Niccolo Machiavelli frase #155587

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Niccolo Machiavelli 82
politico, scrittore, storico italiano 1469 – 1527
„Dal momento che l'amore e la paura possono difficilmente coesistere, se dobbiamo scegliere fra uno dei due, è molto più sicuro essere temuti che amati.“

Frasi di Niccolo Machiavelli pagina 2

„La fortuna è donna: ed è necessario, volendola tenere sotto, batterla e urtarla. (cap. XXV)“

„Dove men si sa, più si sospetta. (da Dell'ingratitudine)“


„Ma la poca prudenza degli uomini comincia una cosa che, per sapera allora di buono, non si accorge del veleno che vi è sotto. (cap XIII)“

„Costui, di privato, diventò principe di Siracusa; né ancora lui conobbe altro dalla fortuna, che la occasione; perché, sendo e' Siracusani oppressi, lo elessono per loro capitano, donde meritò d'essere fatto principe. [... ] Costui spense la milizia vecchia, ordinò della nuova; lasciò le amicizie antiche, prese delle nuove; e come ebbe amicizie e soldati che fussino suoi, possé in su tale fondamonto edificare ogni edifizio: tanto che lui durò assai fatica in acquistare e poca in mantenere. (cap. VI)“

„Li uomini si debbono o vezzeggiare o spegnere; perché si vendicano delle leggieri offese, delle gravi non possono: sí che l'offesa che si fa all'uomo debbe essere in modo che la non tema la vendetta.“

„Né può essere, dove è grande disposizione, grande difficultà.“

„La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e lo esercizio ne fa assai.“

„Mai a uno principe mancorono cagioni legittime di colorare la inosservanzia.“


„Meglio città guasta che perduta. (VII)“

„Quello che non prepara le vettovaglie necessarie al vivere è vinto sanza ferro.“

„Coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportono vergogna. (III)“

„Non può, pertanto, un signore prudente né debbe osservar la fede, quando tale osservanzia gli torni contro, e che sono spente le cagioni che la feciono promettere. (XVIII)“


„Niuno sanza invenzione fu mai grande uomo nel mestiere suo.“

„Nondimanco, perché il nostro libero arbitrio non sia spento, iudico poter essere vero che la fortuna sia arbitra della metà delle azioni nostre, ma che etiam ne lasci governare l'altra metà, o presso, a noi. Et assomiglio quella a uno di questi fiumi rovinosi, che, quando s'adirano, allagano e' piani, ruinanogli alberi e gli edifizii, bevono da questa parte terreno, pongono da quell'altra; ciascuno fugge loro dinanzi, ognuno cede allo impeto loro, sanza potervi in alcuna parte obstare. E benché sieno così fatti, non resta però che gli uomini, quando sono tempi quieti, non vi potessimo fare provvedimenti, e con ripari e argini, in modo che, crescendo poi, o egli andrebbono per uno canale, o l'impeto loro non sarebbe né sì licenzioso né sì dannoso.
Similmente interviene della fortuna; la quale dimostra la sua potenzia dove non è ordinata virtù a resisterle; e quivi volta li sua impeti dove la sa che non sono fatti gli argini e li ripari a tenerla. (cap. XXV)“

„Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu se'. (cap. XVIII)“

„Non fu mai savio partito fare disperare gli uomini, perché chi non spera il bene non teme il male.“

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