Frasi di Pietro Mennea

Pietro Paolo Mennea è stato un atleta, politico e saggista italiano.

Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, è stato primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72 che, tuttora, costituisce il record ... Più

Lo sport è bello perché non è sufficiente l'abito. Chiunque può provarci.
Pietro Mennea


Lo sport insegna che per la vittoria non basta il talento, ci vuole il lavoro e il sacrificio quotidiano. Nello sport come nella vita.
Pietro Mennea


Io mi sono allenato per 20 anni, ho avuto una carriera lunghissima come velocista, ma non mi sono mai neanche strappato. Invece, se avessi fatto uso di steroidi anabolizzanti, mi sarei strappato chissà quante volte. Lo sport deve rimanere l'ultimo baluardo del tessuto sociale per quanto riguarda il rispetto delle regole. Insomma, tra gli atleti deve vincere il più bravo, non il più furbo.
Pietro Mennea


Credo proprio che il problema sia un altro: nel bene e nel male sono stato un atleta scomodo, una specie di odiatissima realtà per tutta la cattiva coscienza dell' atletica. E così ogni volta che mi muovo sono costretto a prendere insulti e schiaffi. Non mi dispiaccio più di tanto. Quello che farò fra qualche ora fa parte soltanto del piacere continuo e mai domo di misurarmi con me stesso. E se poi addirittura il tempo che farò vale un riconoscimento a livello di nazionale bene, io sarò contento e credo forse dovrebbero essere contenti anche quelli dell' atletica. Se questa è un' attività fatta da uomini, e non da robot, o da gretti personaggi in cerca di miserande rivincite. E pensa che bello per me: questa volta non ho l' obbligo di arrivare primo, ma solo il piacere di una sfida in teoria impossibile. Che gusto!
Pietro Mennea


[Sul mondo del calcio] È fatto di unità lavorative scadenti, dove ognuno pensa di fregare l'altro, dove non si parla di responsabilità sociale. E dove i campioni non capiscono che fare delle cose eccezionali nello sport non ti dà diritti speciali o privilegi nella vita.
Pietro Mennea


Il nostro carattere è come un diamante, è una pietra durissima ma ha un punto di rottura.
Pietro Mennea


Sono un uomo che non si sente mai arrivato, sono sempre pronto a ripartire dai blocchi.
Pietro Mennea


Quando ho iniziato a correre i calzoncini me li cuciva lui [il padre sarto]. Oggi non mi entrano più, nemmeno al braccio, ma li tengo ancora. Le prime scarpe da gara le ho prese più grandi, dovevo ancora crescere, sarebbero durate.
Pietro Mennea


Quel 28 Luglio 1980 [Olimpiadi di Mosca] alle ore 20.10 ho coronato il mio sogno da sportivo, con rabbia e determinazione.
Pietro Mennea


A Los Angeles a 32 anni, arrivai settimo perché sbagliai la gara. Ma era chiaro che non ce la potevo più fare contro chi si aiutava con tutti i mezzi possibili, anche illegali. E non parlo solo dell'emodoping. Come ogni essere pensante che ha passato una vita in un settore mi venne la curiosità di capire che cosa stava succedendo. Andai così a trovare il dottor Kerr, un medico che molti dicono di non conoscere che alcuni chiamano un "certo dottor Kerr", ma che invece moltissimi anche nell'atletica italiana conoscono. Kerr mi spiegò le sue teorie e mi suggerì per iniziare la terapia che mi avrebbe portato, come disse il suo assistente, alle finale anche alle Olimpiadi di Seoul, mi suggerì dicevo, di iniziare con iniezioni di somatropina. Dopo qualche settimana me le inviò per posta in Italia. Feci la prima iniezione, mi guardai allo specchio e mi resi conto che io non c'entravo niente con tutto questo, e che se avevo vinto per tanti anni senza bisogno di nulla, probabilmente se avessi dovuto continuare aiutandomi così avrei persino mortificato tutto quello che avevo fatto prima. Così me ne andai dicendo, credo a ragione, che non potevo più competere in un mondo dominato dal doping.
Pietro Mennea


Ero gracile e sentii Vittori dire a Franco Mascolo: "Questo deve prima magnà qualche bistecca, poi se ne riparla.
Pietro Mennea


La mia crescita sportiva è stata lenta e costante, ma da ragazzo del sud nel '72 sono dovuto emigrare. Al centro federale di Formia: 350 giorni di allenamento all'anno. Stavo lì pure a Natale e Pasqua. Da solo. Vent'anni ad acqua minerale, e nemmeno gassata, il professor Vittori non voleva. Il complimento più bello me lo hanno fatto i vecchi custodi, la famiglia Ottaviani, che ha dichiarato: ce n'era solo uno che in tuta entrava al campo di mattina e usciva di sera.
Pietro Mennea


Mi hanno spesso dipinto come presuntuoso, arrogante, antipatico. Quando rifiutavo un invito alla Domenica Sportiva perché la mattina dopo dovevo studiare, oppure rifiutavo di raccontare per la millesima volta il record del mondo o la vittoria alle Olimpiadi di Mosca. Mennea ha sempre corso per dimostrare che valeva qualcosa, non per raccontarlo in giro.
Pietro Mennea


[Raccontando il suo record di 9" 72 sui 200 m] Ero come un viaggiatore che stava per partire. Ogni corsa è un viaggio. Mi chiedevo: ho preso tutto? Ero alla ricerca di un tempo, troppe volte perduto. Pensai fosse la volta buona. Remai un po' in curva, controllai la sbandata all'entrata del rettilineo, non smisi di spingere, stavo andando a trentasei chilometri all'ora con le mie gambe. Corsi i primi cento in 10" 34 e i secondi in 9" 38. Arrivai con sei metri di vantaggio. Il pubblico urlò, ma io non ero sicuro. Non c'erano tabelloni elettrici, allora. Mi girai. L'unico cronometro era alla partenza. Guardai le cifre, forse avevano sbagliato anno? Eravamo nel '79 non nel '72, mi vennero tutti addosso, ci fu una grande confusione, non riuscivo più a respirare.
Pietro Mennea


Io devo prendermela con qualcuno per ottenere risultati.
Pietro Mennea


Io non credo nella predestinazione. I risultati si ottengono solo con molto lavoro. Nella mia carriera sportiva mi sono allenato 5-6 ore al giorno, tutti i giorni, per 365 giorni l'anno, tra gare e allenamenti, per quasi venti anni.
Pietro Mennea


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Circa l'autore - Pietro Mennea

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Data di nascita: 28. Giugno 1952
Data di morte: 21. Marzo 2013

Pietro Paolo Mennea è stato un atleta, politico e saggista italiano.

Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, è stato primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72 che, tuttora, costituisce il record europeo.

Soprannominato "la Freccia del Sud", è l'unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive . In virtù della sua carriera sportiva è stato insignito dell'ordine olimpico nel 1997 ed introdotto nella Hall of Fame della FIDAL.

Laureatosi quattro volte, dopo la carriera atletica svolse attività politica e scrisse molti saggi di vari argomenti, esercitando le professioni di avvocato e commercialista.

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