Frasi su abbondanza

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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„La vita è sempre un dare ed è costoso prendersi cura della vita. Oh quanto costa! Costa lacrime. Ma come è bella la cura per la vita, permettere che la vita cresca, dare la vita come Gesù, e dare in abbondanza, per non permettere che anche uno solo di questi più piccoli vada perso.“

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Adam Smith 12
filosofo ed economista scozzese 1723 – 1790
„Un lavoratore fornisce abbondantemente agli altri ciò di cui necessitano ed essi gli procurano ampiamente ciò di cui necessita, e una generale abbondanza si diffonde attraverso tutti gli strati della società. Osserva la sistemazione del più comune artigiano o lavoratore giornaliero in un paese civile e fiorente, e ti accorgerai che del numero di persone della sua industria una parte, sebbene una piccola parte, che è stata impiegata per procurargli questa sistemazione, eccede ogni calcolo. Il cappotto di lana, per esempio, che copre i lavoratori giornalieri, grossolano e grezzo come può apparire, è il lavoro congiunto di una gran moltitudine di lavoratori. Il pastore, lo sceglitore, il pettinatore di lana o il cardatore, il tintore, il filatore, il tessitore, il lavatore, il sarto, con molti altri, devono tutti unire i loro differenti mestieri al fine di completare anche questo prodotto casalingo. Quanti mercanti e trasportatori, inoltre, devono essere impiegati nel trasportare i materiali da alcuni di questi lavoratori ad altri che spesso vivono in parti molto distanti del paese. Quanto commercio e quanta navigazione in particolare, quanti costruttori di navi, marinai, fabbricanti di vele e di funi devono essere stati impiegati al fine di mettere insieme le diverse sostanze usate dal tintore che spesso vengono dagli angoli più remoti del mondo! Che varietà di lavoro è anche necessario per produrre gli utensili del più umile di quei lavoratori! Per non parlare di quelle macchine complicate come la nave del marinaio, la fabbrica del follatore, o perfino il telaio del tessitore, consideriamo solo quale varietà di lavoro è richiesta per costruire quella semplicissima macchina, le cesoie con le quali il pastore tosa la lana. Il minatore, il costruttore delle fornaci per la fusione del minerale, il tagliaboschi, il bruciatore di carbone per far funzionare le fornaci, il produttore di mattoni, il dispositore di mattoni, i lavoratori che supervisionano la fornace, il riparatore di mulini, l'operaio della fucina, il fabbro devono tutti mettere insieme i loro differenti mestieri al fine di produrre questi. Dobbiamo esaminare allo stesso modo tutte le diverse parti del suo abito la mobilia di casa, la ruvida canottiera che indossa sulla pelle, le scarpe che coprono i suoi piedi, il letto in cui dorme, e tutte le diverse parti che lo compongono, la grata di cucina su cui prepara i suoi viveri, il carbone di cui fa uso per questo scopo, scavato dalle viscere della terra e portatogli forse attraverso un lungo trasporto per mare e per terra, tutti gli altri utensili della sua cucina, tutta la apparecchiatura del suo tavolo, i coltelli, le forchette, i piatti di coccio o di peltro sopra i quali egli serve e divide i suoi cibi, le differenti mani impiegate nel preparare il suo pane e la sua birra, le finestre di vetro che lasciano penetrare il caldo e al luce, e isolano dal vento e dalla pioggia con tutte le conoscenze e i requisiti del mestiere per preparare quella bellissima e felice invenzione senza cui queste parti nordiche del mondo avrebbero potuto scarsamente procurare un habitat confortevole, insieme con gli utensili di tutti i diversi lavoratori impiegati nel produrre queste diverse comodità; se noi esaminiamo, io dico, tutte queste cose, e consideriamo quale varietà di lavoro è utilizzato per ciascuna di esse, saremo coscienti che senza l'assistenza e la cooperazione di molte migliaia la persona più misera in un paese civilizzato non potrebbe provvedere perfino in accordo a quello che noi potremmo falsamente immaginare, la facile e semplice maniera in cui egli è comunemente sistemato. (cap. 1)“


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Mina 195
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„Voglio la fine delle necessità, | sguazzare nell'abbondanza. | Voglio i bastardi tutti quanti di là | per chiuderli tutti insieme e andarmene... (da Voglio stare bene)“

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Peter Rosegger 1
poeta e scrittore austriaco 1843 – 1918
„Ciò che seminai nell'ira | crebbe in una notte | rigogliosamente | ma la pioggia lo distrusse. || Ciò che seminai con amore | germinò lentamente | maturò tardi | ma in benedetta abbondanza.“

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Miguel de Cervantes 31
scrittore, romanziere, poeta, drammaturgo e militare spa... 1547 – 1616
„[Napoli] Gloria d'Italia e ancor del mondo lustro, madre di nobiltade e di abbondanza, benigna nella pace e dura in guerra. (citato in Renato de Falco, Del parlar napoletano, p. 85, Colonnese, Napoli, 2007. ISBN 978-88-87501-77-3)“

Teodorico di Nieheim 4
storico tedesco 1340 – 1418
„Il castello di Nocera è posto in una terra assai fertile e dall'aria salubre: infatti, il suolo di essa produce un ottimo vino bianco e rosso, grano, segale e altri ottimi frutti in grande abbondanza. C'è una bella pianura con intorno alti monti e sorgenti abbondanti ed amene, e gli abitanti di questa valle amena seminano quattro volte all'anno; i campi producono svariati raccolti, dalle viti stese sopra gli olmi si ricava il vino in abbondanza e così l'olio dagli olivi. Le montagne sono coperte d'alberi, soprattutto enormi castagni, su cui crescono le castagne più grandi che io abbia mai visto. Dalla base dei monti dal lato verso la città di Amalfi, fino alla strada che dal castello va a Salerno, vi è una piantagione di noci o noccioli della lunghezza di 3-4 miglia e della larghezza di un miglio, e questi alberi di noci danno ogni anno tanta copia di frutti che basterebbero a molte regioni, se le raccogliessero: ma se ne nutrono i maiali, le cui carni, sia salate che fresche, si mantengono a lungo e sono ottime e saporite e non ho mai visto capponi più grandi e grassi e a buon mercato di quelli che si trovano in questa piana. Perciò i Curiali, finché furono sicuri, vi soggiornarono più volentieri che in qualsiasi altra parte del Regno di Sicilia. Dall'altro lato, verso il castello di Torre, sorge quel fertilissimo monte che chiamano volgarmente Somma, estremamente fruttifero, assai alto e dalla circonferenza assai ampia. Dista otto miglia dal castello di Nocera alla quale somiglia per ubertosità… Vi si producono ottimi vini greci, di almeno tre qualità, grande, mediocre e minore, che vengono portati nei vari luoghi e paesi. Ho sentito ripetere che i loro dazi ammontano ogni anno a più di 200 fiorini. Ogni anno, al tempo della vendemmia, si possono vedere oltre centomila recipienti costruiti dagli abitanti di questa zona con legno dei castagni di quei monti: ognuno di essi ha la capacità di otto barili secondo la misura romana; vi sono inoltre infiniti altri recipienti detti caratelli, che contengono di solito ognuno quattro barili. Il mosto raccolto dalle vigne di questo monte viene riposto in tali recipienti, e poi trasportato nei luoghi di mare, a Napoli, e nei vari paesi del mondo dai mercanti, attraverso il mare che dista dal monte tre miglia italiche. In molte località esso vien venduto come malvasia o altro vino di pregio. (libro I, cap. XXXVIII)“

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Ruggero Pesce 2
giudice italiano 1938
„Ben venga la tecnologia, dunque, perché rappresenta certamente il futuro, ma ricordiamo che l'elemento uomo, che parrebbe da essa quasi relegato in secondo piano, rimane il centro, il motore, l'anima di quest'universo che ci sforziamo di governare. L'uomo e l'inquietudine, figlia dei tempi, che l'accompagna.
Perché inquietudine? Guardiamo in particolare al mondo della Magistratura e pensiamo all'aria avvelenata in cui essa si trova troppo spesso ad operare, e ci chiediamo se ciò avvenga per colpe proprie ovvero per gratuiti e interessati attacchi esterni. Ma è vano cercare di sciogliere il dilemma; occorre invece che ci si adoperi con ogni energia per togliere voce a quanti imputano ad alcuni esponenti della magistratura scarsa diligenza o vanità personale o spinte ideologiche che li orienterebbero altrove rispetto a un'interpretazione corretta e serena della norma. Se queste incrostazioni esistono devono essere rimosse perché lo esige la collettività e lo merita la stragrande maggioranza dei magistrati, per i quali la disposizione prevalente è quella della dedizione incondizionata, della volontà tenace di esercitare il proprio ministero in vista del solo bene comune, con spirito di sacrificio e senza clamori: nel silenzio che spesso non paga ma è dignità di servizio e gratificazione di coscienza. Parimenti, non sono più sopportabili quegli attacchi gratuiti, di provenienza varia, ingeneroso esercizio ormai troppo diffuso di quanti applicano la regola secondo cui la miglior difesa consiste nel distruggere l'immagine del "nemico". Il convincimento da taluni nutrito, da altri propagandato, del giudice come di un soggetto onnipotente e sordo ai problemi di coscienza, e teso a chissà quali fini impropri, è fasullo e banale: quanti ci sono vicini per ragioni di lavoro o affettive conoscono l'ansia del dubitare, la paura di non sapere offrire le corrette risposte, di non poter cogliere il frutto che a volta pare proibito e si chiama giustizia.
Non c'è e non ci può essere indifferenza nell'atto del giudicare. Non si avvia un uomo al calvario di un processo penale né lo si condanna con il sorriso sulle labbra, non si respinge un immigrato onesto con una scrollata di spalle, non si toglie un bambino a una madre o a un padre senza subirne un contraccolpo doloroso come un pugno nello stomaco. Stati d'animo con i quali il buon magistrato fa i conti in compagnia delle sole voci di dentro che impietosamente gli ricordano giorno dopo giorno come una decisione sbagliata possa stravolgere una vita e uccidere una speranza.
Rubo ancora un minuto alla vostra pazienza per un'ultima annotazione: entro pochi giorni o settimane un gruppo di magistrati milanesi chiuderà la propria attività, e a loro voglio dire: per quaranta e più anni s'è combattuta, credo, la buona battaglia – mi perdoni San Paolo per la citazione che non vuole essere irriverente – e ho speranza che ora, giunti al termine della corsa, integra si sia conservata in ognuno la fiducia negli ideali per i quali tutti fummo avviati a questo lavoro. A quanti operano e opereranno nel mondo del diritto, magistrati, avvocati, personale amministrativo, ai giovani soprattutto, auguro di raccogliere in abbondanza, forti del loro impegno e con l'aiuto di Dio, i frutti di quanto di buono si va seminando perché questo Paese, che è stato la culla del diritto e che a volte ci dilettiamo noi stessi a bistrattare al di là dei suoi demeriti, mentre dispensiamo ammirazione incondizionata a quasi tutti gli altri popoli del mondo che hanno invece, quasi tutti, tanto da imparare; questo Paese al quale, fuor d'ogni retorica, credete, mi onoro e sono fiero di appartenere, rivendichi e riprenda il suo ruolo di portabandiera nella faticosa ma entusiasmante corsa di civiltà che porta al traguardo della Giustizia. (da Discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario 2010 per il distretto della Corte d'Appello di Milano del Presidente Ruggero Pesce)“

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Francesco Gabbani 5
cantante italiano 1982
„E l'uomo si addormentò e nel sogno creò il mondo, | lì viveva in armonia con gli uccelli del cielo e i pesci del mare, | la terra spontanea donava i suoi frutti in abbondanza, | non v'era la guerra, la morte, la malattia, la sofferenza; | poi si svegliò. (da Amen, n. 2)“


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Papa Francesco 179
266° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1936
„Il Kenya è stato benedetto non soltanto con una immensa bellezza, nelle sue montagne, nei suoi fiumi e laghi, nelle sue foreste, nelle savane e nei luoghi semi-deserti, ma anche con un'abbondanza di risorse naturali. La gente del Kenya apprezza grandemente questi tesori donati da Dio ed è conosciuta per la propria cultura della conservazione, che le rende onore.“

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Bernard Berenson 13
storico dell'arte statunitense 1865 – 1959
„Pare che l'arte fiorisca meglio là dove l'uomo deve correggere la natura, dove non è scoraggiato dalla sua abbondanza. (da Tramonto e crepuscolo)“

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Gino Castaldo 4
giornalista e critico musicale italiano 1950
„Come possono quattro ventenni di Sheffield, una piccola città a est di Manchester, diventare un culto di massa nel giro di pochi mesi? Ci vuole talento in abbondanza, ca va sans dire, ma anche una geniale strategia che non ha precedenti nel mercato della musica.“

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Renato Guttuso 14
pittore e politico italiano 1911 – 1987
„Ignazio è un vecchio combattente, antifascista. Ricordo i tanti dispiaceri che ha avuto, tante noie, tanti danni, perchè gli andavano a guastare la bottega i fascisti. Mi ricordo che teneva la fotografia di Matteotti con un lumino davanti. Ricordo tante cose di Ignazio. La fraternità tra me e lui è una vecchia fraternità. Un'altra delle cose che ricordo di ignazio sono i battesimi dei suoi figli. Quando Ignazio teneva a battesimo un figlio o una figlia, faceva una specie di convegno di poeti siciliani che si teneva nella terrazza di casa sua, a Bagheria. La sera, oltre alla grande abbondanza dell'ospitalità sua, c'erano questi poeti che recitavano le loro poesie.“


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Edward Armstrong 2
storico britannico 1846 – 1928
„È il premio, o la pena, di una natura versatile e intelligente, di essere considerato come un mistero. La mente più tarda non può seguire con sufficiente speditezza il funzionamento di uno strumento tanto sensibile, benché l'occhio segua la molteplicità dei risultati. La realtà è che l'azione e la reazione delle circostanze e del carattere sono singolarmente rapide, mentre l'osservatore crede che le manifestazioni esterne siano artificiali e drammatiche, e abbiano pochissima relazione con la vita interiore. [... ] È per questo dunque che Lorenzo il Magnifico è stato così spesso dichiarato un mistero.... In realtà poche nature sono state meno misteriose della sua. Egli era un uomo completamente naturale, con una mente singolarmente aperta all'influsso delle circostanze. E proprio come il suo intelletto era versatile, così il suo carattere era ricettivo. Egli possedeva in abbondanza quelle virtù «del dare e del ricevere» quel potere di comunicare agli altri il dono della «simpatia» che per gl'Italiani significa molto di più di quanto non significhi la corrispondente parola inglese. Lorenzo era naturale e privo di affettazione [... ] (da Lorenzo De' Medici and Florence in the Fifteenth Century)“

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Qianlong 1
imperatore cinese 1711 – 1799
„Nell'imperare sul vasto mondo un solo scopo mi prefiggo, questo: condurre un governo perfetto e adempiere ai doveri dello stato. Di oggetti strani e preziosi non mi curo. Non ho alcun impego per le merci del Vostro paese. Il nostro Celeste Impero possiede ogni cosa in abbondanza, e nulla gli manca all'interno dei propri confini. Non sussiste dunque alcuna necessità di introdurre merci barbare come contraccambio dei nostri prodotti. Dal momento però che tè, sete e porcellane prodotti dal Celeste Impero sono una necessità irrinunciabile dei popoli europei e di Voi stesso, il commercio limitato finora permesso nella mia provincia di Canton sarà concesso anche in futuro. Non dimentico la solitaria lontananza della Vostra isola che deserti d'acqua separano dal mondo, e perdono la scusabile ignoranza degli usi del Celeste Impero. Ubbidisci tremante ai miei ordini. (da una lettera a Giorgio III del Regno Unito scritta nel 1793)“

„Di fronte all'ipertrofia della produzione editoriale, Roger Chartier ha utilizzato un'espressione particolare ma assai efficace per definire il ruolo essenziale svolto dagli editori: per lo storico francese infatti questi contribuiscono in maniera decisiva all'«addomesticamento dell'abbondanza». Le case editrici infatti selezionano, scartano, scelgono e propongono, assolvendo così una funzione regolarizzante nei confronti della massa enorme di produzioni testuali di ogni tipo che aspirano ad essere pubblicate e quindi ad esistere da un punto di vista editoriale. Gli autori oggi non sono più una merce rara, il che consente agli editori di muoversi in una realtà dove, quasi sempre, l'offerta eccede largamente la domanda. (dall'introduzione a Dalla parte degli editori, p. 16)“

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Alberto Moravia 45
scrittore italiano 1907 – 1990
„Ricordò che a tredici anni era stato un ragazzo timido, un po' femminile, impressionabile, disordinato, fantastico, impetuoso, passionale; adesso, invece, a trenta, era un uomo per nulla timido anzi perfettamente sicuro di sé, del tutto maschile nei gusti e negli atteggiamenti, calmo, ordinato fino all'eccesso, quasi privo di immaginazione, controllato, freddo. Gli pareva, inoltre, di rammentare che c'era stata in lui, allora, una ricchezza tumultuosa e oscura. Adesso, invece, tutto in lui era chiaro sebbene, forse, un poco spento, e la povertà e rigidezza di poche idee e convinzioni avevano preso il posto di quella generosa e confusa abbondanza. Finalmente, era stato incline alla confidenza ed espansivo, talvolta addirittura esuberante. Adesso era chiuso, di umore sempre uguale, senza brio se non proprio triste, silenzioso. Il tratto, però, più distintivo del radicale cambiamento intervenuto in quei diciassette anni, era la scomparsa di una specie di eccesso di vitalità costituito dal ribollire di istinti insoliti e, forse, anche anormali; in luogo del quale, adesso, era subentrata, come pareva, una certa mortificata e grigia normalità. (I, I; pp. 67-68)“

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