Frasi di Ierocle di Alessandria

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Ierocle di Alessandria

Data di nascita: 500

Ierocle di Alessandria è stato un filosofo neoplatonico greco antico attivo nel V secolo.

Studiò nell'Accademia platonica di Atene e passò alcuni anni nella sua città nativa, dalla quale sembra essere stato esiliato ed essersi allora recato a Costantinopoli dove, accusato di aver offeso le opinioni religiose cristiane, fu imprigionato e flagellato.

L'unica opera completa conservataci è il Commentario ai Versi Aurei di Pitagora. Ottenne grande fama nel Medioevo e nel Rinascimento, come testimonia il gran numero di traduzioni in diverse lingue. Altri suoi scritti, specialmente uno sulla provvidenza, uno sul fato e un trattato consolatorio dedicato al suo maestro Olimpiodoro di Tebe, vengono citati a proposito di Fozio e di Stobeo. Ierocle polemizzò contro il fatalismo astrologico sulla base della sua convinzione di una necessità irrazionale piuttosto che di una provvidenza divina e razionale. Per questa stessa ragione negò valore alle pratiche magiche, dal momento che queste pretendevano di mutare un corso prestabilito e provvidenziale al quale infatti egli non credeva.

Benché egli non parli mai del Cristianesimo nelle sue opere, si è ritenuto che egli cercasse una conciliazione fra la religione greca tradizionale e il pensiero cristiano

La raccolta di circa 260 epigrammi, tra cui il Philogelos, attribuiti a Ierocle e a Filagrio, non ha alcuna connessione con lui, ma è forse una compilazione di data posteriore, fondata su due precedenti collezioni. Si è ora d'accordo che i frammenti degli Elementi di etica conservati in Stobeo derivino da un'opera di Ierocle Stoico, contemporaneo di Epitteto, identificato in una citazione di Aulo Gellio .


„Dovremmo sempre comportarci in maniera equa, non solo con coloro che sono giusti con noi, ma anche con coloro che preferiscono ferirci; e questo per il timore che, rispondendo al male col male, si possa cadere nello stesso vizio.“