Frasi sul dolore pagina 2

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Nel dolore esiste una speranza più grande che in una felicità regalata. (da Il pilota azzurro, p. 316)“

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Mina (cantante) 37
cantante italiana 1940
„Il testosterone, che i "maschi" possiedono in misura grandemente superiore alle "femmine" e che noi, per fortuna, tendiamo a convertire in estrogeni, è alla base, è l'origine di quasi tutti i guasti, dalla semplice rissa, alle guerre, le odissee, le morti, i dolori profondi. Per non parlare dello stretto lato sessuale... L'uomo dovrebbe essere altro. L'uomo è chi muore con dignità e chi con dignità accetta le tempeste fisiche e mentali della vita. E l'uomo è anche chi vorrebbe che inventassero l'anti-pillola che spegnesse, almeno in qualche momento, il continuo, incontrollato, estenuante fuoco che lo dirige e lo guida e che tratta per lui e in suo nome. In buona sostanza: l'uomo è la donna. Signore ti ringrazio per quando la levatrice ha comunicato a mio padre: "È una femmina". (da Vanity Fair n. 20, 28 maggio 2014)“


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Milan Kundera 163
scrittore, saggista e poeta cecoslovacco 1929
„In greco, «ritorno» si dice nóstos. Álgos significa «sofferenza». La nostalgia è dunque la sofferenza provocata dal desiderio inappagato di ritornare. Per questa nozione fondamentale la maggioranza degli europei può utilizzare una parola di origine greca (nostalgia, nostalgie), poi altre parole che hanno radici nella lingua nazionale: gli spagnoli dicono añoranza, i portoghesi saudade. In ciascuna lingua queste parole hanno una diversa sfumatura semantica. Spesso indicano escusivamente la tristezza provocata dall'impossibilità di ritornare in patria. Rimpianto della propria terra. Rimpianto del paese natio. Il che, in inglese, si dice homesickness. O, in tedesco, Heimweh. In olandese: heimwee. Ma è una riduzione spaziale di questa grande nozione. Una delle più antiche lingue europee, l'islandese, distingue i due termini: söknudur: «nostalgia» in senso lato; e heimfra: «rimpianto della propria terra». Per questa nozione i cechi, accanto alla parola «nostalgia» presa dal greco, hanno un sostantivo tutto loro: stesk, e un verbo tutto loro; la più commovente frase d'amore ceca: stýská se mi po tobě: «ho nostalgia di te»; «non posso sopportare il dolore della tua assenza». In spagnolo, añoranza viene dal verbo añorar («provare nostalgia»), che viene dal catalano enyorar, a sia volta derivato dal latino ignorare. Alla luce di questa etimologia, la nostalgia appare come la sofferenza dell'ignoranza. (pagg. 11 e 12)“

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Khaled Hosseini 42
scrittore e medico statunitense 1965
„Imparai che il mondo non vede la tua anima, che non gliene importa un accidente delle te speranze, dei sogni e dei dolori che si nascondono oltre la pelle e le ossa. Era così: semplice, assurdo e crudele.“

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Marta Robin 23
mistica francese 1902 – 1981
„[In relazione ad un suicidio] perché non è ai suoi giorni che voleva mettere fine, ma al dolore che la torturava.“

Ernesto Olivero 19
attivista e scrittore italiano 1940
„Il mio grande dolore è constatare che i giovani sono realmente i più poveri e i meno conosciuti.“

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Cassandra Clare 111
scrittrice statunitense 1973
„A volte le nostre vite possono cambiare tanto in fretta che il cambiamento va più veloce delle nostre menti e dei nostri cuori. È allora, credo – quando le nostre vite vengono alterate ma noi abbiamo ancora voglia di tornare a prima che tutto accadesse – è allora che proviamo il dolore più grande. Ma per esperienza posso dirti che ci si abitua. Si impara a vivere la propria nuova vita e non si riesce a immaginare, e neppure a ricordare davvero, com'erano prima le cose. ('Jem Carstairs' a Tessa Gray)“

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Cassandra Clare 111
scrittrice statunitense 1973
„Non hai mai capito bene che cosa significhi essere un demone, non è vero? Nutrirsi di dolore, certo. Ma che cos'è il dolore? Il tormento fisico, quello è così monotono; qualunque demone da giardino sa provocarlo. Essere artisti del dolore, creare sofferenza, annerire l'anima, trasformare motivi puri in sudiciume e l'amore in lussuria e poi in odio, questa è la ragione per cui esistiamo!“


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Cassandra Clare 111
scrittrice statunitense 1973
„Ave atque vale, pensò Will. Salute e addio. Non aveva dato molto peso a quelle parole prima di allora, non aveva mai pensato al perché non fossero solo un addio ma anche un saluto. Ogni incontro implicava una separazione, e così sarebbe stato finché la vita fosse stata mortale. In ogni incontro c'era un po' del dolore della separazione, ma in ogni separazione c'era anche un po' della gioia dell'incontro.“

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Arthur Schopenhauer 231
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„Quando una disgrazia è accaduta e non si può più mutare, non ci si dovrebbe permettere neanche il pensiero che le cose potevano andare diversamente o addirittura essere evitate: esso infatti aumenta il dolore fino a renderlo intollerabile.“

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Jovanotti 162
cantautore, rapper e disc jockey italiano 1966
„È un continuo alternarsi di gioia e dolore, una presenza continua della vita e della morte a braccetto come se andassero a una festa, tutt'e due nel pieno del loro splendore.“

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Claudio Baglioni 181
cantautore italiano 1951
„Ora che ho te, passata nei miei occhi, entrata dentro il cuore.. Ora che ho te, tra me e il mio dolore.. (Ora che ho te)“


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Bruce Springsteen 143
musicista e cantautore statunitense 1949
„Penso che la parte più difficile da affrontare con il passare degli anni, con l'invecchiare, sia imparare a convivere con il fatto che a questo mondo ci siano tanto dolore e tanta bellezza, uno di fianco all'altra. (dall'introduzione all'esecuzione dal vivo di Born to Run, anni 1987-88; citato in Ernesto Assante e Gino Castaldo, Bruce Springsteen: Born to run, in Lezioni di Rock. Viaggio al centro della musica, 4 maggio 2008)“

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Ugo Foscolo 78
poeta italiano 1778 – 1827
„Il dolore in chi manca di pane è più rassegnato. (da Il gazzettino del bel mondo)“

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Paolo Curtaz 28
scrittore e teologo italiano 1965
„Come se Dio imparasse cos'è il dolore. Dio piange, davvero. E quel pianto ci lascia interdetti. Quel pianto ci sconcerta, ci scuote, ci smuove. Dio ora sa cos'è il dolore. Fra poche ore andrà fino in fondo, portando su di sé tutto il dolore del mondo. Dio e il dolore si incontrano. Non è bastato che Dio diventasse uomo per condividere con noi la vita. Ha voluto imparare a soffrire, per redimere ogni pena. Ci basta? (p. 225)“

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Giuseppe Tucci 13
orientalista, esploratore e storico delle religioni italiano 1894 – 1984
„Tanto il Sankhya che lo Yoga ammettono due sostanze opposte ma ugualmente eterne: da una parte le anime (purusa) infinite semplici, e dall'altra la natura naturante (prakrti), unica, dinamica, complessa. Le anime sono luminose, pura intelligenza, ma inattive, impassibili, non soggette né a gioia né a dolore: esse non sono psiche, che, come vedremo, è evoluta dall'altro principio, ma l'io metempirico, essere coscienziale.
Lo Yoga, a differenza del Sankhya, afferma l'esistenza di Dio come supremo regolatore del moto della natura che, non essendo intelligente, non potrebbe svolgersi con la necessaria regolarità intesa alla liberazione delle anime (purusartha). Dio non è il creatore della natura naturante, ma un'anima eccelsa, che con la sua perfezione stimola l'uomo a sciogliersi dai legami della materia. (p. 73)“

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