Frasi di Giulio Cesare Croce

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Giulio Cesare Croce

Data di nascita: 1550
Data di morte: 12. Gennaio 1609

Giulio Cesare Croce è stato uno scrittore, cantastorie, commediografo ed enigmista italiano.

Figlio di fabbri e fabbro a sua volta, morto il padre, lo zio continuò a cercare di dargli una cultura. Non ebbe mai mecenati particolari, e lasciò gradualmente la professione di famiglia per fare il cantastorie. Acquisì fama raccontando le sue storie per corti, fiere, mercati e case patrizie. Si accompagnava con un violino. L'enorme sua produzione letteraria dipese da una autoproduzione delle stampe dei suoi spettacoli.

Ebbe due mogli e 14 figli e morì in povertà.


„Chi dà pane ai cani d'altri, spesso vien latrato dai suoi.“

„Chi non dà la sua mercede all'operaio non ha dell'uomo giusto.“


„Chi guarda fisso nel sole, e non stranuta, guàrdati da quello.“

„Chi gratta la rogna d'altri, la sua rinfresca.“

„Chi va in viaggio porti il pane in seno e il bastone in mano.“

„Chi sarà come il riccio, starà sempre sicuro in casa.“

„Chi ti consiglia in cambio d'aiutarti, non è buon amico.“

„Chi non può portar la sua pelle è una trista pecora.“


„Chi mangia a gusto d'altri non mangia mai cosa gli faccia pro.“

„Chi vuol correggere altrui, diasi buon esempio a se medesimo.“

„Chi manda la sua lingua avanti del pensiero non ha del saggio.“

„Chi dà presto quello che promette, dà due volte.“


„Chi misura il suo stato non sarà mai mendico.“

„Colui che più in alto siede, sta più in pericolo di cadere al basso e precipitarsi.“

„Le risa abondano sempre nella bocca de' pazzi.“

„Chi loda uno innanzi che l'abbia praticato, spesso si dà delle mentite a se stesso.“

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