Frasi di Jean Améry

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Jean Améry

Data di nascita: 31. Ottobre 1912
Data di morte: 17. Ottobre 1978

Jean Améry è stato uno scrittore austriaco. Jean Améry, pseudonimo di Hans Chaim Mayer, nato da famiglia di origini ebraiche non praticante, dopo l'annessione dell'Austria alla Germania nazista nel 1938, emigra in Belgio e si unisce alla Resistenza. Nel 1943 viene arrestato e torturato a Breendonk da SS e Gestapo per poi essere deportato ad Auschwitz, dove rimane fino alla Liberazione avvenuta nel 1945.

Trasferitosi a Bruxelles opera come scrittore collaborando anche con radio e televisione. Muore suicida, probabilmente per la spaccatura tra la necessità e l'impossibilità di essere ebreo, condizione che descriverà nel suo libro Intellettuale a Auschwitz.


„Chi è stato torturato rimane torturato. [... ] Chi ha subito il tormento non potrà più ambientarsi nel mondo, l'abominio dell'annullamento non si estingue mai. La fiducia nell'umanità, già incrinata dal primo schiaffo sul viso, demolita poi dalla tortura, non si riacquista più. (citato in Primo Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino, 1986)“

„Ma come: i principi? L'Assoluto? Certo, i principi. Ma dietro di essi non deve esservi per forza l'Assoluto. Chi li pone? Il Moralista. Che magari sta fuori della storia. No, che la supera. E tutta la sua attenzione è proprio rivolta al non lasciarsi superare dalla storia. Dunque un nuovo comfort intellettuale nel cosycorner degli imperativi categorici? No, un estremo disagio piuttosto, poiché si tratta di vivere e di trasferire a ogni momento i più rigorosi princìpi morali nel mezzo di tutta la moralità. (citato in Eugenio Spedicato, La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità, Donzelli Editore, Roma 1977. ISBN 88-7989-348-3)“

„La morale è l'arte incredibilmente difficile del possibile. E non è appunto la storia a tracciare i confini di questo possibile? Noi li tracciamo, tu e io, quello lì e quell'altro, poiché noi siamo la storia, ognuno di noi è parte del mondo, del mondo inteso come tutto ciò che accade. (citato in Eugenio Spedicato, La strana creatura del caos: idee e figure del male nel pensiero della modernità, Donzelli Editore, Roma 1977. ISBN 88-7989-348-3)“