Frasi su adepto

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Beppe Grillo 154
comico, attore, attivista, politico e blogger italiano 1948
„Signor Berlusconi, lei a chi si sta riferendo quando dice che se vinciamo noi ci saranno disordini? Quali disordini? A chi lo dice? Questo è un pizzino: è Totò Riina che parla ai suoi adepti?“

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Abhinavagupta 142
950 – 1020
„In tal modo, il Tantrāloka (che dobbiamo nuovamente proporre) presenta le vie (upāya, «mezzo») della liberazione, le quali conducono tutte all'esperienza mistica della divinità, secondo la crescente intensità della grazia divina profusa sull'adepto. (André Padoux)“


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Henri Poincaré 37
matematico, fisico e filosofo francese 1854 – 1912
„Gli adepti trovano nella matematica gioie analoghe a quelle date da pittura e musica. Essi ammirano l'armonia delicata di numeri e forme; sono stupiti quando una nuova scoperta schiude loro una prospettiva nuova; e la gioia che provano, non ha forse il carattere di un'estasi, anche se i sensi non ne prendono parte? Solo pochi privilegiati possono goderla pienamente, è vero; ma non capita lo stesso con tutte le arti più nobili?“

Georges Minois 9
storico francese 1946
„La progressione sconcertante di convinzioni irrazionali è significativa della reazione contro un mal di vivere dilagante: dietro al successo dell'astrologia, della preveggenza, delle sette, degli integralismi, si ritrova negli adepti la volontà di alienare volontariamente una libertà troppo pesante da sostenere, generatrice di angoscia, aggrappandosi a un credo semplicistico, deterministico, che consente di attribuire tutti gli avvenimenti a una potenza esterna. (libro Storia del mal di vivere. Dalla malinconia alla depressione)“

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Jean-François Revel 8
scrittore, filosofo, politico, giornalista 1924 – 2006
„L'utopia non è limitata da nessun obbligo di produrre risultati. La sua funzione è di consentire ai suoi adepti di condannare ciò che esiste in nome di ciò che non esiste.“

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Natalia Aspesi 9
giornalista e scrittrice italiana 1929
„Valentino è ormai diventato una multinazionale del vestire, aspira a imporre il suo marchio su chiunque si muove o respiri... Si può essere anche un po' perplessi davanti a questo strapotere di Valentino che pone la sua V su milioni di oggetti, dalle mutande agli orologi, dagli asciugamani alle penne, marchiando i suoi fan come adepti di un'immensa setta.“

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Giovanni Falcone 40
magistrato italiano 1939 – 1992
„La mafia si caratterizza per la sua rapidità nell'adeguare valori arcaici alle esigenze del presente, per la sua abilità nel confondersi con la società civile, per l'uso dell'intimidazione e della violenza, per il numero e la statura criminale dei suoi adepti, per la sua capacità ad essere sempre diversa e sempre uguale a se stessa. (libro Cose di cosa nostra)“

Paolo Barnard 43
giornalista italiano 1958
„A una maggiore giustizia internazionale seguirebbe un marcato calo del risentimento arabo musulmano contro l’Occidente in tutta l’area mediorientale, un primo passo verso la bonifica di quella palude di rancori e di frustrazioni in cui proliferano gli adepti del terrore islamico. (libro Perché ci odiano)“


Diego Cugia 41
giornalista, scrittore e regista italiano 1953
„Di nuovo i loro piedi disegnarono la complessa geometria di un amore. Fabbricarono figure inedite, da artigiani di quella passione arcaica che solo l’alchimia del tango sa infondere nei suoi adepti, trasformando i grandi amanti in tangueros, ballerini dai tacchi crepitanti, lingue di fuoco di un primordiale falò di note musicali che tutto genera e tutto distrugge. (libro Tango alla fine del mondo)“

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Johann Heinrich Füssli 11
letterato e pittore svizzero 1741 – 1825
„Il tempio dell'espressione, come quello della religione, ha un portico e un santuario; il primo è frequentato da tutti, l'altro ammette solo i suoi adepti. (libro Aforismi sull'arte)“

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Abhinavagupta 142
950 – 1020
„(I discepoli son di due specie, «adepti» (sādhaka), desiderosi di fruizioni (nirbīja) o dotati di semenza (sabīja). (2013, 23-26)“

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Mary McCarthy 20
scrittrice statunitense 1912 – 1989
„La religione cattolica è fra tutte le religioni (della maomettana non so nulla) la più pericolosa dal punto di vista morale, perché pretende di essere la sola vera e, quindi, coltiva nei suoi adepti quella coscienza di un privilegio: l'idea, cioè, che non tutti hanno la fortuna di essere cattolici.“


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Musō Soseki 10
1275 – 1351
„Nei racconti di illuminazione di antichi adepti, non leggiamo di nessuno che avesse chiesto come applicare la mente nello sforzo di entrare in armonia con il fondamentale. Essi erano soliti domandare direttamente cos'è il budda, cos'è lo Zen, da dove vengono i budda e così via. Poiché le domande erano dirette, anche le risposte che sollecitavano erano dirette e davano indicazioni immediate sul fondamentale. Queste indicazioni dirette e immediate non erano intese come materiali di ricerca o lezioni per la pratica, ma coloro che non le capivano erano soliti scavarvi a fondo, a volte per molti anni. Questo processo di continuo confronto delle indicazioni relative al fondamentale potrebbe essere chiamato pratica o addestramento, ma non è la stessa cosa che definire la comprensione, la pratica e la realizzazione e quindi coltivare varie contemplazioni. (p. 71)“

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Daisetsu Teitarō Suzuki 29
storico delle religioni giapponese 1870 – 1966
„I cosiddetti maestri dello Zen non sanno presentare le loro idee alla luce del pensiero moderno. I loro anni più produttivi dal punto di vista intellettuale essi li passano nelle Sale della Meditazione, e quando le lasciano per avere felicemente portato a termine la loro formazione interiore, essi ci si presentano come degli adepti profondamente versati nell'arte dei cosiddetti ko-an (temi o problemi proposti ai discepoli), e non mostrano nessun particolare interesse per la psicologia e la filosofia dello Zen. Così lo Zen resta chiuso e come suggellato nei «Detti» dei maestri e nello studio tecnico dei ko-an, e quasi incapace di uscire dalla clausura dei conventi. (p. 18)“

Piero Buscaroli 6
critico musicale e giornalista italiano 1930 – 2016
„Adepto di potenze perdute, di bellezze spente, il suo regno non esisteva più su questo mondo.“

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Ferdinand Tönnies 5
sociologo tedesco 1855 – 1936
„[... ] egli era certamente una natura ricca, una natura, come dicono i suoi adepti, polifonica. Ma questi elementi della sua natura non erano destinati a dominarlo: la loro mera combinazione produsse così soltanto un preparato di laboratorio che Nietzsche stesso, il suo vero sé, poterono distruggere e rifiutare. (p. 90)“

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