Frasi di Giuseppe Cesare Abba

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Giuseppe Cesare Abba

Data di nascita: 6. Ottobre 1838
Data di morte: 6. Novembre 1910

Giuseppe Cesare Abba è stato uno scrittore e patriota italiano.



„Di Ippolito Nievo non posso dir altro che a vederlo sì indovinava in lui un uomo superiore. Io l'ho amato appena lo ebbi veduto nella carrozza dell'Acerbi che era l'intendente della spedizione. Stavamo accampati al Pozzo di Renna, un giorno di pioggia. La carrozza era là in mezzo al campo; e, dal fondo di essa, quel giovane avvolto nel mantello guardava lontano nella gola dei monti per dove si aveva a passare volendo andare a Palermo. Lo riveggo sempre in quel momento, quando ripenso a lui. Aveva un occhio malinconico, qualcosa di diverso dagli altri uomini in tutta la persona. Io, fantasioso, allora immaginavo di lui che fosse chi sa quale straordinario essere, e non mi sbagliai. (testimonianza di Abba riportata nella prefazione di Poesie di Ippolito Nievo)“

„L'Ave Maria ha ispirato la poesia, la pittura, la scultura e la musica. Nella musica l'Ave Maria suonò divina. (da Scritti vari, Morcelliana, 1995)“


„Le botteghe dei mercanti, dalla più ricca dell'orafo, a quella dal cenciaiolo, erano tutte chiuse; ma sovra le porte, avevano ognuna la propria Madonnina, col beato Antonio Botta inginocchiato a' piedi; uomo fortunato cui anticamente era apparita la Vergine, come i Savonesi sapevano tutti. (da Le rive della Bormida nel 1794)“

„In mare. Dal piroscafo il Lombardo
6 maggio mattino
Noi del Lombardo siamo un bel numero. Se ce ne sono tanti sul Piemonte, arriveremo al migliaio. Chi potesse vedere nel cuore di tutti, ciò che sa ognuno della nostra impresa e della Sicilia!. A nominarla, sento un mondo dell'antichità. Quei Siracusani che, solo a sentirli cantare i cori greci, mandarono liberi i prigionieri di Nicia, mi parvero sempre una delle più grandi gentilezze che siano state sulla terra. Quel che oggi sia l'isola non lo so. La vedo laggiù in una profondità misteriosa e sola. E Trapani? (dalle Noterelle)“

„Ricordo più dolce, mio padre narrava che l'anno della fame, 1811, essendo egli fanciullo, la gente si nutriva di certe mandorle grosse come un pollice, portate da lontano… da lontano… dalla Sicilia.–E che cosa è la Sicilia?–domandavamo noi fanciulli.–E lui: Una terra che brucia in mezzo al mare. (Da Quarto al Volturno, Gherardo Casini, p. 14)“

„16 [maggio]
Ormai il mio cuore è pieno. Il tramonto del sole mi fa mesto. Seduto sulla punta del colle di S. Vito agli ultimi avamposti, io guardo il golfo di Castellamare ed Alcamo e la profonda valle e le colline seminate di fiori e popolate d'oliveti. E penso a te o Madre mia, a te mio Padre infelice, a voi cari fratello e sorelle, a voi che mi amate tanto e che non mi vedrete forse mai più. Oh se Dio concede che io ritorni alle mie case! (dal Taccuino)“