Frasi di Giovanni Papini

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Giovanni Papini

Data di nascita: 9. Gennaio 1881
Data di morte: 8. Luglio 1956

Giovanni Papini è stato uno scrittore, poeta e aforista italiano.

Frasi Giovanni Papini

„La tristezza del discendere è il prezzo pattuito della gioia del salire. (pag. 178)“

„L'uomo può esser più bestiale delle bestie, più porcino dei porci, più tigresco delle tigri, più velenoso dei serpenti, più flaccido dei vermi, più appestante di una carogna, ma è pur capace di spaziare con la mente fino agli ultimi confini del mondo, di misurare le stelle più remote, di scoprire i principi che reggono la natura, di assoggettare le forze della materia, di giudicare con la stessa morale gli stessi dei, di creare il Partenone e la cattedrale di Chartres, la Cappella Sistina e la Quinta Sinfonia, l'Odissea e la Divina Commedia, l'Amleto e il Faust. (pag. 100)“


„[... ] le fiere selvatiche e i mammiferi giganti son vendicati, sempre dagli animali più microscopici che esitano, da quei microbi che prosperano nel corpo umano e che, ala fine, nella maggior parte dei casi, lo intossicano, lo divorano e lo spengono. Strano e singolare contrappasso, gli esseri infinitesimi e invisibili puniscono con la morte gli uccisori dei loro fratelli colossi. Gli umili, che son legione, fanno giustizia dei mediocri che ammazzano i potenti. (pag. 93)“

„Un uomo verrà certamente, fra molti anni, in una calma sera d'estate, a chiedermi come si può vivere una vita straordinaria. Ed io gli risponderò certamente con queste parole: Rendendo abituali le azioni e le sensazioni straordinarie e facendo rare le sensazioni e le azioni ordinarie. (da Il tragico quotidiano)“

„Tùndalo, filosofo impossibilista, scandagliava un giorno il suo viso nella specchiera di una locanda e diceva fra sé: «Vedo due sopraccigli, due occhi, due narici, e due orecchi. Perché mai Dio ci ha dato una sola bocca? Eppure io penso che ci vorrebbe una bocca per divorare, per mordere, per vomitare e per urlare e un'altra bocca per sorridere, per baciare e per cantare». (pag. 112)“

„[... ] La pelle di Simba, del superbo imperatore della foresta africana, fu inondata e lordata dalla bava di quei due cuccioli dell'uomo di città. Finché divenuta troppo sordida e putente perfino per il non delicato olfatto della portinaia, fu sdegnosamente buttata sopra un monte di spazzatura, dove ebbe finalmente termine la sciagurata e immeritata infamia del re prigioniero.
Tale è spesso la miseranda sorte degli esseri migliori e non soltanto fra queli che nacquero, leoni, sulle sponde erbose di un gran fiume. (pag. 88)“

„Verso la mattina tutte le stelle sparse per il cielo si coagulano insieme, lasciando l'argento per l'oro allo scopo di formare l'unico sole. La notte è individualista e il giorno è monarchico. (da Spunti e spuntature, Il Frontespizio, X, settembre 1932)“

„La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione. Insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé. (da un articolo pubblicato su Lacerba, 1° giugno 1914)“


„La gioventù è nostalgica e profetica: rimpianto di ciò che non fu mai posseduto, desiderio di quel che non sarà mai nostro [... ]. Ma pure è il solo tempo della vita in cui veramente si vive: se vita è fuoco, amore di grandezza, sete di perfezione, amore dell'amore. È il solo tempo in cui l'uomo sia come ferro bianco e duttile, pronto a colare nelle forme vili ma anche in quelle divine; non ancora rappreso per sempre nel duro congelamento dell'abitudine [... ]. Tutto il rimanente della vita ci scalderemo alla braciglia lasciata dall'incendio della giovinezza. (da Sulla gioventù, Il Frontespizio, XI, ottobre 1932)“

„L'universo è diviso in due parti: io — e il resto. (da Un uomo finito, in Io, Papini, Valecchi, 1967, p. 162)“

„Medievali debbono essere i versicoli latini che trovai, non so più dove, e che mi sono rimasti, non so come nella memoria.

Homo? Humus
Fama? Fumus
Finis? Cinis.
Con terribile brevità qui è contenuta la storia terrena di tutti gli uomini, anche dei sommi e dei gloriosi. [... ] Nella poesia moderna non conosco nulla che sia ugualmente laconico e pauroso, all'infuori dei quattro versicoli popolari che da qualcuno sono attribuiti a Verlaine:
Les marionettes
Font, font, font
Trois petits tour
Et puis s'en vont.
Più profondamente e crudelmente è incisa l'umana sorte nei versi latini che mettono sotto gli occhi, con spietata evidenza, l'umiltà originaria e la distruzione finale, mentre nei versi francesi c'è qualcosa del teatrino bambinesco e soprattutto un senso comico ed ironico. Nel medioevale c'è il solenne epitaffio sul gran cimitero del mondo; nel moderno un semplice scherzo funebre sul palcoscenico dei burattini che si credono vivi. (pagg. 98-99)“

„L'esistenza dell'uomo è una delle più sicure prove dell'esistenza di Dio. (pag. 101)“


„Recinto di mandragola | di malve e di narcisi | scende al suo Mugello | l'incantatore Lisi. Parroco di campagna | dice colui che sa | e invece non è vero: | è frate di città.“

„Chi aspira ad innalzarsi al di sopra della terra [... ] è segno che in altri tempi ebbe le ali oppure che è destinato, in un lontano futuro, ad averle. (pag. 98)“

„Io ho creduto alla guerra nel 14 e nel 15 - ma dal 16 a ora la mia repugnanza e la mia disillusione son andate crescendo gigantescamente. E oggi, come te, maledico e condanno ciò che esaltai. [... ] L'orrore ci ha insegnato quel che veramente siamo. (dalla lettera ad Aldo Palazzeschi, 9 luglio 1920)“

„Dicevo che Palazzeschi è grande e che il divertimento c'è per tutte le borse e per tutti i cervelli. (da Tutte le opere: Prose morali, A. Mondadori, Milano, 1959, p. 145)“

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