Frasi di Hunter Stockton Thompson

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Hunter Stockton Thompson

Data di nascita: 18. Luglio 1937
Data di morte: 20. Febbraio 2005

Hunter Stockton Thompson è stato un giornalista e scrittore statunitense.

È famoso per aver creato il cosiddetto gonzo journalism, uno stile di scrittura che combina il giornalismo convenzionale, le impressioni personali e gli artifici narrativi del racconto per produrre un personale punto di vista sugli avvenimenti e le situazioni.


„Mi sono svaccato sulla sedia e ho ripreso a trincare. Il cuoco in cucina faceva un casino d'inferno e per qualche ragione il pianoforte si era zittito. Dall'interno arrivava una gnagnera in spagnolo, un sottofondo in incoerente a quei pensieri senza capo né coda. Per la prima volta ho avuto la sensazione di trovarmi in un Paese straniero, la vera distanza che avevo messo tra me e il mio ultimo domicilio. Non c'era motivo di sentirsi sotto pressione, ma non ci potevo fare niente: l'oppressione dell'afa e del tempo che passa, una tensione indolente che, nei posti dove la gente suda per ventiquattr'ore al giorno, continua a salire. (p. 41)“

„Mi capitava di lavorare per tre giornali insieme. Scrivevo gli avvisi pubblicitari per i casinò e i bowling appena inaugurati. Facevo il consulente per il racket dei combattimenti fra galli, il critico gastronomico più corrotto dell'isola, il fotografo di yacht e la vittima preferita della polizia locale. Era un mondo avido e io ci sguazzavo. Ho fatto amicizia con un sacco di personaggi, avevo abbastanza soldi per spassarmela e ho capito un sacco di cose sul mondo che non avrei potuto imparare in nessun altro modo. (p. 16)“


„Paranoia, paranoia... e nel frattempo sono tutto solo con il Grande Squalo Rosso nel parcheggio dell'aeroporto di Las Vegas. Al diavolo questo panico. Ritrova il controllo. Mantienilo. Per le prossime ventiquattr'ore questa faccenda del controllo sarà critica. Eccomi seduto qui, solo in questo deserto del cazzo, in questo covo di mentecatti armati, con un carico molto pericoloso di rischi, orrori e responsabilità che devo riportare a L. A. (p. 71)“

„Le nostre vibrazioni si stavano facendo cattive – ma perché? Mi sentivo confuso, frustrato. Era scesa l'incomunicabilità in quella macchina? Eravamo degenerati fino al livello di bestie mute? (p. 16)“

„L'editore sportivo mi aveva dato anche un anticipo di 300 dollari in contanti, la maggior parte dei quali era già stata spesa in droghe estremamente pesanti. Il baule della macchina pareva un laboratorio mobile della narcotici. Avevamo due borsate di erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di LSD super-potente, una saliera piena zeppa di cocaina, e un'intera galassia di pillole multicolori, eccitanti, calmanti, esilaranti... e anche un litro di tequila, uno di rum, una cassa di Budweiser, una pinta di etere puro e due dozzine di fiale di popper. (p. 12)“