Frasi su accettazione

L'autentico dialogo e quindi ogni reale compimento della relazione interumana significa accettazione dell'alterità. […] L'umanità e il genere umano divengono in incontri autentici. Qui l'uomo si apprende non semplicemente limitato dagli uomini, rimandato alla propria finitezza, parzialità, bisogno di integrazione, ma viene esaudito il proprio rapporto alla verità attraverso quello distinto, secondo l'individuazione, dell'altro, distinto per far sorgere e sviluppare un rapporto determinato alla stessa verità. Agli uomini è necessario e a essi concesso di attestarsi reciprocamente in autentici incontri nel loro essere individuale. (da Separazione e relazione)

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Martin Buber 23
filosofo, teologo e pedagogista austriaco 1878 – 1965

Il buddhismo e il taoismo, insomma, concordano quasi su ogni punto, tranne che sotto un aspetto limitato ma di fondamentale importanza: l'atteggiamento rispetto agli eventi della vita. Il buddhismo, al proposito, è stato accusato di pessimismo, e non del tutto a ragione; non di meno, esso concepisce la vita, in questo mondo, come dolore, un dolore che è il risultato del desiderio e dal quale è comunque necessario liberarsi. Il taoismo, dall'altro lato, insegna l'accettazione delle cose così come esse sono, concependo la vita come un qualcosa fondamentalmente positivo, da godere, secondo un'idea che s'avvicina alla fede parsi nella 'buona vita'. (p. 96)

Jean Campbell Cooper 19
scrittrice inglese 1905 – 1999

Questo compromesso si chiama accettazione. Ma a me ripugna tale termine e voglio essere tutto o nulla. Se scelgo l'azione, non crediate per questo che la contemplazione sia per me come una terra sconosciuta. Soltanto essa non può tutto darmi, e, privato dell'eterno, voglio allearmi al tempo.

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Albert Camus 172
filosofo, saggista e scrittore francese 1913 – 1960

La cosa importante è accettare se stessi. Se la condizione in cui mi trovo è causa di malessere, è segno che la rifiuto. Allora, più o meno coscientemente, tento di essere diverso da come sono; in definitiva non sono io. Se, al contrario, accetto pienamente il mio stato, troverò la pace. Non mi lamento del fatto che dovrei essere più santo, più bello, più puro rispetto a quello che sono ora. Quando sono bianco, sono bianco, quando sono nero, sono nero, punto e basta. Questo atteggiamento non impedisce che continui a lavorare su di me per poter diventare uno strumento migliore; l’accettazione di sé non limita le aspirazioni, al contrario, le nutre. Perché ogni miglioramento partirà sempre da ciò che si è realmente. (libro Psicomagia)

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Alejandro Jodorowsky 45
scrittore, drammaturgo e poeta cileno 1929

L'accettazione della nevrosi universale risparmia il compito di formarsi una nevrosi personale.

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Sigmund Freud 193
neurologo e psicoanalista austriaco, fondatore della psi... 1856 – 1939

Tante cose ingiuste e sbagliate in politica internazionale rivelano le tracce di questa patologia: le persone sono fin troppo pronte a pensare a certi gruppi come sporchi e cattivi, e a vedere se stesse come figure angeliche. Diciamo che questa tendenza molto radicata negli esseri umani è nutrita da innumerevoli vecchie storie narrate ai bambini, che, appunto, raccontano come il mondo sarebbe bello se certe streghe o certi mostri perfidi e disgustosi fossero uccisi e bruciati, magari nel loro stesso forno. Forse che la tanto amata favola di Hänsel e Gretel, resa famosa dall'opera di Humperdinck, discepolo di Wagner, che cercò di celebrare la purezza del Volk tedesco, contribuì alle fantasie che condussero, più tardi, all'accettazione quantomeno inconscia dell'attuazione dello sterminio? Alla fine della favola, i biondi bambini tedeschi tornano alla vita, liberati dal sortilegio della strega, e gioiscono al suo incenerimento (pag. 52 e nota nelle pagg. 62-63).

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Martha Nussbaum 18
filosofa statunitense 1947

Ho attraversato cenni di guerra civile negli anni '70 partecipando agli scontri culturali che uomini e donne hanno intentato alla parola con l'abuso delle parole, per cui oggi non si riesce a fare un discorso serio. "Reduce" indica l'accettazione dell'esistenza di due mondi, uno in cui sono nato e cresciuto, l'altro che ho distrutto. Il ritorno a casa è avvenuto per l'insoddisfazione che percepivo verso ogni lato del mio vivere.

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Giovanni Lindo Ferretti 59
cantautore e scrittore italiano 1953

Amante del paradosso è colui il quale ricerca e scopre la verità esponendola in modo da irritare l'opinione comune, costringendola a riflettere ed a vergognarsi di se stessa e della supina inconsapevole accettazione di errori volgari.

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Luigi Einaudi 29
2º Presidente della Repubblica Italiana 1874 – 1961

La protesta per il passo della morte è più religiosa che la sua accettazione, e il Leopardi è più religioso del Croce. Dal Leopardi possono venire le aperture pratiche religiose, dal Croce può venire il servizio ai valori. Il Croce è greco-europeo, perché la civiltà europea porta al suo sommo l'affermazione dei valori. Il Leopardi comprende questi (le virtù), ma cerca gl'individui, e li vede morire, non li trova più, sono i morti. È aperto, dunque, al tu; in potenza ci sono le aperture pratiche religiose. (p. 131)

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Aldo Capitini 70
filosofo, politico e antifascista italiano 1899 – 1968

L'accettazione docile e subliminale della loro influenza ha trasformato i media in prigioni senza muri per gli uomini che ne fanno uso.

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Marshall McLuhan 94
sociologo canadese 1918 – 1980

La gente non fa sempre le cose che vorrebbe, ma finisce con l'accondiscendervi. L'accettazione passiva del principio che "non tutto nella vita è come lo si vuole. Ma deve essere così". (p. 76)


Il credente è animato dalla fede, a lui poco interessa se certe valutazioni si reggono sulla logica o meno. La sua convinzione poggia su un atto di accettazione aprioristica e qualunque considerazione si spunta e si infrange contro tale formidabile corazza. (p. 37)


Credo che non si vincano le guerre della vita con l'odio o sbattendo i pugni contro le sventure. Credo di più nell'accettazione delle cose, nella tolleranza. La felicità è una scelta, è lo stato d'animo con cui guardiamo alla vita.

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Nicholas Evans 11
scrittore inglese 1950

Ciò che incatena la mente e addormenta lo spirito è sempre l'ostinata accettazione di assoluti. (da The grammarian and his language, 1924)

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Edward Sapir 7
etnologo e linguista statunitense 1884 – 1939

[…] la "saggezza", questa camomilla avvelenata che l'abitudine di vivere versa lentamente nel nostro gargarozzo, col suo gusto dolciastro d'umiltà, di rinuncia e di accettazione. (p. 287)

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Romain Gary 125
scrittore francese 1914 – 1980

Si può dire che ciascun episodio del quarto vangelo è costruito su di uno schema semplice e costante: rivelazione di Gesù e accettazione o rifiuto da parte degli ascoltatori. (Bruno Maggioni)


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