Frasi di Saˁdi

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Saˁdi

Data di nascita: 1184
Data di morte: 1291

Abu Muhammad Muslih ibn ˁAbd Allāh noto come Saˁdi di Shirāz, o Shirāzi è stato un poeta persiano, dell'età islamica classica .

Saˁdi è riconosciuto non solo per la superiore qualità del suo stile, ma anche per la profondità del suo pensiero.

Fu una delle principali fonti di ispirazione del filosofo e poeta statunitense Ralph Waldo Emerson.

Brani delle sue poesie compaiono anche sui muri dell'edificio dell'ONU a New York.


„L'usignuolo affamato venne per elemosina nella presenza della formica e disse: Generosità è segno di fortezza e capitale di contentezza. Io, la mia dolce vita, la passai nella spensieratezza, ma tu usasti del senno e radunasti provvigione. Che sarebbe mai se oggi per un poco tu me ne facessi larghezza? – Disse la formica: Tu notte e giorno fosti in discorsi, e io in faccende; tu ora andavi pensando alla freschezza della rosa, ora eri affascinato dall'ammirazione per la primavera, e non sapevi intanto che ad ogni primavera sta dietro l'autunno e ad ogni via un termine? Ascoltate, o cari, la storia dell'usignuolo e comparate nostro stato a quello di lui, e sappiate intanto che ad ogni vita sta dietro la morte, che ad ogni connubio sta dietro la separazione! Non è senza feccia il liquor della vita, e anche il raso ha le sue strie.“

„"Ora i savi sogliono dire: – Menzogna che procaccia il bene, migliore di verità che suscita malanni!"
Meglio è del ver che ti agita e conturba, | la menzogna che il cor ti rende lene. || Tale, al cui dir conformasi un sovrano, | guai se altro attesterà fuor che del bene! (da Fatti di regnanti, vol. I, cap. I, p. 38)“


„Quando un nemico è frustrato in ogni arte o astuzia sua, ricorre all'amicizia. Allora, come si sarà fatto amico, farà contro di te quanto nessun altro nemico potrebbe fare! (da Finta amicizia di nemico, vol. II, p. 120)“

„Nella volta del palagio di Fredun era già scritto questo motto leggiadro:
Eterna appo nessuno, o fratel mio, | non rimane la vita! Oh! non fidarti, | non ti fidar del posseder di cose | che sono di quaggiù, ché molti il Fato | uguali a te allevò, molti altri uccise. || Quando a partir di qui l'anima buona | di noi s'appresta, che val mai sul trono o sul nudo terren gustar la morte? (da Fatti di regnanti, vol. I, cap. I, p. 38)“

„Io dissi allora: "La rosa d'un giardino, come tu sai, non ha vita lunga, e la promessa di un roseto fede non trova. Ora, i savi hanno detto: Ad ogni cosa che lungamente non dura, non si deve avvincere il cuore." Disse l'amico: "Che modo adunque s'ha da tenere?" "Per divertimento di chi ci sta osservando," io risposi, "e per sollievo di chi sta qui con noi, io potrei comporre il libro del Roseto, sulle foglie del quale il vento autunnale non avrà alcun potere, mentre il volgere del tempo non muterà la gaiezza della sua primavera nella tristezza dell'autunno."
Che ti giova pien di rose | un cestino? || Togli un petalo da questo | mio giardino! || Dura cinque giorni e sei | quella rosa, || ma gli è sempre il mio verziere vaga cosa! (da Perché fu composto il libro del Roseto, vol I, pp. 29-30)“

„[... ] spegnere il fuoco e lasciar la brace, uccidere la vipera e custodirne i figli, non è impresa da saggi.
Se acqua di vita piovesser le nuvole, | mai non côrresti alcun frutto dal salice. || Con gente vile il tempo tuo non perdere, | ché da canne da stuoie | mai non potresti aver sapor di zucchero. ( da La natura non si cancella, vol I, p. 43)“

„Sono quai membri e per l'uno e per l'altro | d'Adamo i figli. Quando fûr creati, | d'un sol germe son nati. || Quando la sorte uno de' membri affligga | di qualche doglia, tutti gli altri insieme | scossi vanno e turbati. || Se tu per altrui doglia non ti turbi, | che d'Adamo figliuol nessun più mai | ti appelli, in pena avrai. (da Ciò che va detto ad un principe tiranno e bacchettone, vol I, p. 53)“

„Quanto è dolce all'orecchio degli amici, | ebbri della bevanda mattutina, | voce ascoltar soave e mesta e calma! | Più val canto leggiadro che di bella | fanciulla il viso, ché piacer del senso | è questo, e quello è il conforto dell'alma. (da Il lottatore e la smania del viaggiare, vol. II, p. 29)“


„A Loqman(da Scusa per la pochezza dell'omaggio reso al principe e motivo dell'aver scelto la vita solitaria, vol I, p. 34)“

„Il denaro dell'avaro esce di sotterra in quell'ora soltanto in cui l'avaro va sotterra. (da Disputa di Saadi con un presuntuoso intorno alla definizione della ricchezza e della povertà, vol II, p. 103)“

„Non ti doler se a te vien dalla gente | o rancuna o malanno, | ché dalla gente non procedon mai | gioia dell'alma o affanno. || Sappi che l'atto sol da Dio procede | d'amico e di nemico, | ché di questo e di quello in poter suo | l'anima e il cor si stanno. || Se dall'arco si schiava una saetta, | che dall'arcier procede e non dall'arco, | i sapïenti sanno. (da Fedeltà alla prova, vol. I, pp. 75-76)“

„Quelli che veramente son gli amici di Dio altissimo, sono quei ricchi che tengono il costume dei poverelli, e quei poverelli che hanno l'indole dei ricchi. Il maggiore dei ricchi è colui che prende a cuore gli affanni dei poverelli, e il migliore dei poverelli è colui che meno importuna i ricchi. Iddio altissimo ha detto: "Per chi si confida interamente in Dio, basterà tale sua confidenza" (da Disputa di Saadi con un presuntuoso intorno alla definizione della ricchezza e della povertà, vol II, p. 106)“


„Capacità naturale senza insegnamento è pur cosa misera, e l'insegnare a chi non è capace, è opera perduta. (da Superiorità falsa, vol. II, p. 134)“

„"Con l'aiuto di Dio altissimo, perché in ogni reame che conquistai non offesi mai i sudditi, e non pronunciai se non in bene il nome dei monarchi che mi hanno preceduto." (da Non far male ad alcuno, non dir male d'alcuno, vol I, p.92)“

„"[... ] la visione che gli uomini pii hanno di Dio, sta tra il rivelarsi e il dileguarsi. Iddio ora si mostra, ora s'invola."
Tu mostri il viso e poi lungi ten vai. | Il tuo traffico avvivi, indi la nostra | intima brama più pungente fai. (da Né Iddio assiste sempre l'uomo, né l'uomo è sempre presente a se stesso, vol. I, p. 102)“

„Un astrologo, rientrando un giorno in casa, vi scorse là seduto uno sconosciuto e la sua moglie con lui. Si diede a imprecare e a ingiuriare, sì che ne nacque scompiglio e baruffa. Un uom di senno quand'ebbe inteso tutto ciò, disse:
Come saper puoi tu che rechi mai | del ciel la volta | se nulla sai di ciò che in casa tua | avvien talvolta? (da Astrologo da nulla, vol. II, p. 47)“

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