Frasi di Pellegrino Artusi

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Pellegrino Artusi

Data di nascita: 4. Agosto 1820
Data di morte: 30. Marzo 1911

Pellegrino Artusi è stato uno scrittore, gastronomo e critico letterario italiano; fu autore di un notissimo libro di cucina, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene.


„Le fave, e soprattutto quelle nere, erano considerate come una funebre offerta, poiché credevasi che in esse si rinchiudessero le anime dei morti, e che fossero somiglianti alle porte dell'inferno. (Pasticceria; 622, Fave alla romana o dei morti)“

„Due sono le funzioni principali della vita: la nutrizione e la propagazione della specie. (L'autore a chi legge)“


„Una volta si diceva che la minestra era la biada dell'uomo. (Minestre)“

„Amo il bello ed il buono ovunque si trovino e mi ripugna di vedere straziata, come suol dirsi, la grazia di Dio. Amen. (Prefazione)“

„Il miglior maestro è la pratica sotto un esercente capace. (Prefazione)“

„Quando m'accorsi della mia nessuna cultura mi rivolsi al maestro Buscaroli, che mi erudì anche nel galateo di Melchiorre Gioia. Imparai a memoria l' Inferno e il Purgatorio di Dante Alighieri.“

„Ereditai dalla natura istinti erotici quasi infrenabili per i quali quasi non mi rovinai la salute e il resto. Non fosse stato per la mia mamma, donna caritatevole che appena vide che la servetta di casa cominciava a ingrossarsi spese molto per accomodare la cosa.“

„La gran timidezza è stata l'incubo della mia vita: non mi dichiarai. Allora in sette giorni e per sette scudi i vetturini vi portavano dalla Romagna a Roma e di qui ai tempi di Pio IX viaggiai fino a Napoli, dov'è un'infima plebe che non si cura del domani. Là era cosa molto caratteristica vedere nei mercati «una gran caldaja di maccheroni bollenti». Lusingato dalla rinomanza di quel cibo non vedevo l'ora di mangiarli; «ma fui deluso dal loro modo di condirli con molto pepe e cacio piccante». Meglio i tortellini e il lesso rifatto.“


„Senza darmi a speculazioni azzardose, mi arricchii col commercio serico, e mi presi una amica. Ma dovetti guardarmi dalla servitù di canaglie che mi rubavano anche le posate d'argento. La cameriera e il cuoco di Bologna e la governante lunatica che tenni per diciassette anni a freno solo a forza di cazzotti.“

„Se avete dei tartufi che abbiano profumo chiudeteli in una scatola di latta e d'altro con una o due uova fresche. Lasciate così un paio di giorni... mangiatele alla coque.“

„Il mondo ipocrita non vuoi dare importanza al mangiare; ma poi non si fa festa, civile o religiosa, che non si distenda la tovaglia e non si cerchi di pappare del meglio. (Frustata)“

„Il troppo salato è il peggior difetto delle vivande. (Umidi; 255, Fricandò)“