Frasi di Hermann Göring

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Hermann Göring

Data di nascita: 12. Gennaio 1893
Data di morte: 15. Ottobre 1946

Hermann Wilhelm Göring è stato un politico e militare tedesco, una delle personalità di primo piano della Germania nazista. Era considerato il numero due del Terzo Reich , dopo Adolf Hitler, almeno fino agli ultimi mesi della seconda guerra mondiale, quando finì in disparte dopo gli insuccessi militari.



„questa miserabile razza pigmea priva di cultura che opprime gente che una cultura ce l'ha e dietro la quale si nascondono Mosca e l'eterna maschera del demone giudeo.“

„Ogni tentativo di salvare la popolazione dalla morte per inedia importando i viveri in eccedenza dalla zona della terra nera (la parte più fertile dell'Ucraina) andrebbe a spese del rifornimento dell'Europa. Ridurrebbe la capacità della Germania di far fronte ai propri bisogni durante la guerra e pregiudicherebbe la possibilità della Germania e dell'Europa di resistere al blocco. Ciò deve essere inteso in modo chiaro ed inequivocabile.“


„Io non ho nessuna coscienza! La mia coscienza è Adolf Hitler. (citato in Theodor Schieder, Hermann Rauschning «Gespräche mit Hitler» als Geschichtsquelle, Opladen 1972, p. 19, nota 25; citato in Joseph Ratzinger, Euntes Docete, Commentaria Urbaniana, Roma, XLIII/1990/3, p. 431-436; citato in Newman – uno dei grandi maestri della Chiesa, Centro Internazionale degli Amici di Newman)“

„Ringrazio il mio Creatore di non sapere che cosa significhi obiettivo... Preferisco sparare un paio di volte troppo vicino o troppo lontano, ma almeno sparo... Ho spiegato chiaramente alla mia polizia: se si spara, sono io che sparo, se uno è per terra morto, sono io che l'ho ammazzato! (dinanzi al Tribunale del Reich; citato in Reimund Schnabel, Il disonore dell'uomo, 1966)“

„Quando sento qualcuno parlare di cultura, la mano mi corre al revolver.“

„[In risposta a Gheorghi Dimitrov] Vi insegnerò io ciò che sa il popolo tedesco. Il popolo tedesco sa che la vostra condotta qui è inqualificabile, che siete venuto in Germania per incendiare il Reichstag. Non sono venuto in tribunale per subire il vostro interrogatorio, né per sentire le vostre rimostranze, per me siete un criminale che deve essere impiccato. (dal processo di Lipsia del 1933; citato in Stella Blagoeva, Gheorghi Dimitrov, Editori Riuniti, 1972)“