Frasi, citazioni e aforismi su abusivo

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Jean Rostand 39
1894 – 1977
„È abusivo approfittare di ciò che si pensa per disprezzare il pensiero.“

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Piero Ricca 9
attivista, blogger e giornalista italiano 1971
„Insulta mezza Italia tutti i giorni dal suo cesso di telegiornale abusivo e fa la sceneggiata napoletana! (a proposito di Emilio Fede e del suo TG4, aprile 2007)“


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Ernesto Balducci 25
presbitero, editore e scrittore italiano 1922 – 1992
„L'Eucarestia che non prorompa come bisogno di creare fraternità nel mondo è un rito di consolazione, un rito sacro abusivo.“

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Daniele Luttazzi 116
attore, comico e scrittore italiano 1961
„Castelli, il ministro della Giustizia con la faccia di un tassista abusivo. Ma senza averne l'integrità morale. Un padano puro. Il suo albero genealogico non si biforca. (da Benvenuti in Italia)“

Maurizio Milani 30
comico, scrittore e attore teatrale italiano 1961
„Con questo spirito di sacrificio pian piano ho aperto due discariche abusive. I primi focolai di malaria li ho avuti lì. Erano anni che non saltava più fuori. Per me è stata una bella soddisfazione averla in casa.“

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Filippo Facci 50
giornalista italiano 1967
„Nell'insieme: lavoravo da abusivo per il giornale dei ladri, ero disprezzato dai colleghi e da chiunque in quel periodo sapesse dove scrivevo, completamente gratis, in teoria non potevo neppure entrare in redazione e sotto i miei articoli c'era la firma di un altro. Però c'era la salute. (dal libro Di Pietro-la storia vera, Mondadori)“

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Dino Risi 47
regista italiano 1916 – 2008
„Mi sento come un inquilino abusivo. Sono rimasto senza amici. Erano tutti più giovani di me e se ne sono andati prima di me, Gassman, Fellini, Zapponi, Lapegna, Tognazzi, Mastroianni, Sordi, Manfredi. Non so più con chi parlare. Il linguaggio dei giovani è insopportabile. I miei nipoti vanno avanti a "puntocom" e "vuvuvu". Io non ho nemmeno il coso, come si chiama, il fax. Imbuco sempre le lettere nella cassetta.“

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Jean Rostand 39
1894 – 1977
„Qualunque sia l'importanza della "grazia germinale", bisogna guardarsi da un giansenismo biologico che supporrebbe l'essere predeterminato nell'uovo che gli dette origine. L'ambiente interviene possentemente nella realizzazione umana. Ed è per ciò che sarebbe abusiva la pretesa di apprezzare, anche grossolanamente, il valore nativo degli individui, in una società come la nostra, dove infierisce una tale diversità di condizioni. Quanti esseri ben concepiti hanno avuto la fortuna di nascere male! L'uomo nasce differente dall'uomo, è vero, ma finché l'uomo non sarà trattato come l'uomo, sarebbe fuori luogo riferire le inuguaglianze apparenti alle inuguaglianze originali. Evitiamo di giudicare l'uovo dall'adulto.“