Frasi su agglomerato

Al ritorno ci siamo fermati ad Alcamo. È singolare la maniera in cui il sole disfa la pietra avvolgendola fino al nucleo nella vampa aurata. I contorni si sbriciolano e questo agglomerato solare si fonde nella lontananza con lo scenario di monti e di rocce su cui si è innalzato. Dapprincipio la patina del tempo fa invecchiare le cose, ma poi sopprime le tracce della storia e restituisce le opere alla natura. Queste diventano allora «edifici», nel senso in cui con questa parola alludiamo anche alle tane e ai nidi, come nel caso delle api, delle formiche e delle lucertole. Nel vederli siamo colti da una specie di torpore; presagiamo che qui anche la vita ha smarrito la sua dimensione storica e pulsa in guisa più istintiva ed elementare. Questa sensazione si avverte in Sicilia in modo speciale; […] (da La Conca d'oro, p. 32)

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998

Quando una nazione ricca installa una discarica di rifiuti chimici o nucleari in un paese povero sta saccheggiando il futuro di quell'agglomerato umano, perché se i rifiuti sono, come dicono, "inoffensivi", per quale ragione non hanno installato la discarica sul proprio territorio? (da Il mondo alla fine del mondo)

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Luis Sepúlveda 99
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949

Noi amiamo l'arte, ma riteniamo che essa non vada sottratta al contesto sociale in cui si è manifestata. Crediamo non abbia senso restaurare e conservare un centro storico, trasformandolo da agglomerato naturale di vita collettiva in residenza di lusso per esteti e maniaci dell'antico. Il nostro atteggiamento al riguardo si ispira, d'altra parte, oltre che a motivi sociali, a criteri storici: soltanto in Italia, infatti, si è verificata la convivenza armonica della pienezza dell'arte (pensiamo, ad esempio, al caso di Michelangelo) con la pienezza della vita: cioè con il suo contrario: perché l'arte è una cosa, la vita un'altra. (Nascita e storia di Italia Nostra)

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Giorgio Bassani 95
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000

Situazione immutata sul fronte politico tedesco. Dall'inventario delle forze presenti non risulta alcun mutamento sensibile all'elezione presidenziale e alle elezioni del Lantang prussiano. Il nuovo Reichstag, se mai si riunirà, somiglierà come un fratello al defunto che ebbe vita così breve. Socialisti, centristi, hitleriani restano a un dipresso sulle loro posizioni. Solo i comunisti, che segnano un progresso del 15% circa, possono rivendicare un vantaggio. Salvo errore, è la prima volta che il razzismo hitleriano subisce una pausa nella sua avanzata trionfale, e, per ciò che lo concerne, il mantenimento dello statu quo è indubbiamente un fatto notevole. L'ondata ristagna: in talune regioni della Germania, e specialmente nei grandi agglomerati operai, si nota perfino un principio di riflusso. Ora, combinazioni politiche instabili quali il razzismo hitleriano conservano una relativa omogeneità solo col progresso e col successo. Non metto in dubbio che questa battuta d'arresto non sia stata inflitta ai nazisti dal governo Scleicher-von Papen che derivò parzialmente a profitto suo proprio «l'ideologia» hitleriana, e, soprattutto, lasciò presentare alla Germania che, qualunque cosa accadesse, la via del potere sarebbe chiusa per Hitler. (citato in Alfred Grosser, Hitler)

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Léon Blum 7
politico francese 1872 – 1950

C'era un tempo in cui i nostri editorialisti sul feto avrebbero orgogliosamente fatto eco a Gloria Steinem, dicendo che la sua esistenza indubitabile e necessaria non poneva un problema perché era 'una massa di protoplasma dipendente' senza distinzione e maggiore dignità di un'appendice fiammeggiante. Sono sempre stato persuaso dal fatto che l'espressione 'bambino non nato' sia una genuina descrizione della realtà materiale. Ovviamente il feto è vivo, quindi la disputazione se debba o meno essere considerata 'una vita' è casuistica. Lo stesso si applica, da un punto di vista materialistico, alla questione se questa vita sia o no 'umana'. Cos'altro potrebbe essere? Anche per la sua 'dipendenza', questo fatto non mi ha mai convinto, così come la radicale critica di ogni agglomerato di cellule umane in qualunque stato esse siano. Anche i bambini sono 'dipendenti'. Chiunque abbia visto un sonogrammo o abbia speso un'ora su un manuale di embriologia sa che le emozioni non sono il fattore decisivo. Al fine di terminare una gravidanza, devi ridurre al silenzio un cuore che batte, spegnere un cervello che cresce e, al di là del metodo, rompere delle ossa e distruggere degli organi.

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Christopher Hitchens 67
giornalista, saggista e critico letterario britannico 1949 – 2011

Tutti i fatti possono essere cambiati e tutte le menzogne rese vere. [... ] La realtà [... ] è diventata un agglomerato di eventi in continuo mutamento e di slogan in cui una cosa può essere vera oggi e falsa domani. [... ] Ciò in cui ci si imbatte non è tanto l'indottrinamento, quanto l'incapacità o l'indisponibilità a distinguere tra fatti e opinioni.

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Hannah Arendt 60
filosofa, storica e scrittrice tedesca 1906 – 1975

I pedanti, che trovavano nella Roma moderna l'occasione di sfoggiare il loro latino, ci hanno persuaso che essa è bella: ecco il segreto della reputazione della Città Eterna... Regna per le strade di Roma un tanfo di cavoli marci. Attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso si scorge la povertà degli interni. Roma in realtà è un agglomerato di sublimi rovine e di brutte chiese e case moderne; sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell'età antica, se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali; la conversione al cristianesimo ha segnato l'inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, Cesare e Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori; il suo spirito è morto per sempre e sono i preti e le superstizioni cristiane che l'hanno ucciso... (da Roma, Napoli e Firenze, 1817)

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Stendhal 85
scrittore francese 1783 – 1842

Credo che in ogni vita ci siano periodi in cui un uomo esiste realmente, e altri in cui egli non è che un agglomerato di responsabilità, di fatiche e, per le teste deboli, di vanità. (p. 112)

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Marguerite Yourcenar 130
scrittrice francese 1903 – 1987

Napoli è una città viva e rovinata. Tutto è bello, orrendo e in disordine, niente funziona bene tranne il passato. Ma tutto è possibile.
Gli esperimenti marini più importanti del Mediterraneo, le speculazioni più colossali e fasulle, le storie più incredibili e piacevoli, le persone più nobili e declassate, le cose più inutili e intelligenti si trovano qui. Con sfondo di sole e di mare.
Anche le cose più ingenue e contorte che scendono negli abissi dell'anima properano qui meglio che altrove.
Se ci fosse una capitale dell'anima, a metà tra oriente e occidente, tra sensi e filosofia, tra onore e imbroglio, avrebbe sede qui.
Nel mezzo della città si apre via Spaccanapoli, un rettilineo di più di un chilometro, stretto e vociante, che divide in due l'enorme agglomerato. È il cuore di questa babele della storia. Qui visse e morì Benedetto Croce. (p. 74)

Stanislao Nievo 2
scrittore italiano 1928 – 2006

Il grattacielo, all'ora del crepuscolo, è una scintillante verticalità, un velo sottilissimo, un sipario luminoso teso contro il cielo oscuro per abbagliare, svagare e stupire. Gli interni illuminati emanano un senso di vita e di prosperità. Di notte, la città non solo appare viva; vive realmente. Ma la sua vita ha la consistenza dell'illusione. Visto di notte, vuoto di reale significato, il mostruoso agglomerato presenta infine casuali bellezze di contorni, e torrenti di luce riflessa e rifratta. Le strade divengono prospettive ritmiche di linee punteggiate di luci.

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Frank Lloyd Wright 23
architetto statunitense 1867 – 1959

Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180

Strana terra, la Russia. Per mezze giornate il treno procedeva su un terreno ondulante, fra campi di girasole che si estendevano fin dove l'occhio riusciva a distinguere qualcosa. Linee sterminate; non si vedeva una casa, un albero, un uomo. S'intravedeva poi all'improvviso in una conca un agglomerato di casupole che scompariva tosto, seguito dalla vastità di altra terra rinsecchita. Per ore, per giorni. Isolato e sperduto, ogni tanto l'occhio trovava qualche punto d'appoggio in solitarie ruote a pala, simili a quelle dei mulini a vento. Immobili anch'esse, protendevano le scarne braccia verso la terra e il cielo come a chiedere pietà per quel loro abbandono. (Tempo terzo, Capitolo XIII, p. 135)

Giulio Bedeschi 3
scrittore e medico italiano 1915 – 1990

Per me la città resta lacerata da ampi spazi nudi e lunari, singoli raggruppamenti di rovine tra piante selvatiche che lei ha progressivamente accerchiato qui e là; un insidioso sovvertimento desertico penetra per infiltrazione questo antico agglomerato urbano [... ]; è una nobile città lacunosa, squarciata da radure inquietanti e ancora ignote, che sembrano aspettare in un sogno ad occhi aperti non so che sorta di atterraggi fantastici fuori dal tempo. (da Intorno ai sette colli, p. 110)

Julien Gracq 15
scrittore francese 1910 – 2007

Coloro che nel fegato son malati, non così prestamente come quelli, che hanno male al cuore, ma con più forte dolore perdono la vita; essendo il fegato per la massima parte un sangue agglomerato. (capitolo VII; p. 18)

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Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico

In Abruzzo purtroppo, come in molti altri luoghi distanti da metropoli o grandi agglomerati, la vista della figa può provocare allucinazioni.

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Rocco Siffredi 45
attore pornografico, regista e produttore cinematografic... 1964

Internet non è più un agglomerato di siti web isolati e indipendenti tra loro, seppure collegati e messi in rete, ma è da considerare come l'insieme delle capacità tecnologiche raggiunte dall'uomo nell'ambito della diffusione e della condivisione dell'informazione e del sapere.

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Antonio Spadaro 48
gesuita, scrittore e teologo italiano 1966

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