Frasi su accenno

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Vittorio Sereni 17
scrittore e poeta italiano 1913 – 1983
„Un grande amico che sorga alto su di me e tutto porti me nella sua luce che largo rida ove io sorrida appena e forte ami ove io accenni a invaghirmi. (da Il grande amico)“

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Paolo Isotta 22
critico musicale e scrittore italiano 1950
„[Carlo Gesualdo] Torbido, saturnino e fantastico doveva essere l'autore di questa musica; che lo fosse desumiamo da accenni delle fonti che lo riguardano: poche e insufficienti, al nostro gusto. Gesualdo non era, infatti, musico di professione, benché nella musica avesse conseguito una dottrina da porsi al vertice dell'arte: era bensì un personaggio d'alto affare. Era l'erede, l'unico erede, di una casata principesca fra le più cospicue del Regno di Napoli: nipote di san Carlo e del decano del Sacro Collegio, era imparentato con la più gran nobiltà napoletana; gli avi avevano ricavato solo onori e ricchezze dai re Aragonesi invece di quel capestro che assai più al loro costante tradimento sarebbe spettato; il padre era grande di Spagna. (citato in Corriere della sera, 6 febbraio 1994)“


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John Cheever 22
scrittore statunitense 1912 – 1982
„C’è l’euforia, la sensazione che la vita non sia niente di più di ciò che appare, luce e acqua e alberi e persone piacevoli che rischiano di andare in mille pezzi per colpa di un collo, di una mano, di un’oscenità scritta sulla porta del gabinetto. C’è sempre, da qualche parte, questo accenno di aberrante carnalità. (libro Una specie di solitudine: I diari)“

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Benedetto Croce 115
filosofo, storico e politico italiano 1866 – 1952
„La maggior parte dei professori ha definitivamente corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di passare comodamente tutto il resto della vita. Ad ogni minimo accenno di dubbio vi diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di dover ripensare il già pensato e doversi rimettere al lavoro. Per salvare dalla morte le loro idee preferiscono consacrarsi, essi, alla morte dell’intelletto.“

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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„"[... ] Qui c'è anzitutto molta Asia nell'atmosfera… non per nulla si devono brulicare i tipi della Mongolia moscovita! Questa gente" e Settembrini accennò col mento dietro a sé, "non si regoli spiritualmente su di loro, non si lasci contagiare dai loro concetti, ponga invece la sua natura, la sua superiore natura contro la loro, e consideri sacro tutto quanto a lei, figlio dell'Occidente, del divino Occidente, figlio della civiltà, è sacro per natura e tradizione, per esempio il tempo! Codesta liberalità, codesta barbara larghezza del consumo del tempo è stile asiatico... e forse per questo I figli dell'Oriente si trovano così bene quassù. Non ha mai notato che quando russo dice: "quattro ore" non dice più di quando uno di noi dice "una"? Non è difficile immaginare che la noncuranza di costoro in riferimento al tempo dipenda dalla selvaggia vastità del loro paese. Dove c'è molto spazio c'è molto tempo... infatti si dice che sono il popolo che ha tempo può aspettare. Noi no, noi europei non possiamo. Abbiamo poco tempo, come il nostro nobile continente, articolato con tanto garbo, ha poco spazio, noi dobbiamo ricorrere alla precisa amministrazione dell'uno e dell'altro, allo sfruttamento, caro ingegnere! Prenda per simbolo le nostre grandi città, centri e fuochi della civiltà, crogioli del pensiero! Come il terreno vi rincara, È lo spreco di spazio diventa impossibile, nella stessa misura, noti, anche il tempo diviene sempre più prezioso. Carpe diem! Lo disse uno che viveva in una metropoli. Il tempo è un dono di Dio, dato all'uomo affinché usi… ne usi, ingegnere, al servizio dell'umano progresso!" (1992, p. 402-403)“

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Poi, devi capire che a lavare sabbia non sono capaci tutti, e questo dà soddisfazione. A me, appunto, mi ha insegnato mio padre: solo a me, perché ero il più svelto; gli altri fratelli lavorano alla fabbrica. E solo a me ha lasciato la scodella, – e, con la enorme destra leggermente inflessa a coppa, accennò al movimento rotatorio professionale.– Non tutti i giorni sono buoni: va meglio quando c'è sereno ed è ultimo quarto. Non saprei dirti perché, ma è proprio così, nel caso mai ti venisse in mente di provare. Apprezzai in silenzio l'augurio. Certo, che avrei provato: che cosa non avrei provato? In quei giorni, in cui attendevo abbastanza coraggiosamente la morte, albergavo una lancinante voglia di tutto, di tutte le esperienze umane pensabili, e imprecavo alla mia vita precedente, che mi pareva di avere sfruttato poco e male, e mi sentivo il tempo scappare di fra le dita, sfuggire dal corpo minuto per minuto, come un'emorragia non più arrestabile. Certo, che avrei cercato l'oro: non per arricchire, ma per sperimentare un'arte nuova, per rivisitare la terra l'aria e l'acqua, da cui mi separava una voragine ogni giorno più larga; e per ritrovare il mio mestiere chimico nella sua forma essenziale e primordiale, la «Scheidekunst», appunto, l'arte di separare il metallo dalla ganga. (Oro)“

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Slash 27
chitarrista, compositore e produttore discografico brita... 1965
„Un cambiamento definitivo nell'umore dei Guns N' Roses si verificò al primo accenno al problema dei contratti e della proprietà del nome del gruppo. Fu quando Steven fu cacciato via. Axl insistette che il possesso del nome del gruppo fosse qualcosa che dovevamo discutere legalmente. Ci sentimmo obbligati a fare della nostra "identità" un "bene", il che non piacque a nessuno. Quell'accordo legale danneggiò il nostro senso di reciproco rispetto. Perché tutti noi, tranne Axl, ci sentivamo il lato debole. Il nostro livello di tolleranza era molto alto perché eravamo dei tipi tranquilli. Ma una tensione latente stava montando, e la richiesta di stilare un contratto la portò galla.“

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Antonio Cocchi 17
medico, naturalista e scrittore italiano 1695 – 1758
„forse più precisamente d'ogni altro accennò i danni del vitto animale ne' suoi precetti di sanità, e ne' suoi discorsi del mangiare le carni.“


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Pietro Pensa 7
ingegnere e dirigente d'azienda italiano 1906 – 1996
„L'abitato superiore, con necropoli di incinerati che rivelano la presenza di guerrieri-pastori giustificata da necessità di difera della strada rivierasca che vi passava, era chiamato in dialetto Crées, nome celtico pure, indicante la presenza di abitazioni in pietra; quello inferiore, con sepolture più tarde di inumati era invece Piaàg, di probabile derivazione latina da plaga. Ebbene, la popolazione del primo villaggio era estroversa, allegra, malleabile, piuttosto variabile nelle opinioni e nei rapporti sociali, a costituzione familiare in cui l'uomo faceva sentire maggiormente la propria podestà; alla sera le vie del paese erano animate sino alla mezzanotte; al mattino, in compenso, gli uomini si levavano tardi e andavano al lavoro sulla montagna a giorno fatto; non era raro il caso che sue bisticciassero oggi, venendo anche alle mani, e che domani li si incontrasse a braccetto. Al contrario la gente di sotto era piuttosto taciturna, sensibilmente introversa. Se nasceva uno screzio tra famiglie, ne veniva un'avversione che durava talora per generazioni. La donna era più considerata che nell'altro villaggio e il marito le si rivolgeva con il "voi", anziché col "tu" come lassù. Al mattino – e io ho fra i ricordi della mia fanciullezza il battere a notte sul selciato sotto le mie finestre degli scarponi di chi passava – gli uomini andavano al lavoro prima che baluginasse l'alba; alla sera, viceversa, dopo le otto le vie del paese diventavano deserte. La parola data era sempre mantenuta e assai difficile era far mutar parere. [... ] I diversi caratteri dei due paesi portarono, all'inizio di questo secolo, a comportamenti assai diversi di fronte alla depressione in atto. Mentre la gente di sotto emigrava piuttosto che contrarre un debito, quelli di sopra ipotecarono con facilità anche le terre, allorché accennò il ruttiamo e, buoni muratori quali erano, costruirono case d'affitto procurandosi denaro a prestito. Rimontarono la china mentre, di sotto, il paese, un tempo più fiorente per territorio ricco di campi e di boschi, si spopolava. (p. 496)“

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Leonard Maltin 27
critico cinematografico statunitense 1950
„Primo film con attori generati dal computer. Adattamento di un famoso videogame è una storia di fantascienza abbastanza convenzionale con in sottofondo accenni alla dimensione soprannaturale.“

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Ettore Romagnoli 7
grecista e letterato italiano 1871 – 1938
„Fin dalle prime origini, la farsa popolare contenne qualche elemento musicale. Aristofane, nel luogo delle Nuvole, già ricordato, accenna ad un tradizionale tipo di vecchio che canticchiava ariette e pigliava a bastonate la gente. (p. 30)“

„L'ancella del Signore è il primo libro con il nome di Adrienne [... ]. Esso mette in risalto il sì obbediente della Vergine nel quale confluiscono l'amore di Giovanni e l'obbedienza di Ignazio. Il ruolo di Maria nella redenzione è quello del sì puro che getta tutta la luce sul Signore; nessun accenno a se stessa, alla sua missione, tutto il peso è su Dio e la sua volontà: pura trasparenza. Dalla disponibilità di Maria alla disponibilità del credente, alla disponibilità della Chiesa. Per questo Maria sta sempre davanti alla Chiesa come il modello cui tendere [... ]. (p. 126)“


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Arthur Schopenhauer 253
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„A comprendere meglio la cosa può servire la seguente considerazione generale. "Causale" accenna a un incontro nel tempo gli elementi non collegati causalmente. Non vi è nulla però di assolutamente casuale, e anche ciò che sembra massimamente tale non è altro se non qualcosa di necessario, che si realizza in modo attenuato. Delle cause determinate, per quanto lontane nella catena causale, hanno già da lungo tempo stabilito necessariamente che esso doveva verificarsi proprio ora, e contemporaneamente a quell'altra cosa. Ogni avvenimento cioè è un termine particolare di una catena di cause degli effetti, procedente nella direzione del tempo. (Parerga e paralipomena, Adelphi, 1981 pp. 296 e 297)“

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Christopher Hitchens 67
giornalista, saggista e critico letterario britannico 1949 – 2011
„Un aspetto che colpisce di Orwell è che non passò mai attraverso una fase stalinista; per lui non fu necessaria la cura o il purgante della "disillusione". Inoltre, egli non giustificò mai coloro che invocavano l'illusione originaria come pretesto per l'ingenuità successiva. Sicuramente tali elementi distintivi – recando in sé l'accenno ad una potenziale superiorità – spiegano almeno in parte la violenta antipatia che Orwell suscitava allora e suscita ancora oggi. (p. 74)“

Massimo Fini 76
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„Moro non è il santino immaginario della interessata iconografia ufficiale. [... ] Moro è quello che vien fuori dalle sue lettere, quelle lettere che scrisse quando era prigioniero delle Br e che sono quanto di più penoso ed umiliante sia mai uscito da una prigione. Lo «statista insigne» che, al momento del dunque, sconfessa tutti i principi dello Stato di diritto, sembra considerare lo Stato ed i suoi organismi come un proprio patrimonio privato, invita gli amici del suo partito ed i principali rappresentanti della Repubblica a fare altrettanto. L'uomo che chiede pietà per sé ma, in novanta lettere, non ha una parola per gli uomini della sua scorta, morti ammazzati per lui e, anzi, l'unico accenno che ne fa è gelidamente burocratico per definirli «amministrativamente non all'altezza». Il politico che conferma la tradizione della classe dirigente italiana pronta a chiedere tutto, anche la vita, agli umili, ma mai disposta, le poche volte che capita, a pagare di persona (si pensi a Mussolini in fuga sotto un pastrano tedesco, al modo con cui il re e Badoglio abbandonano Roma). Dire queste cose d'un uomo che è morto come è morto Moro può apparire, anzi è, crudele. Ma è la verità. E poiché ho scritto queste cose quando Moro era ancora vivo («Statista insigne o pover'uomo?». Il Lavoro 4 aprile 1978) non ho alcuna remora a ripeterle ora che è morto e che altri tasselli vengono a completarne la figura.“

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Gianrico Carofiglio 67
magistrato, scrittore e politico italiano 1961
„Celeste accennò un sorriso, in bilico fra ammirazione e ironia. Mi parve che tutti gli altri scomparissero, che le altre voci sfumassero e che in quell’aula, uno di fronte all’altra, fossimo rimasti solo lei e io. Non potrò mai dimenticare la sua faccia, e mi veniva da piangere per quanto era bella e se in quel momento mi avessero chiesto di esprimere un desiderio avrei detto che volevo passare tutta la vita con lei. (libro Il bordo vertiginoso delle cose)“

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