Frasi, citazioni e aforismi su aberrazione

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Remy de Gourmont 10
poeta, romanziere e giornalista francese 1858 – 1915
„Di tutte le aberrazioni sessuali forse la più aberrante è la castità.“

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Marcel Proust 197
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„Anche in simili aberrazioni la natura umana rivela sempre, attraverso certe esigenze di verità, il proprio bisogno di credere.“


Giacomo Biffi 47
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1928 – 2015
„[Il demonio] mai come in questo secolo è riuscito e riesce a far strage degli sventurati figli di Adamo. Basti pensare alla droga, alle aberrazioni sessuali, alle tremende malattie che ne sono la conseguenza, ai delitti contro la vita.“

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Ágota Kristóf 9
scrittrice ungherese 1935 – 2011
„La vita è di un'inutilità totale, è non-senso, aberrazione, sofferenza infinita, invenzione di un Non-Dio di una malvagità che supera l'immaginazione. (Lucas; La terza menzogna, p. 374)“

Giuseppe Rensi 66
filosofo e avvocato italiano 1871 – 1941
„L'indice se uno ha incorporato e rivive in sé profondamente il senso e l'ideale classico, è, per me, quello di non poter sopportare la lettura del Nuovo Testamento, di sentirne una ripugnanza insormontabile come per un amalgama informe di squilibri mentali, aberrazioni, superstizioni, rapimenti e trasporti psichici, svenevolezze sentimentali e morbosità.“

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Emilio Bossi 26
politico, giornalista e avvocato svizzero
„Il cristianesimo fu un nome che servì a legittimare ogni sorta di aberrazioni. Esso non è vero, né soggettivamente, né oggettivamente. Non soggettivamente, perché porta il nome di un autore che non è mai esistito; non oggettivamente, perché nel nome «cristianesimo» si son date convegno le dottrine più disparate e si sono amalgamate in mostruoso connubio.“

Luigi Negri 9
arcivescovo cattolico italiano 1941
„Il medioevo non è una età perfetta, come non è una età di aberrazione, è una età di incarnazione, è gente che ha impegnato la propria esistenza alla luce della grande certezza che la salvezza era data, che la salvezza abitava in mezzo a loro, che la salvezza si comunicava ogni giorno attraverso il sacramento, attraverso la parola, attraverso la vita della carità; in questo incontro quotidiano fra la sua forza e la nostra debolezza avveniva nel mondo qualche cosa di nuovo.“

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Howard Phillips Lovecraft 13
scrittore statunitense 1890 – 1937
„In un universo senza scopo, tutto è uguale e nulla vale la pena di un serio pensiero. Non ci resta che cogliere ciò che preferiamo e sorridere, rendendoci conto che dove non esistono autentiche direzioni l'una vale l'altra. Ed è meglio non cadere nell'assurdo eccitandosi o dandosi alla violenza, alle aberrazioni e ai comportamenti antisociali a causa di qualche illusoria sciocchezza. Nulla è importante, ma forse è più confortevole mantenere la calma e non interferire con gli altri. (da Lettere dall'altrove)“


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Giorgio Bassani 66
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000
„E pur respingendo le aberrazioni deliranti di certa medicina «industriale», o meglio fantascientifica, badiamo piuttosto, specialmente noi letterati, a debellare quella che fra le malattie contemporanee è la più diffusa nell'ambito della categoria: l'estetismo, il culto narcisistico del proprio io spirituale, insaziato di privilegi ottenuti a scapito di chi, come patrimonio personale, non può disporre che del proprio corpo, a scapito dei più... (In risposta, IV, 7, p. 357)“

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Raoul Vaneigem 7
scrittore e giornalista belga 1934
„Non si combattono e non si scoraggiano l'ottusità e l'ignominia vietando loro di esprimersi: la miglior critica di uno stato di fatto deplorevole consiste nel creare la situazione che vi pone rimedio. L'ottusità, l'infamia, il pensiero ignobile sono il pus di una sensibilità ferita. Impedire che scorra significa infettare la ferita anziché diagnosticarne le cause al fine di guarirla. Se non vogliamo che un'aberrazione finisca con l'infettare il tessuto sociale come un tumore maligno, dobbiamo riconoscerla per quello che è: il sintomo di un male nell'individuo e nella società. (cap. 3, p. 26)“

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Stella McCartney 8
stilista inglese 1971
„Molte persone non vorrebbero lavorare con le pellicce, ma non sono nella posizione di potersi rifiutare. E questo mi dispiace. Il modo in cui si ottengono è assolutamente barbarico e disgustoso. E poi a che cosa servono? Sono molto delusa, per dirla gentilmente. L'uso delle pellicce è uno degli aspetti peggiori della moda. Indossarle è la cosa meno glamorous che ci sia al mondo. E mi baso soltanto sui fatti. Basta informarsi, ci sono tantissimi video sull'argomento. Come può qualcuno pensare di andare in giro con addosso un feto come nel caso dell'astrakan? Chi può avere concepito una tale aberrazione? È scioccante e grottesco e non c'è nulla di giusto. Non riesco a trovare una buona ragione per indossare una pelliccia.“

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Indro Montanelli 217
giornalista italiano 1909 – 2001
„La fine del Muro è una cosa buona, la fine di una vergogna: non possiamo che salutarla con soddisfazione. Ma guardiamoci dal prendere abbaglio sui suoi moventi. Ulbricht concepì e Honecker realizzò il muro per impedire che i tedeschi dell'Est fuggissero in massa nella Germania dell'Ovest: già 9 (diconsi nove) milioni lo avevano fatto fin allora. E il rimedio fu, come tutti quelli che escogitano nei regimi totalitari, drastico e semplicistico: murare viva la gente dietro una colata di cemento, senza pertugi. […] Abbiamo in uggia le astrazioni. Ma ciò che distingueva le due Germanie è l'idea morale e giuridica dell'uomo: che a Ovest è padrone di se stesso, e quindi può andaresene dove vuole: ad Est è proprietà dello Stato che ne regola i movimenti. Per chi non ricorda questo, il Muro di Berlino era, oltre che barbaro, incomprensibile e irrazionale: mentre invece ha obbedito a una sua logica. Nel momento in cui il bunker si affoscia e si sopravvive come mero ammasso di cemento ricordandoci un altro bunker, quello che fece da fossa di Hitler (anche questo pare impossibile: ma i regimi in Germania muoiono nei bunker), il Muro va ricordato per ciò che è stato: non un'aberrazione del comunismo, ma una sua conseguente applicazione. E se crolla così, nel silenzio assordante di un giornale-radio, è perché è crollata, prima, l'ideologia che lo aveva eretto. (10 novembre 1989)“