Frasi su abbozzo

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Bernard Berenson 13
storico dell'arte statunitense 1865 – 1959
„Avrei voluto mettermi sulle cantonate col cappello in mano a implorare i passanti perché vi lasciassero cader dentro i loro minuti non adoperati. (da Abbozzo per un autoritratto, traduzione di Arturo Loria, Electa, 1949, p. 182)“

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Giovanni Giudici 8
poeta e giornalista italiano 1924 – 2011
„Quando lavoravo all'Olivetti avevo in omaggio un'agenda. Ci scarabocchiavo sopra appunti, abbozzi, idee. Quando mi mettevo a scrivere, anche in quelle pagine poteva nascondersi la poesia. Erano un buon punto di partenza. (da Fortezza)“


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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„[... ] l'immediatezza, feticcio romantico, di cui sono sottospecie l'impressionismo e la scrittura automatica, una volta assunta a supremo criterio di giudizio, ha fatto sì che non solo vengano condannate intere epoche artistiche come il neoclassicismo, ma che dei grandi artisti neoclassici, si salvino solo gli schizzi, gli abbozzi, gli spunti come quelli che conservano qualche scintilla di quel fuoco divino che poi la rielaborazione smorzerebbe.“

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Jules Renard 311
scrittore e aforista francese 1864 – 1910
„Il braccio che vorrei tendere verso il mio manoscritto è come paralizzato. Non c'è nulla che mi disgusti più degli abbozzi dei miei manoscritti. Mi sembrano uova schiacciate prima di essere state covate. (31 luglio 1908; Vergani, p. 263)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Che possiamo cantare per te, che in questa tomba giaci? | Quali mai lapidi, quali iscrizioni incidere per te, milionario? | La vita che hai trascorso non la sappiamo, | se non che consumasti i tuoi giorni nel commercio, nei covi dei sensali, e in sorte non ti toccarono né eroismo, né guerra, né gloria. (Abbozzo per una tomba, 1, p. 475)“

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Virginia Woolf 74
scrittrice, saggista e attivista britannica 1882 – 1941
„Vecchio problema: come mantenere il volo della mente e insieme essere precisi? L'enorme differenza tra l'abbozzo e l'opera compiuta.“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Questo vi è in me – non so che sia – ma so che vi è. || Contorto e sudato – poi il mio corpo si placa, riposa, | e dormo – dormo a lungo. || Non so che sia – è senza nome – è una parola non detta, | non si trova in alcun dizionario o favella, in simbolo alcuno. || Qualcosa che oscilla su più della terra su cui io oscillo, | la creazione è l'amica che con il suo abbraccio ad esso mi desta. | Potrei forse dire di più. Abbozzi! Io peroro i miei fratelli, le mie sorelle. | Vedete, fratelli e sorelle? | Non è né caos né morte – è forma, unione, piano – è la vita eterna – è la Felicità. (50, p. 110)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Tu che celebri il passato, | e hai esplorato l'esterno, la superficie delle razze, la vita che si è già mostrata, | che hai considerato l'uomo come creatura di politica, collettività, regnanti e preti, | io, abitante degli Allegani, che lo considero come è in se stesso, di suo pieno diritto, | e tasto il polso della vita che ben di rado si è mostrata, (il grande orgoglio dell'uomo in se stesso,) | io, cantore della Personalità, che abbozzo ciò che ancora deve essere, | io proietto la storia del futuro. (A uno storico, pp. 9-10)“


Albert Mockel 1
1866 – 1945
„Molti artisti contemporanei, – compreso l'autore di questo articolo – hanno subito crisi simili e confuso l'énorme con il grande, la violenza con l'energia. Ma è generalmente una follia romantica della gioventù e quella d'un tempo in cui il cuore si esalta a caso prima che il gusto abbia scelto. Il fatto strano è che essa si sia verificata in Van Lerberghe all'età di quarant'anni, come un improvviso richiamo delle forze dell'adolescenza in un'anima poco a poco rinnovata. Questo ribollire disordinato non è certo inutile ed il genio di Emile Verhaeren ha potuto trarne soprendenti capolavori. In Van Lerberghe esso si è presto contenuto e si è risolto in lirismo.
No, certo, questo nuovo stato non si è riflesso direttamente nella sua opera, ma senza dubbio è servito a darle una più viva ampiezza. Lui, Charles Van Lerberghe non somigliava più al poeta. Aveva da poco iniziato l'ammirevole Chanson d'Eve, e mi mostrò anche l'abbozzo di una commedia leggendaria in tre atti che nulla doveva allo stoicismo. Era una sorta di satira, di spirito pagano, insieme ironica e veemente. Io terminavo le ultime pagine di Clartés e lavoravo ancora ad alcune Banalités indiscrètes impertinenti e talvolta sbrigliate. Essendoci scambiati i nostri scritti, restammo stupefatti; poiché singolare era il contrasto fra il profondo accordo di tutte le nostre tendenze di artisti e la divergenza del nostro spirito. Ma la trasformazione proseguiva in Charles Van Lerberghe e a sua insaputa. A Firenze, dove vivemmo insieme per molti mesi era improvvisamente ridivenuto il sognatore di un tempo. Non lo stesso, tuttavia; era gioioso, più appassionato di ciò che la vita contiene, più lirico. E, in verità, il lirismo trionfa lungo tutti questi poemi della Chanson d'Eve, molti dei quali furono scritti in un giardino di oleandri, all'ombra della vecchia torre che corona la collina di Arcetri, mentre un immenso paesaggio mostrava in lontananza l'Arno che bagnava i palazzi fiorentini.“

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Louis-ferdinand Céline 128
scrittore, saggista e medico francese 1894 – 1961
„Erano venuti nell'Africa tropicale, quei begli abbozzi, per offrirgli la carne loro, ai padroni, il loro sangue, le loro vite, la loro gioventù, martiri per ventidue franchi al giorno (meno le ritenute), contenti, comunque contenti, fino all'ultimo globulo rosso concupito dalla decimilionesima zanzara. (1992, p. 151)“

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Donatien Alphonse François de Sade 44
scrittore, filosofo e poeta francese 1740 – 1814
„[I tre testi su Justine] si differenziano invece su un piano tecnico in tre fasi di scrittura, più simili nelle prime due, tanto da potersi definire Les infortunes de la vertu come un abbozzo di Les Malheurs, mentre La nouvelle Justine propone un cambiamento sostanziale nella tecnica narrativa. (Claudio Rendina)“

Ambrogio Bazzero 120
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882
„O poeti, non vi leggo più! penso che anch'io volevo essere romanziero storico: e, dopo il mio amore, romanziere antico. Incominciai col Buondelmonte e finii coll'abbozzo Tisi..
Ho qui un vasetto di viole del pensiero. Da sei anni a primavera ho questa gentile compagnia: viole ed illusioni. – I miei amici vedendomi, triste, mi dicono per consolarmi: – Prendi moglie....“


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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Ogni Stato è obbligato all'utopia non appena ha perduto il collegamento col mito. Nell'utopia esso giunge alla coscienza del proprio compito. L'utopia è l'abbozzo del progetto ideale, attraverso il quale si stabilisce la realtà. Le utopie sono la legge della nuova arca dell'alleanza; gli eserciti le portano segretamente con sé. (da Sul pagos, p. 175)“

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Claudio Rendina 35
scrittore, poeta e giornalista italiano 1938
„[I tre testi su Justine di Donatien Alphonse François de Sade] si differenziano invece su un piano tecnico in tre fasi di scrittura, più simili nelle prime due, tanto da potersi definire Les infortunes de la vertu come un abbozzo di Les Malheurs, mentre La nouvelle Justine propone un cambiamento sostanziale nella tecnica narrativa.“

„Col "dorato tramonto" compare in molti racconti e abbozzi il tema della vecchiaia segnalato nella sua concretezza fisiologica dai titoli di La novella del buon vecchio e della bella fanciulla e del frammento Il vecchione. Alla senilità metaforica subentra l'incapacità naturale esacerbata dall'anelito alla vita che si estenua, operando un mutamento nel corpo stesso della scrittura. (p. 7)“

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Milan Kundera 163
scrittore, saggista e poeta cecoslovacco 1929
„Non si può mai sapere che cosa si deve volere perché si vive una vita soltanto e non si può né confrontarla con le proprie vite precedenti, né correggerla nelle vite future. [... ]. Non esiste alcun modo di stabilire quale decisione sia la migliore, perché non esiste alcun termine di paragone. L'uomo vive ogni cosa subito, per la prima volta, senza preparazioni. Come un attore che entra in scena senza avere mai provato. Ma che valore può avere la vita se la prima prova è già la vita stessa? Per questo la vita somiglia sempre ad uno schizzo. Ma nemmeno "schizzo" è la parola giusta, perché uno schizzo è sempre un abbozzo di qualcosa, la preparazione di un quadro, mentre lo schizzo che è la nostra vita è uno schizzo di nulla, un abbozzo senza quadro.“

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