Frasi di Pietro Mennea pagina 3

„[Su Usain Bolt] Lo attaccherei all'uscita della curva, il punto dove è più sacrificato, dove si esprime di meno. In curva il corpo si deve piegare su un lato, non puoi aprire il passo, che si accorcia. È un uomo da rettilineo. Ma meglio lui che Michael Johnson, che con tutto il rispetto correva da cameriere.“

„In questa cosiddetta società del tempo libero c'è chi va a caccia, chi a pesca, chi corre quel rito di moda che si chiama maratona dentro la città, un rito tra l'altro molto sponsorizzato, c'è chi va in palestra, chi a donne e chi nei casinò. Io invece ho scelto di correre, ma veloce, per un gusto appreso da ragazzo, quando sfidavo le motorette sui 50 metri, e che non mi è mai passato. Così abbandonata l'attività di atleta vincente, per mille motivi, non ultimo che dovevo gareggiare contro troppa gente "preparata" chimicamente, non ho saputo o voluto lasciare quello che per me è stato il divertimento di tutta una vita, l'allenamento. Sì, dico divertimento, perché se così non fosse stato uno le sofferenze accettate per 15 anni per arrivare a essere il campione che non ero, uno, voglio dire un essere umano, non le avrebbe mai sopportate.“


„Il doping è una scorciatoia per arrivare al successo, ma tanti atleti che correvano con me non ci sono più. Si tratta senza dubbio di morti sospette. Che devono far riflettere.“

„Gli atleti sono l'ultima ruota del carro, fanno già moltissimo. È il Paese a essere vecchio.“

„Io sono in cammino. Troppi atleti crollano come individui quando si ritirano. Un trauma pazzesco. Invece lo sport non è stato il traguardo della mia vita, solo un momento di passaggio.“

„Nessuno mi dava credito, quel primato sembrava destinato a cadere in fretta. È durato 17 anni. Dal '79 al '96. Al 19" 66 di Michael Johnson. Ci credo nei numeri: corsi sulla stessa pista dove Tommie Smith nel ' 68 aveva stabilito il mondiale con 19" 83. Undici stagioni prima. E migliorai quel tempo di 11 centesimi.“

„Non ci sono dubbi: il miglior è Usain. È l'unico sprinter della storia ad aver fatto l'accoppiata nella velocità in due Olimpiadi diverse e tanto basta per garantirgli il gradino più alto della storia della velocità. È il più grande velocista di tutti i tempi. Se continuerà ad avere le stesse motivazioni penso che Bolt potrà esserci anche a Rio, dove magari potrebbe cimentarsi nei 200 e 400, una doppietta riuscita solo a Michael Johnson. È l'unico atleta al mondo in grado di poter abbattere il muro dei 19 secondi: per riuscirci però saranno necessari fame e concentrazione.“

„Purtroppo il doping è diventato un grande business in mano alla criminalità organizzata, dato che viene commerciato in un mercato nero. Che è più lucrativo di quello degli stupefacenti. Sì, perché il grosso del mercato del doping lo troviamo tra gli amatori che affollano le palestre. Mi batto da anni per una legge penale comunitaria che funzioni da deterrente riguardo all'uso di simili sostanze. Oggi in Europa solo cinque stati hanno una legge simile. E io avevo lottato affinché fosse estesa a tutta l'Unione Europea.“


„Un giorno si avvicina Gianni Brera e mi tocca il cranio. Poi dice: "Mennea, i suoi avi venivano certamente dalla Mesopotamia.“

„Nel '73 con i primi guadagni mi comprai una Lancia Fulvia Montecarlo da rally, ma non ci dormivo la notte per la paura di aver fatto il passo troppo lungo. E la rivendetti.“

„Convegno in Germania sulla velocità. Metà anni Ottanta. Parlo del mio training: 25 volte i 60 metri, 10 volte i 150 metri. Gli altri tecnici sbigottiti: ma se i nostri atleti al massimo fanno 6 volte i 150. E lì che ho capito che il doping aveva vinto: come facevano ad allenarsi tre volte meno di me e ad ottenere risultati? Quando Vittori mostrava nei convegni il programma di lavoro gli chiedevano: scusi, chi ha fatto queste cose è poi morto?“

„Che Berruti dica che il mio possibile ritorno è patetico non mi fa né caldo né freddo. Lui purtroppo non è riuscito ad ottenere nello sport quello che io ho ottenuto. Forse gli sono mancati certi attributi, o forse erano solo altri tempi. Non mi interessa. E gli ricordo soltanto che Wells dopo essersi ritirato ritorna alla vecchia attività e in Inghilterra lo salutano con affetto, con tenerezza, non con astio, anche i campioni che hanno preceduto Wells nella storia dello sport britannico. Ma forse è solo una questione di cultura, di atteggiamento verso lo sport e il suo divenire. Quello che invece non posso accettare è la commiserazione, lo scherno. Perché? Cosa ho fatto di male se mi piace correre e vado ancora forte?“

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