Frasi di Publio Ovidio Nasone

Publio Ovidio Nasone, più semplicemente Ovidio , fu un celebre poeta romano tra i maggiori elegiaci.

Un piacere senza rischi piace meno.
Publio Ovidio Nasone


Se poi chi prese i baci non saprà prendere anche il resto, sarà degno di perdere anche quello che gli è stato concesso. Che mancava, dopo i baci, per empire tutti i tuoi voti? Ahimè, questa è imbecillità, non pudore!
Publio Ovidio Nasone


La crudeltà nei confronti degli animali induce alla crudeltà anche verso gli uomini.
Publio Ovidio Nasone


Finché sarai felice, conterai molti amici; ma se il tempo si rannuvolerà, resterai solo. (lib. I, el. IX, v. 5-6)
Publio Ovidio Nasone


Una causa non buona diventa peggiore quando si vuole difenderla. (I, 1, 26)
Publio Ovidio Nasone


E speriamo che le nostre anime muoiano col corpo e che nessuna mia parte sfugga all'avido rogo, perché se lo spirito, immune da morte, se ne vola via in alto negli aerei spazi e le parole del vecchio di Samo [Pitagora] risultano vere, la mia ombra romana vagolerà fra le ombre dei Sàrmati e sarà sempre straniera fra selvaggi mani. (III, 359; citato in Metamorfosi, 1994, p. LII)
Publio Ovidio Nasone


Noi pure fiorimmo un giorno, ma quel fiore presto appassì, e la nostra fu fiamma di stoppa, fuoco passeggero. (V, VIII, 19-20)
Publio Ovidio Nasone


Non vede né le fronde nei boschi né l'acqua in un fiume in piena. (5, 4, 9)
Publio Ovidio Nasone


La semplicità, cosa rarissima a' nostri tempi. (241-242)
Publio Ovidio Nasone


Il «divertirsi» di Ovidio, anche coni mezzi stilistici, non è leggerezza ma una forma di umanità. Le Metamorfosi sono in fondo un poema pervaso da una profonda tristezza; l'affermazione può apparire sorprendente a chi si lasci trasportare, peraltro giustamente, dalla vivacità dei toni e dei colori, dalla piacevolezza del racconto, ma lacrime copiose rigano dappertutto i volti dei personaggi e ogni trasformazione è un dramma piú doloroso della morte vera, per la sua ambiguità, cioè perché, come dice Mirra (X 487), non è né vita né morte. Alla rappresentazione ora piú ora meno fredda, ma sempre partecipe, della sofferenza di chi perde la propria identità, il gioco condotto da Ovidio al livello degli slanci della fantasia e insieme del potere autonomo di suggestione dei mezzi stilistici, compreso quel mezzo che è la fluente sonorità, si affianca come gusto della vita ma anche, mettendo a nudo la «meccanicità» dei sentimenti e delle azioni, come un discreto sorridere sulle curiose e fantastiche cose che accadono al mondo, come una forma di saggezza. (Piero Bernardini Marzolla)
Publio Ovidio Nasone


Non sai che i re hanno le mani lunghe? (da Heroides, ep. XVII, Helena Paridi, v. 166)
Publio Ovidio Nasone


Tutto si trasforma, nulla perisce. Lo spirito vaga e da lí viene qui e da qui va lí e s'infila in qualsiasi corpo, e dagli animali passa nei corpi umani e da noi negli animali, e mai si consuma. [... ]
E poiché ormai mi sono slanciato su questo vasto mare e corro a vele spiegate col vento in poppa: in tutto il mondo non c'è cosa che duri. Tutto scorre, e ogni fenomeno ha forme errabonde. (Pitagora; XV, 165; 1994, p. 613)
Publio Ovidio Nasone


Tentata che tu l'abbia, devi averla;
lasciala, se tu vuoi, ma dopo avuta. (1958, p. 35)
Publio Ovidio Nasone


La coscienza retta si ride delle bugie della fama (ossia delle mendaci ciarle del pubblico). (IV, 311)
Publio Ovidio Nasone


Piango i miei mali: nel pianto v'è una certa voluttà, ed il dolore che si scioglie in lagrime trova un sollievo.
Publio Ovidio Nasone


Tendiamo sempre a ciò che è vietato e bramiamo ciò che ci viene negato. (III, 4, 17)
Publio Ovidio Nasone


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Circa l'autore - Publio Ovidio Nasone

Publio Ovidio Nasone foto

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Data di nascita: 20. Marzo 43 a.C.
Data di morte: 17 d.C.
Altri nomi: Ovidius, Publius Naso Ovidius

Publio Ovidio Nasone, più semplicemente Ovidio , fu un celebre poeta romano tra i maggiori elegiaci.

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