Frasi, citazioni e aforismi su abiezione

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Jan Potocki 2
scrittore polacco 1761 – 1815
„Vedi sulla tua fronte il Tau rovesciato; è il marchio dell'abiezione; lo vedrai su altri peccatori, ne riporterai dodici sulla via della salvezza e vi ritornerai tu stesso: prendi questo abito di pellegrino e seguimi. (p. 224)“

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Nicolás Gómez Dávila 332
scrittore, filosofo e aforista colombiano 1913 – 1994
„Ogni nuova generazione accusa le generazioni precedenti di non aver redento l'uomo. Ma l'abiezione con cui la nuova generazione si adatta al mondo, dopo il fallimento di turno, è proporzionale alla veemenza delle sue accuse.“


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Albert Camus 124
filosofo, saggista e scrittore francese 1913 – 1960
„Ah, che abiezione, che schifo, che senso di vomito sentirci crescere dentro quella stessa viltà e quell'impotenza che abbiamo disprezzato negli altri. La viltà! Ma che importa? [... ] Sto per ritrovare quel grande vuoto in cui l'anima si placa.“

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Carmelo Bene 191
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Il culto della donna gravida, della puerpera e della mamma, è la più manicomiale abiezione della razza umanoide. Questa efferata "matrice" preferirei ammetterla come madre di Dio, purché fosse disposta a dimettersi come matrice dell'uomo. (pag. 91)“

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Amélie Nothomb 115
scrittrice belga 1966
„No, mi creda, i libri scritti per pura bontà sono rarissimi. Sono opere che si creano in abiezione e in solitudine, ben sapendo che dopo averle scagliate in faccia al mondo si sarà ancora più soli e più abietti. È normale, la principale caratteristica della gentilezza disinteressata è di essere irriconoscibile, inconoscibile, invisibile, insospettabile, perché un beneficio che dica il suo nome non è mai disinteressato. (Prétextat Tacht)“

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Ernst Jünger 211
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„L'umana grandezza va conquistata lottando. Essa trionfa quando respinge nel cuore dell'uomo l'assalto dell'abiezione. Qui è racchiusa la sostanza della storia. Nell'incontro dell'uomo con se stesso, o meglio con la propria divina potenza. Chi vuole insegnare la storia deve saperlo. Socrate chiamava il suo demone questo luogo segreto da dove una voce, che era già al di là delle parole, lo consigliava e lo guidava. Potremmo chiamarlo anche il bosco. (p. 79)“

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Aldo Busi 333
scrittore italiano 1948
„Ma su un punto non sarò mai chiaro abbastanza: non si può ascrivere alla Chiesa cattolica tutta la responsabilità dell'abiezione umana e politica e sociale e economica che essa crea in Italia... nelle Filippine, in Sudamerica, in Africa, in Germania... e non fino al punto di alleggerire la responsabilità del singolo individuo che si fa cattolico, non fino a diventare essa il capro espiatorio dello stato di indigenza culturale e civile del mio paese e dei suoi fedeli; no, esiste la responsabilità individuale, altrettanto imperdonabile, di tutti coloro che sono consapevoli dell'inganno cui sottostanno e al cui dispotico trionfo contribuiscono senza fare niente per abbatterlo. (p. 126)“

Arrigo Cajumi 32
giornalista, scrittore e critico letterario italiano 1899 – 1955
„Qualche pennivendolo infatuato torna a sputacchiare quelle anime che tranquille hanno la colpa di pensare d'essere venute al mondo, non per servire a esperienze altrui, ma per passare nel modo meno ingrato la loro esistenza, facendo perno sul proprio io. A dar retta a certa gente, tutti dovrebbero ridursi al livello dei conigli da laboratorio, ai quali peraltro non si chiede di manifestare la loro soddisfazione e il loro entusiasmo per ciò che li attende.
Ora la fonte di tali pensamenti è religiosa, clericale. […] Il credente – sia cristiano, che ebreo, o musulmano… – e sempre chiamato a servire anima e corpo un feticcio, e la congrega che utilizza quest'ultimo. Per cui, la cattura, l'abdicazione, l'abiezione dell'individuo sono – per chi bada ai fatti e non alle facezie – integrali. (p. 161)“


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Benedetto Croce 78
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952
„Dal senso violento della voluttà nella sua possanza allettatrice e dominatrice, e insieme dal brivido pei suoi effetti di abiezione, di dissoluzione e di morte, è formata la tragedia di Antonio e Cleopatra.
Baci, carezze, languori, suoni, profumi, luccicor d'oro e di drappi lussuosi, barbaglio di luci e silenzi d'ombre, un godere ora estasiato ora spasimante e furioso, è il mondo in cui essa si svolge; e regina di questo mondo è Cleopatra, avida di voluttà, datrice di voluttà, che diffonde a sé intorno quel fremito di piacere, ne offre insieme l'esempio e l'incitamento, e insieme conferisce all'orgia un carattere regale e quasi mistico. (p. 140-141)“

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Fëdor Dostoevskij 228
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Una cupa sensazione di tormentosa, sconfinata solitudine e di distacco da ogni cosa si fece d'un tratto chiara all'animo suo. Non la bassezza delle sue effusioni sentimentali davanti a Il'jà Petrovič, e nemmeno la bassezza del trionfo riportato su di lui dal tenente, gli aveva cosí cambiato il cuore. Oh, che gli importava ora della propria abiezione, di tutte quelle vanità, dei tenenti, delle tedesche, delle cambiali, degli uffici di polizia, eccetera, eccetera! Se in quel momento lo avessero condannato anche a esser bruciato, neppure in tal caso egli si sarebbe mosso, e forse non avrebbe nemmeno ascoltato con attenzione la condanna. Gli succedeva qualcosa di affatto sconosciuto, di nuovo, di subitaneo e d'inaudito. [... ] E, cosa piú tormentosa di tutte, era quella piuttosto una sensazione che una consapevolezza, che un concetto; una sensazione immediata, la piú tormentosa di quante mai ne avesse fin allora provate nella sua vita. (II, I; 1993, p. 126)“

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Massenzio Masia 4
scrittore e partigiano italiano
„Oggi non c'è che un modo di servire il Paese: partecipare alla lotta di liberazione nazionale. Per tutti gli italiani ancor degni di questo nome, unico criterio di moralità e ragione di vita dev'essere questa lotta, affinché il sacrificio liberamente accettato ci riscatti da vent'anni di abiezione e dall'ultima ignominia. È col sacrificio e col sangue dei suoi figli migliori che l'Italia sarà risollevata dalla vergogna presente. È attraverso la lotta ed il sacrificio che si acquista il diritto di cittadinanza nella nuova Italia. Solo così il nostro paese ritroverà il suo onore e la sua dignità nazionale e potrà assidersi con parità di diritti nel consesso della nuova Europa. ("Propositi nostri", articolo di fondo di Massenzio Masia su "Orizzonti di libertà", il periodico emiliano del Partito dʼAzione, fondato dal Masia nel marzo del 1944).“