Samuel Beckett frase #152401

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Samuel Beckett 31
scrittore, drammaturgo e poeta irlandese 1906 – 1989
„Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio.“

Frasi di Samuel Beckett

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Samuel Beckett

Data di nascita: 13. Aprile 1906
Data di morte: 22. Dicembre 1989

Samuel Barclay Beckett è stato uno scrittore, drammaturgo, poeta, traduttore e sceneggiatore irlandese.

Considerato uno degli scrittori più influenti del XX secolo, Beckett è senza dubbio la più significativa personalità di quel genere teatrale e filosofico che Martin Esslin definì come "Teatro dell'assurdo". Autore sia in lingua inglese sia in lingua francese, le sue opere più famose sono la pièce Aspettando Godot e il cortometraggio cinematografico Film del 1965, con Buster Keaton. Autore di romanzi e di poesie, nel 1969 Beckett venne insignito del Premio Nobel per la letteratura «per la sua scrittura, che - nelle nuove forme per il romanzo ed il dramma - nell'abbandono dell'uomo moderno acquista la sua altezza».

Frasi Samuel Beckett

„L'uomo di buona memoria nulla ricorda, perché nulla dimentica. (dal Proust)“

„Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano. (Estragone)“


„Estragone: Siamo contenti. (Silenzio.) E che facciamo, ora che siamo contenti?
Vladimiro: Aspettiamo Godot.
Estragone: Già, è vero.“

„Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Fallisci ancora. Fallisci meglio.“

„E non smetteva mai di parlare, mentre io non aprivo bocca che per domandare, di quando in quando, e sempre più debolmente, in che città eravamo.“

„Ho provato, ho fallito. Non importa, riproverò. Fallirò meglio.“

„Ascolto e mi sento dettare un mondo congelato in perdita d'equilibrio, sotto una luce debole e calma e niente di più, sufficiente per vedere, capite, e congelata anch'essa. E sento mormorare che tutto si flette e cede, come sotto dei pesi, ma qui non ci sono pesi, e anche il suolo, inadatto a reggere, e anche la luce, verso una fine che sembra non debba mai esserci. Perché che fine può esserci a queste solitudini in cui non ci fu mai vero chiarore, né verticalità, né solida base, ma sempre queste cose pencolanti, slittanti in un franare senza fine, sotto un cielo senza memoria di mattino né speranza di sera. Queste cose, quali cose, venute da dove, fatte di che? E sembra che qui nulla si muova, né mai si sia mosso, né mai si muoverà, salvo io, che non mi muovo neanch'io quando sono qui, bensì osservo e mi mostro. Sì, è un mondo finito, malgrado le apparenze, è la sua fine che lo ha suscitato, è finendo che è cominciato, è abbastanza chiaro? E anch'io sono finito, quando ci sono, gli occhi mi si chiudono, le mie sofferenze cessano e io finisco, piegato come non possono esserlo i viventi.“

„Quanto ai particolari, se ci si interessa ai particolari, non c'è da disperare, si può finire per bussare alla porta giusta, nel modo giusto. È per l'insieme che non sembra esistere una formula magica. Forse non c'è insieme, se non postumo.“


„Ce n'era uno in grado di mettersi al mio posto, di sentire quanto poco, in quel momento, ero quello che avevo l'aria di essere, e in quel poco che potenza c'era, di gomene tese da spezzarsi?“

„Non accade nulla, nessuno arriva, nessuno se ne va, è terribile! (Aspettando Godot)“

„La migliore ragione che si può dare per credere [... ], è che così è più divertente. Non credere [... ] è una noia. Noi non ci preoccupiamo di cambiare. Semplicemente non possiamo sopportare di annoiarci. (p. 58)“

„Le idee si assomigliano in modo incredibile, quando si conoscono. (da Malone muore)“


„Vladimiro
Un cane andò in...
(Si accorge di aver cominciato troppo basso, s'interrompe, tossisce, riprende più alto)
Un cane andò in cucina
e si accostò al fornello.
Allora col coltello
il cuoco lo sgozzò.
Ciò visto gli altri cani
scavarono una fossa...
(S'interrompe e dopo un istante di raccoglimento riprende)
Ciò visti gli altri cani
scavarono una fossa
e sulla terra smossa
scrissero con la coda:
Un cane andò in cucina
e si accostò al fornello.“

„Non c'è niente di più comico dell'infelicità. (da Finale di partita)“

„La mia vita, la mia vita, ora ne parlo come d'una cosa finita, ora come d'una burla che dura ancora, e ho torto, perché è finita e perdura insieme, ma con quale tempo del verbo esprimerlo?“

„La lacrime del mondo sono immutabili. Non appena qualcuno si mette a piangere, un altro, chi sa dove, smette.“

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