Frasi di Rino Gaetano

Rino Gaetano, all'anagrafe Salvatore Antonio Gaetano , è stato un cantautore italiano, ricordato per la sua voce ruvida, per l'ironia e i nonsense caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.

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La vita non è tutta qui, lui lavora anche lassù | e come un fiume bagnerà qua, il suo fantasma inspirerà. (da Per Kennedy, 32a composizione, p. 70)
Rino Gaetano


[Parlando di Ma il cielo è sempre più blu a Ciao 2001 nel settembre 1975] Ci sono immagini tristi o inutili, ma mai liete, in quanto ho voluto sottolineare che al giorno d'oggi di cose allegre ce ne sono poche ed è per questo che io prendo in considerazione chi muore al lavoro, chi vuole l'aumento. Anche il verso «chi gioca a Sanremo» è triste e negativo, perché chi gioca a Sanremo non pensa a chi «vive in baracca». (p. 21)
Rino Gaetano


Jannacci è stato un maestro, per me è un vero poeta, mi sento molto vicino al suo feeling. Come autore e personaggio di autore e personaggio di spettacolo è davvero grande. È uno che sa divertirsi, prendere le cose per il verso giusto e dire delle cose interessantissime. Prendi Giovanni il telegrafista, dove risulta patetico con estrema eleganza. (p. 19)
Rino Gaetano


Lei sfogliava i suoi ricordi, | le sue istantanee, i suoi tabù. | Le sue madonne, i suoi rosari | e mille mari, | e alalà... (da Aida, n.° 1)
Rino Gaetano


Cogli il suo figlio in Germania, | la miniera, il carbone, a Natale verrà. (da Cogli la mia rosa d'amore, n.° 4)
Rino Gaetano


[Su Berta filava] È forse l'unica canzone che non si attaglia al contesto generale di Mio fratello è figlio unico. È contro gli eroi, i santi, le novelle, i falsi miti: volutamente dissacrante, spicca la figura di Berta, moralmente non raccomandabile. In Berta filava la donna viene eletta a simbolo: Berta siamo un po' tutti quanti noi che abbiamo scoperto i trucchi, i giochi di prestigio, i santi che si vestono d'amianto, gli eroi. Mi è servita per smitizzare i miti nazionali, come la patria e la famiglia. (p. 27)
Rino Gaetano


Mio fratello è figlio unico [... ] perché è convinto che esistono ancora gli sfruttati, malpagati e frustrati. | Mio fratello è figlio unico sfruttato, | represso, calpestato, odiato | e ti amo Mario. (da Mio fratello è figlio unico, n.° 1)
Rino Gaetano


Quante volte il cammino era stretto | e noi per passare ci dovemmo inchinare, | alla fonte l'acqua scorre serena | e non c'è lo straccio che asciuga il bagnato. (da L'umidità che manca, 5a composizione, p. 56)
Rino Gaetano


Ma il festival resta una passerella e come tutte le passerelle ti offre tre minuti per fare un discorso che normalmente fai in uno spettacolo di due ore. Così devi trovare un sistema. Da parte mia, ho scelto la strada del paradosso un po' alla Carmelo Bene. [fonte 3]
Rino Gaetano


Bisogna partire dal presupposto che io, come altri cantautori della mia generazione, faccio musica leggera. Ma questo non impedisce che si possano dire cose che leggere non sono. Io parlo anche d'amore, ma evito di raccontare situazioni del tipo: lei mi lascia, va dall'altro, poi si pente e torna da me. Così, anche dal linguaggio, cerco di essere realista. Cioè, parlando d'amore, evito di usare le solite parole lacrimevoli e inutili. (p. 31)
Rino Gaetano


Camminare con quel contadino | che forse fa la stessa mia strada, | parlare dell'uva, parlare del vino | che ancora è un lusso per lui che lo fa. (da Ad esempio a me piace il sud, n. 2)
Rino Gaetano


Il treno che viene | m'invita a cantare | e sopra il mare | vedo lei passare. (da San Giovanni Barra, 4a composizione, p. 57)
Rino Gaetano


[Su Gianna] È una bambina, magari un po' cresciuta, che cerca un sacco di cose, cerca il suo principe azzurro, e questa volta lo identifica nei sindacati, nelle altre cose che le stanno intorno, però, visto che la sera è un po' stanca, cerca l'amore. Se in Sei ottavi si maturbava, qui cerca l'amore con altri. Sono le contraddizioni delle ragazze di oggi, e non solo delle ragazze, ma di tutti noi. Io credo che siamo tutti un po' confusi, quindi anche noi siamo portati a metterci sul podio e dire: "Alt, adesso io vi illustro le mie tesi". Che chiaramente corrispondono alle mie illusioni. (p. 45)
Rino Gaetano


[Sul ruolo del cantautore, dall'articolo di Nicola Sisto, Rino Gaetano. L'amico che cantava] Pretendere di dare alla gente attraverso una canzone qualcosa che sia più del sorriso, seppur amaro, qualcosa che avvii un processo concreto, è pura illusione. Questa è la tesi di molti cantautori ed anche la mia: in Italia una cosa che ha sempre funzionato è l'ironia, la satira (anche se nessuno si è mai riconosciuto in quei personaggi che ne sono stati oggetto), il "non se ne può più semplificato e senza drammatici seguiti". (p. 49)
Rino Gaetano


E al mattino al mio risveglio | cerco in cielo gli aironi | e il profumo bianco del giglio. (da Cerco, lato B, n. 4)
Rino Gaetano


È uno sfottò come un altro per dire: "Vabbè, visto che vi ho detto 'ste cose, visto che tanto la canzone non fa testo politico, la canzone non è un comizio, il cantautore non è Berlinguer né Pannella, allora a questo punto hanno ragione quelli che fanno solo canzoni d'amore". (p. 41)
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Circa l'autore - Rino Gaetano

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Data di nascita: 29. Ottobre 1950
Data di morte: 2. Giugno 1981

Rino Gaetano, all'anagrafe Salvatore Antonio Gaetano , è stato un cantautore italiano, ricordato per la sua voce ruvida, per l'ironia e i nonsense caratteristici delle sue canzoni, nonché per la denuncia sociale spesso celata dietro testi apparentemente leggeri e disimpegnati.

Rimasto profondamente legato alle sue origini calabresi, rifiutò ogni sorta di etichetta e, a differenza di numerosi suoi contemporanei, evitò di schierarsi politicamente. Nonostante questo, i suoi componimenti non mancano di riferimenti e critiche alla classe politica italiana: Gaetano arrivò in alcuni suoi brani a fare nomi e cognomi di uomini politici del tempo e non solo e, anche per questo, i suoi testi e le sue esibizioni dal vivo furono più volte segnati dalla censura.

Crocevia della sua carriera fu l'esperienza sanremese con il successo di Gianna; per molto tempo infatti gran parte del pubblico italiano lo ha ricordato solo per questo episodio e per questa canzone. I suoi lavori precedenti vennero quasi eclissati dal nuovo successo e ciò che giunse al grande pubblico delle sue canzoni – in primis Gianna – fu soprattutto il nonsense e non tutto ciò che si celava dietro di esso. Tragica e prematura la sua scomparsa: un incidente stradale lo portò via a soli trent'anni.

Il lavoro di Gaetano iniziò ad essere significativamente apprezzato diversi anni dopo la sua morte e molte delle sue canzoni vennero riscoperte soprattutto dopo il 2000, riscuotendo consensi sempre maggiori, in particolar modo tra le nuove generazioni, e conferendo all'ormai defunto cantautore lo status di artista di culto.

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