Frasi di Niccolo Machiavelli pagina 5

„Niuno partito è migliore che quello che sta nascoso al nimico infino che tu lo abbia eseguito.“

„Il disarmato ricco è premio del soldato povero.“


„E Francesi per natura sono più fieri che gagliardi o destri; e in uno primo impeto chi può resistere alla ferocità loro, diventono tanto umili, e pèrdono in modo l'animo che diventono vili come femmine. E anche sono insopportabili di disagi e incomodi loro; e col tempo straccurono le cose in modo che è facile, col trovargli in disordine, superargli. (da Scritti politici: Il ritratto delle cose di Francia)“

„Quanto è più propinquo l'uomo a uno suo desiderio più lo desidera, e non lo avendo, maggiore dolore sente. (da Clizia, atto I, scena II)“

„Il fine giustifica i mezzi.“

„A sì alti esempi io voglio aggiugnere uno esempio minore; ma bene arà qualche proporzione con quelli, e voglio mi basti per tutti li altri simili: e questo è Ierone Siracusano. Costui di privato diventò Principe di Siracusa; nè ancor egli cognobbe altro dalla fortuna che l’occasione: perchè essendo i Siracusani oppressi l’elessono per loro capitano, donde meritò d’essere fatto loro Principe; e fu di tanta virtù ancora in privata fortuna, che chi ne scrive dice, che niente gli mancava a regnare eccetto il Regno. (Cap. VI)“

„Costui, di privato, diventò principe di Siracusa; né ancora lui conobbe altro dalla fortuna, che la occasione; perché, sendo e' Siracusani oppressi, lo elessono per loro capitano, donde meritò d'essere fatto principe. [... ] Costui spense la milizia vecchia, ordinò della nuova; lasciò le amicizie antiche, prese delle nuove; e come ebbe amicizie e soldati che fussino suoi, possé in su tale fondamonto edificare ogni edifizio: tanto che lui durò assai fatica in acquistare e poca in mantenere. (cap. VI)“

„Venuta la sera, mi ritorno in casa, et entro nel mio scrittoio; et in su l'uscio mi spoglio quella veste cotidiana, piena di fango, et di loto, et mi metto panni reali et curiali; et rivestito condecentemente entro nelle antique corti degli antiqui huomini, dove, da loro ricevuto amorevolmente, mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io nacqui per lui; dove io non mi vergogno parlare con loro, et domandarli della ragione delle loro actioni; et quelli per loro humanità mi rispondono; et non sento per 4 hore di tempo alcuna noia, sdimenticho ogni affanno, non temo la povertà, non mi sbigottisce la morte; tucto mi transferisco in loro. (da Lettera a Francesco Vettori, Firenze, 10 dicembre 1513, in Tutte le opere, a c. di M. Martelli, Firenze, Sansoni, 1971; citato in [http://www. classicitaliani. it/machiav/mac64_let_05. htm Classici italiani])“


„Difficilmente è vinto colui che sa conoscere le forze sue e quelle del nimico.“

„La guerra non si lieva, ma si differisce a vantaggio d'altri. (cap. III)“

„Non fu mai savio partito fare disperare gli uomini, perché chi non spera il bene non teme il male.“

„Coloro che vincono, in qualunque modo vincono, mai non ne riportono vergogna. (III)“


„Meglio città guasta che perduta. (VII)“

„Mai a uno principe mancorono cagioni legittime di colorare la inosservanzia.“

„La natura genera pochi uomini gagliardi; la industria e lo esercizio ne fa assai.“

„Né può essere, dove è grande disposizione, grande difficultà.“

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