel secondo sei soltanto un pappagallo! La verità non ci scapperà, ma la vita si può massacrare; se ne sono avuti degli esempi. Ebbene, che cosa siamo adesso? Noi tutti, tutti senza eccezione, nel campo della scienza, del progresso, del pensiero, delle scoperte, degli ideali, dei desideri, del liberalismo, della ragione, dell'esperienza e di tutto, di tutto, di tutto, siamo ancora nella prima classe del ginnasio inferiore! Ci è piaciuto vivacchiare dell'intelligenza altrui, e ce ne siamo penetrati! (Razumichin; III, I; 1993, p. 243)“

„E, allora avevo l'impressione come se una voce mi chiamasse lontano, e che se fossi andato sempre dritto, sempre, sempre, fino ad arrivare a quella linea dove cielo e terra si incontrano, allora avrei trovato la soluzione dell'enigma che mi angosciava, la visione di un'altra esistenza, mille volte più viva e rumorosa della nostra.“

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