Frasi su adoratore


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Charles Baudelaire 152
poeta francese 1821 – 1867
„Che cos'è l'amore? Il bisogno di uscire da se stessi. L'uomo è un animale adoratore. Adorare è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è anche prostituzione.“

„Essendo membro della Comunità Emmanuel e stando accanto al suo fondatore, Pierre Goursat, che era un fervente adoratore del Santissimo Sacramento, ho sperimentato fino a che punto questa preghiera dava forza alla mia vita spirituale e sacerdotale. Ogni fecondità cristiana è sacrificale.“


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Girolamo Cardano 12
matematico, medico e astrologo italiano 1501 – 1576
„Per linguaggio, costumi e leggi gli uomini sono stati da sempre altrettanto diversi tra loro, di quanto lo sono rispetto ad essi gli animali. Presso gli adoratori di Maometto un cristiano viene stimato quanto un cane randagio, e così un ebreo presso maomettani e cristiani.“

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Franco Mistrali 10
giornalista, romanziere e storico italiano 1833 – 1880
„Un uomo insigne per ingegno e per devozione alla patria vive ancora bandito dalla sua terra. Calunniato e levato a cielo ad un tempo, Giuseppe Mazzini ebbe forse, come tutti gli uomini grandi e superiori alla comunanza delle genti, la sventura somma di non essere compreso né da'suoi adoratori né da'suoi detrattori. I detrattori ce lo dipingono un pazzo utopista che fa della politica una scienza astrusa peggiore dell'algebra; gli adoratori invece, [... ], non giurano che in nome suo, non parlano che a frasi inventate da lui, non ammettono altri al mondo che lui, e fanno di un uomo eminente e di ingegno sovrano la meschina figura di un profeta spostato. (p. 34)“

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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„... il fondo del mio insegnamento consisterà nel convincerti a non temere la sacralità e i sentimenti, di cui il laicismo consumistico ha privato gli uomini trasformandoli in bruti e stupidi automi adoratori di feticci. (Gennariello in Il Mondo, 6 marzo – 5 giugno 1975, ora in Lettere luterane, pp. 15-63.)“

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Guardo alla storia del rock come alle origini del dramma greco. Nacque sulle aie nella cruciale stagione del raccolto. In origine c'era una tribù di adoratori che danzavano e cantavano. Poi, un giorno, un uomo posseduto uscì dalla folla e cominciò a imitare un dio. Dapprima era pura canzone e movimento. Man mano che le città si svilupparono, sempre più gente cominciò ad accumulare denaro, ma in qualche modo dovevano mantenere il contatto con la natura, e lo fecero mediante gli attori, che assolvevano a quel ruolo. Penso che il rock abbia la stessa funzione.“

„Io che sono l'anima dello Yoga, mediante il potere magico, dello Yoga, assumerò la forma di un asceta e ispirerò la paura tra gli uomini. Entrerò nel corpo di un morto abbandonato, in un cimitero... e vivrò sotto il nome di Lakulīśa (l'Uomo col bastone). Il luogo di questa incarnazione diverrà un luogo sacro… Vi nasceranno i miei figli, gli asceti Kuśika, Garga, Mitra e Kaurusya. Adoratori del fallo, con il corpo cosparso di cenere, praticheranno i riti di Pāśupata (l'amicizia degli animali). Avendo realizzato il Maheśvara Yoga, partiranno per il cielo di Rudra dal quale non c'è ritorno.“

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Vittorio Bersezio 9
scrittore e giornalista italiano 1828 – 1900
„Il dire che artisti e letterati hanno quasi identica l'opera è vieta frase consecrata dall'uso. E l'uso questa volta ha ragione. È camminano per vie diverse ma vicine e convergenti ad un medesimo scopo, in traccia di medesimi effetti, adoratori d'un medesimo nume; cultori e gli uni e gli altri del bello terreno nelle sue forme sensibili; parlano tutti all'animo, al cuore, alla mente dell'uomo con immagini evocate e postegli dinanzi agli occhi od alla fantasia definite nella forma. Perciò se il poeta disse: uti pictura poesis, parmi debba il pittore leggere la sentenza al rovescio e dire altresì: uti poesis pictura: e questa e quella rappresentazione del vero nel bello e nel buono.“


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Carlo Levi 58
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Erano, in fondo, tutti (mi pareva ora di vederlo chiaramente) degli adoratori, piú o meno inconsapevoli, dello Stato; degli idolatri che si ignoravano. Non importava se il loro Stato fosse quello attuale o quello che vagheggiavano nel futuro: nell'uno e nell'altro caso era lo Stato, inteso come qualcosa di trascendente alle persone e alla vita del popolo; tirannico o paternamente provvidente, dittatoriale o democratico, ma sempre unitario, centralizzato e lontano. Di qui la impossibilità, fra i politici e i miei contadini, di intendere e di essere intesi. Di qui il semplicismo, spesso ammantato di espressioni filosofeggianti, dei politici, e l'astrattezza delle loro soluzioni, non mai aderenti a una realtà viva, ma schematiche, parziali, e così presto invecchiate. (1990, p. 219)“

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Régis Debray 4
scrittore e giornalista francese 1940
„La Bibbia è protagonista di un affascinante paradosso: il Libro che proibisce le immagini si è trasformato in uno scrigno di immagini, è diventato il grande archivio dell'occhio occidentale. E proprio il racconto che ci ha consegnato il divieto di fabbricare e adorare idoli pena la morte – pensiamo alla spietata punizione riservata da Mosè agli adoratori del vitello d'oro – è una delle immagini bibliche più indelebili conservate nella memoria collettiva. Su questo tema, il Corano è molto meno severo della Bibbia, tant'è che l'iconoclastia islamica si basa piuttosto su alcuni hadith, ovvero su parole del Profeta e su tradizioni trasmesse oralmente, che non fanno parte del Corano. (dalla introduzione a La Bibbia nei capolavori della pittura, Piemme; citato in Corriere della sera, 31 ottobre 2004)“

Victor Lebrun 15
scrittore e attivista francese 1882 – 1979
„Il destino comune a tutti i fondatori di sette o di scuole filosofiche non ha risparmiato il grande Tolstoj.
I suoi discepoli appartengono a tre categorie: gli uni si occupano del loro perfezionamento morale interiore e hanno l'aria di disprezzare ogni attività politica.
Sono questi gli adoratori della lettera della legge.
Gli altri abbandonano i sentieri battuti della vita, la loro posizione privilegiata, rinunciano alla loro fortuna, scendono in basso nella piramide sociale e guadagnano la vita col lavoro fisico. Sono i volontari del fronte del lavoro del genere umano.
Infine gli ultimi, senza abbandonare le loro conoscenze speciali, mettono proprio queste al servizio delle masse popolari. Sono essi i servitori del popolo.
Gli adepti della prima categoria "i puri masticatori della lettera", sono rari nell'ambiente del Maestro. Oltre al perfezionamento personale e interiore, quasi tutti si incaricano di copiare, pubblicare e far leggere gli scritti proibiti. È questa un'attività utile per gli altri.
La seconda categoria ha prodotto molte felici e potenti comunità agricole, coltivatori eccellenti e illuminati in Russia, in America e altrove.
La terza infine dà ai popoli dei servitori e degli amici capacissimi, di una completa devozione e di un assoluto disinteresse.
Tale era il dottor Duscian Makovitzkij, amava i poveri e li curava con devozione, senza posa e quasi sempre gratuitamente. (pp. 56-57)“

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Anacleto Verrecchia 98
filosofo italiano 1926 – 2012
„Lichtenberg dice che è tanto bello ascoltare la musica quanto insopportabile sentir parlare di musica. Che cosa non si è scritto su Mozart! Fisicamente era un cazzabubbolo assai brutto, ma per gli agiografi il "divino fanciullo" dev'essere per forza bello come un arcangelo e più etereo di Ariele. Secondo il teologo Karl Barth gli angeli si riuniscono per "suonare Mozart" e il Padreterno, che evidentemente non ha molto da fare, sta lì ad ascoltarli con rapimento. Un altro agiografo dice: "Alcuni vorrebbero raggiungere il Cielo con le loro opere. Ma lui, Mozart, viene di là, viene di là". Per Alfred Einstein, infine, Mozart sarebbe stato solo "un ospite su questa terra". Ma non siamo tutti ospiti, visto che prima o poi dobbiamo ritornare dove eravamo prima di nascere? Su questo mondo siamo tutti in transito. Oltre che brutto Mozart era coprofilo. Le sue lettere puzzano, perché vi si parla continuamente di Arsch e di defecazione. Comunque, visto che parla sempre di Arsch, sorge qualche perplessità nel mangiare le Mozartkugeln. Ma per gli adoratori tali lettere sanno forse di cannella e lo sterco diventa ambrosia. Resta la musica, che non ha bisogno né di esegeti né di agiografi: la si ascolta e basta.“


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Alan Moore 7
fumettista e scrittore britannico 1953
„Se guardate la storia della magia, vedrete le sue origini nelle caverne. Vedrete le sue origini nello sciamanesimo, nell'animismo, nella credenza che ogni cosa che ci circonda, ogni albero, ogni roccia, ogni animale, sia abitato da una qualche forma di essenza, una qualche sorta di spirito con cui forse si potrebbe comunicare. Avreste avuto uno sciamano o un visionario che sarebbe stato responsabile di incanalare le idee utili alla sopravvivenza. Prima che raggiungiate le civiltà classiche potrete vedere che questo è stato formalizzato in un certo status. Lo sciamano agisce puramente come un intermediario tra gli spiriti e le persone. La sua posizione nel villaggio o nella comunità è simile a quella di un idraulico spirituale. Ogni persona nel gruppo ha il suo ruolo. La persona migliore nella caccia era un cacciatore, la persona migliore nel parlare con gli spiriti, forse perché lui o lei era un po' pazzo/a, un po' staccato dal nostro normale mondo materiale, allora sarebbe stato uno sciamano. E gli sciamani non padroneggiavano un'arte segreta, essi dispensavano semplicemente le loro informazioni alla comunità, perché si credeva che fosse utile alla comunità. Quando abbiamo l'emergere delle culture classiche, tutto questo è stato formalizzato tanto che si hanno dei interi pantheon di dèi. E ognuno di questi dèi avrà una casta di preti che agiranno fino a un certo punto come intermediari che ti insegneranno ad adorare quel dio. Così la relazione tra gli uomini e i loro dèi, che potrebbe essere vista come la relazione tra gli uomini e il loro Io più alto, era ancora di tipo diretto. Quando arrivò il cristianesimo, quando arrivò il monoteismo, tutt'a un tratto hai una casta di sacerdoti che si muoveva tra l'adoratore e l'oggetto di adorazione. Hai una casta sacerdotale che era diventata una specie di dirigenza d'intermediazione spirituale tra l'umanità e la divinità interiore di cui si andava alla ricerca. Non puoi avere un rapporto diretto con un dio. I sacerdoti non hanno davvero il bisogno di un rapporto con la divinità. Hanno solo un libro che ti dice di alcune persone vissute tanto tempo fa, che hanno avuto un rapporto diretto con la divinità. E va tutto bene. Non hai bisogno di avere visioni miracolose, non hai bisogno di avere degli dèi che ti parlino. In effetti, se ti capita niente del genere, probabilmente sei matto. Nel mondo moderno questa roba non succede. Le sole persone a cui è permesso parlare con gli dèi, e in un modo davvero a senso unico, sono i preti. Per me il monoteismo è una grande semplificazione. Voglio dire, la Cabala ha una grande molteplicità di dèi, ma alla sommità del diagramma cabalistico, l'albero della vita, ha quest'unica sfera, che è il dio assoluto. La Monade. Qualcosa che è indivisibile. E tutti gli altri dèi, e ogni altra cosa nell'universo è una specie di emanazione di quel dio. Ora, questo va bene. Ma quando suggerisci che ci sia solo quell'unico dio, a quell'irraggiungibile altezza al di sopra dell'umanità e che non c'è niente in mezzo, stai limitando e semplificando la questione. Penso che il paganesimo sia una specie di alfabeto, come un linguaggio. È come se tutti gli dèi sono le lettere di quel linguaggio, esprimono delle sfumature, ombre del significato, o certe sottigliezze delle idee. Mentre il monoteismo tende ad essere solo una vocale, ed è solo tipo: oooouh [ Alan Moore stesso nel documentario per far comprendere il suono scimmiesco. ]. È questo suono scimmiesco. Puoi quasi immaginare gli dèi divenire frustrati, sprezzanti. Perché con tutta la ricchezza di concetti spirituali che sono disponibili, perché ridurre tutto a una sola, singola nota monocorde che chi pronuncia neanche comprende? (citato nel documentario di Dez Vylenz, The Mindscape Of Alan Moore, Shadowsnake films, visibile su Youtube, subititolato in italiano)“

Peter de Rosa 3
docente (docente di etica, metafisica, teologia) 1932
„Ci furono numerosi papi sposati, e certi cedettero moglie e figli in cambio dell'ufficio papale; altri erano dei bastardi; uno era vedovo ed un altro un ex schiavo; ci furono inoltre parecchi assassini, non credenti, eremiti, sadici e sodomiti; molti divennero papi comprandosi la carica (simonia) e passarono la vita a vendere oggetti sacri per racimolare denaro; almeno uno era un adoratore di satana; molti ebbero figli illegittimi e furono fornicatori ed adulteri fino all'inverosimile. (libro Vicari di Cristo)“

„Da Mozart al romanticismo, il passo rimane lungo là dove egli s'abbandona con più accoramento al dolore. Il «patetico» mozartiano sottostà sempre alla misura espressiva ed alla padronanza delle proprie emozioni che s'addicono ad uno spirito ellenico, adoratore della simmetria e della bella forma; un'aura di attica serenità accoglie, avvolge ed attenua ogni accento sospiroso. Manca a Mozart, tanto nella vita quanto nell'arte, quella propensione ad insistere sulla propria sofferenza, che è propria dei romantici. Spirito arrendevole e fiducioso, fondamentalmente ottimista, amabilmente ironico verso sé e verso gli altri, negato alle tempeste della tragedia, ha ancora la lacrima tremolante sul ciglio, e già ritorna a sorridere. (p. 81)“

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Adolf Stahr 3
1805 – 1876
„Ma come spiegare che il mondo abbia creduto a questo ritratto tacitesco per ben diciotto secoli? Mi basterà addurre alcune principali tra le moltissime ragioni:
I. La immensa maggioranza degli uomini crede sempre più volentieri il male, la crudeltà, le cattiverie, che si appongono ad altri anziché il contrario. I pettegolezzi, la menzogna e le calunnie sono forze prepotenti nell'Umanità; né mai lussureggiano più che nel putrido pantano di Roma imperiale, e il dir male di uno è sempre più interessante del dirne bene.
II. L'epoca e la letteratura romana cui Tacito appartiene, erano assolutamente retoriche e Tacito maestro della rappresentazione rettorica. Chi venne dopo inciampava in lui. Il peso del suo gran nome era quasi una bandiera che copriva l'intero carico della sua nave, piena di falsità storiche.
III. I novantanove centesimi degli uomini sono ciechi adoratori di grandi autorità, e la vera critica storica dei grandi scrittori ed in particolar modo degli storiografi Romani è ancora giovanissima. Ed io mi proposto di consacrarle il rimanente della mia vita, e di riporre nei confini del vero la cieca ammirazione, la prona venerazione per Tacito storiografo (non parlo di Tacito artista). (pp. 174-175)“

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