Frasi su accento

[Arthur Rimbaud] Era un uomo alto, ben piantato, quasi atletico, dal volto perfettamente ovale di angelo in esilio, con capelli castano chiari in disordine e due occhi di un blu pallido inquietante. Ardennese, egli possedeva, oltre a un accento campagnolo troppo presto perduto, il dono della pronta assimilazione, propria delle genti di quel paese – e questo può spiegare il rapido inaridirsi, sotto il sole scialbo di Parigi, della sua vena, per dirla come i nostri avi, il cui linguaggio diretto e corretto non aveva sempre torto, in fin dei conti.

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Paul Verlaine 40
poeta 1844 – 1896

Mi sfottono per l'accento, per i modi, per qualche parolaccia. Se lo dice Valentino Rossi, col suo dialetto, tutti ridono; se lo dico io, sono un coatto, un ignorante, un burino. Forse dispiace che un giocatore importante stia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un'esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa: noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti. La pensino come vogliono, io sono nato romano e romanista. E così morirò. (da un'intervista al Corriere della sera, 29 luglio 2002)

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Francesco Totti 25
calciatore italiano 1976

La disciplina [... ] non annulla la personalità e la libertà: la quistione della "personalità e libertà" si pone non per il fatto della disciplina, ma per l'origine del potere che ordina la disciplina [... ] La disciplina è un elemento necessario di ordine democratico, di libertà. [... ] Battere l'accento sulla disciplina, sulla socialità, e tuttavia pretendere sincerità, spontaneità, originalità: ecco ciò che è veramente difficile e arduo. (quaderno 14)

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Antonio Gramsci 84
politico, filosofo e giornalista italiano 1891 – 1937

La similitudine in Dante, pur nella sua immediatezza e nel suo realismo, si carica sempre di accenti morali. (dalle note curate da Emilio Alessandro Panaitescu a La Divina Commedia, Fabbri, Milano, 1982)

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Dante Alighieri 242
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321

Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di Bizet e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un'opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile". Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest'opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d'Europa; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole... Ah finalmente l'amore, l'amore ricondotto indietro verso la natura!... L'amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l'amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell'amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell'ultimo grido di José: Oui, c'est moi qui l'a tuée, Carmen, ma Carmen adorée....

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900

L'accento: quest'aura del discorso, odore, si direbbe, della frase, ritmo che il metronomo non scandisce, diagramma sul cui andirivieni fluttua l'inafferrabile. Altrimenti detto intonazione; musica d'intervalli così brevi che nessuna notazione li trascrive; eppure è quella che è e non altra, e può essere erronea anche quando ogni altra cosa, pronunzia, vocabolario, sintassi, è a posto. Copiarla quando non s'è più fanciulli è da commedianti, al più da attori. (Accenti, p. 267)

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Giuseppe Antonio Borgese 26
scrittore, giornalista e critico letterario italiano 1882 – 1952

La Chiesa oggi si trova di fronte al compito immane di portare un accento umano e cristiano alla civiltà moderna: accento che la stessa civiltà domanda e quasi invoca per i suoi sviluppi positivi e per la sua stessa esistenza.

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Papa Giovanni XXIII 67
261° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1881 – 1963

Gli attori non sono in nessun posto, o meglio, sono dappertutto nello stesso momento. Hanno tutte le età, tutti gli accenti, hanno mille vite. (p. 237)

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Claudia Cardinale 120
attrice italiana 1938

D'un pensiero, d'un accento | Rea non son, né il fui giammai. (I, 11)

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Felice Romani 13
librettista, poeta e critico musicale italiano 1788 – 1865

Cerezo: A Sgenuva me trovu benissimu.
Giornalista di Italia 1: Vedo che ha anche già preso un bell'accento genovese!

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Toninho Cerezo 5
allenatore di calcio e ex calciatore brasiliano 1955

La casta luce della stanza metteva un accento fortissimo sul suo fisico attraente, dandogli quell'aria intatta e toccante che lo metteva così spesso in imbarazzo.

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Archibald Joseph Cronin 34
1896 – 1981

L'albero è cresciuto ha un cuore vagabondo | le mani da studente e dell'aquila gli occhi | parole senza accenti nei ricordi il sale | di un giorno appena nato | l'eredità del mare | Chi sono io? | Chi ero io chissà? | Chi sarò e cosa mai farò? (da Due di due)

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Pippo Pollina 38
cantautore italiano 1963

Giobbe grida la propria sventura con tale accento di disperazione proprio perché lui stesso non riesce a credervi, perché nel fondo dell'anima parteggia per i suoi amici. Egli implora la testimonianza di Dio stesso, perché non sente più quella della propria coscienza [... ]. (p. 86)

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Simone Weil 228
scrittore, filosofo 1909 – 1943

I due ricci pendenti a lato della sua mansueta bruttezza avevano un particolare accento di rassegnazione sotto l'ombrello del marito, proprietario, ispettore e geloso custode di tante eleganze. (2010, p. 26)

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Antonio Fogazzaro 81
scrittore italiano 1842 – 1911

Anni fa se passavo in centro | Mi sfottevano per il mio accento | Oggi invece se passo in centro | Mi regalano ricariche da cento. (da Troppo Famoso, n.° 15)

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976

Adam Smith, col suo libro La ricchezza delle nazioni […] pone l'accento sull'individuo come l'obiettivo finale della scienza.

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Milton Friedman 66
economista statunitense 1912 – 2006

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