Frasi di Petronio Arbitro

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Petronio Arbitro

Data di nascita: 27 d.C.
Data di morte: 66 d.C.
Altri nomi: Petronius, Titus Petronius

Tito Petronio Nigro è stato un cortigiano, scrittore e politico romano.

Petronius, conosciuto anche come arbiter elegantiae/elegantiarum alla corte di Nerone, resta indicato, per tradizione manoscritta, col nome di Petronius Arbiter, definizione tratta dalla descrizione che ne fa Tacito . Bisogna specificare tuttavia che non ci sono notizie certe sull'autore, sul nome o sulla data di nascita o morte. Infatti persino i maggiori storici romani, con pochissime eccezioni, ignorano questo poeta e con il poco che ci rimane dell'unica opera, il Satyricon, di cui siamo a conoscenza non si può ricostruire una biografia.

Frasi Petronio Arbitro

„LXII. «Il caso volle che il padrone andasse a Capua per vendere qualche cianfrusaglia fuori uso. Approfitto dell'occasione e persuado un nostro ospite ad accompagnarmi fino al quinto miglio. Si trattava d'un soldato coraggioso come un leone. Ci avviammo al canto del gallo: splendeva una luna che pareva giorno. Ma, arrivati a certe tombe, il mio uomo si nasconde a fare i suoi bisogni tra le pietre, mentre io continuo a camminare canticchiando e mi metto a contarle. Mi volto e che ti vedo? Il mio compagno si spogliava e buttava le vesti sul ciglio della strada. Mi sentii venir meno il respiro e cominciai a sudare freddo. Sennonché quello si mette a inzuppare di orina le vesti e diventa d'improvviso un lupo. [Gaio Petronio Arbitro, Il lupo mannaro (dal "Satyricon"), traduzione di G. A. Cibotto, in "Storie di lupi mannari", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1994]“

„Quando facevo il servizio militare in Asia, mi capitò di alloggiare a Pergamo presso una famiglia privata. Ci stavo volentieri non solo perché la casa era comoda e pulita ma soprattutto in grazia del figlio del mio ospite, un bellissimo ragazzo; sicché mi misi subito a escogitare il modo di farmene un amichetto senza dare sospetti al padre. [... ]
Pochi giorni dopo, offertasi [di notte] l'occasione propizia, appena sentii russare il padre, cominciai a pregare il mio efebo di far la pace, di concedersi alla gioia, e tutte quelle parole che può suggerire un intenso desiderio. Ma lui, tutto corrucciato, non faceva che rispondermi:
– Dormi o lo dico a mio padre.
Tuttavia non c'è nulla di così difficile che a forza d'insistere non si possa ottenere. E, mentre lui bada a ripetermi "Adesso sveglio mio padre", io scivolo nel suo letto e, dopo un po' di resistenza mal simulata, raggiungo il mio scopo. La mia perfidia non dovette dispiacergli molto perché, dopo essersi lamentato un bel pezzo, aggiunse:
– Tuttavia, vedrai che non sono [un bugiardo] come te. Se vuoi, fallo ancora.
Allora, dimenticato ogni rancore, torno nelle grazie del ragazzo e, dopo aver approfittato della sua condiscendenza, mi abbandonai al sonno. Ma la replica non bastò al mio efebo nel pieno fiore di un'età ardente di desideri. Mi tolse dunque ai miei sogni e:
– Non desideri altro? – mi chiese.
Il dono non mi riusciva del tutto sgradito, sicché, alla meno peggio, tra un grande anfanare e sudare, gli diedi quello che desiderava e ricaddi sfinito nel sonno. Ma non era nemmeno trascorsa un'ora che quello mi dà un pizzicotto e riprende a dire:
– Perché non lo facciamo più?
Allora nel sentirmi svegliare a ogni momento, vado su tutte le furie e gli restituisco tali e quali le sue parole:
– Dormi, o lo dico a tuo padre! (Eumolpo; capp. LXXXV–LXXXVII; 1960)“


„La fortuna è di vetro, proprio quando splende si infrange. (traduzione di Andrea Aragosti)“

„Salva me, che io salverò te. (cap. XLIV; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli)“

„Una mano lava l'altra. (XLV, 13)“

„Ora, invece, gli Dei hanno i piedi felpati, perché noi non abbiamo più fede... E i campi sono là in abbandono... (cap. XLIV; 1982, p. 77)“

„Quale il padrone, tale anche il servo. (58; citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli)“

„Fu la paura che per prima creò gli dèi nel mondo. (Frammento 27)“


„Che possono le leggi, là dove solo il denaro ha potere, | o dove la povertà non ha mezzi per vincere? | Persino quei filosofi, che passano i giorni gravati dalla cinica bisaccia, | finiscono anch'essi col vendere a fior di quattrini i loro assiomi. | Pertanto anche un procedimento legale è merce da mettere a mercato, | e anche il cavaliere che siede in giudizio non sdegna di farsi comperare. (cap. XIV; 1982, p. 19)“

„Ahimè, grida, più a lungo vive il vino che un omuncolo. È bene che noi badiamo a titillarci la gola, ché la vita si spiega tutta nel vino. (cap. XXXIV; 1982, p. 57)“

„Ohimé, ohimé! Siamo sacche gonfie che camminano. Valiamo meno delle mosche. Quelle almeno un po' di forza ce l'hanno; noi non abbiamo più consistenza delle bolle. (Cap. XLII)“

„Qui passeggiano i porci belli e cotti. (XLV, 4)“


„Amici, badate che anche i servi sono uomini e hanno bevuto lo stesso latte, come noi, e non vuol dire nulla se poi mala sorte li colse. (cap. LXXI; 1982, p. 135)“

„Hai un soldo? Vali un soldo: possiedi, e avrai stima. (77, 6)“

„Non bisogna fidarsi troppo dei piani prestabiliti, perché la fortuna segue una sua logica, che è ben lungi dal coincidere con la nostra. (cap. LXXXIII; 1982, p. 163)“

„Del resto, una mente ben fondata evita gli ornamenti soltanto superficiali, e il cervello umano non può concepire, né mettere sulla carta qualche cosa di esteticamente valido, se non è, per così dire, inondato del largo fiume della cultura. Quindi si deve rifuggire con ogni cura da ogni elemento di uso comune nella scelta lessicale e bisogna andare a cogliere le parole, che non puzzano di volgarità e far proprio il motto di Orazio, il quale affermava di odiare il popolino ignorante e di scansarlo in ogni modo. (cap. CXVIII; 1982, p. 257)“

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