Frasi su agonismo

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Giorgio Napolitano 49
11º Presidente della Repubblica Italiana 1925
„Resta di esempio per le nuove generazioni l'attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager. Simbolo dello sport italiano, ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga carriera non soltanto le doti tecniche di calciatore ma anche la correttezza, la compostezza e la professionalità come dirigente.“

Darwin Pastorin 6
giornalista italiano 1955
„C'era una volta il derby, verrebbe da dire. Una sfida che raccoglieva furori non soltanto calcistici, ma sociali ed economici, culturali. Già, che giorni e che emozioni! Gli anni settanta, ad esempio. La Juventus dominava l'Italia, ma spesso cadeva davanti ai cugini, che facevano di quell'appuntamento una ragione di vita e d'orgoglio. Da una parte, lo stile di Bettega e Capello, l'eleganza di Zoff, le acrobazie di Anastasi (idolo dei lavoratori della Fiat Mirafiori), la mutria severa di Beppe Furino, il palleggiare ironico di Causio, dall'altra l'agonismo e il ferro e il fuoco di Fossati, Cereser, Agroppi, capitan Ferrini, e là davanti i dioscuri Graziani&Pulici, ispirati da Claudio Sala, pronti a colpire. Il derby diventava, recuperando Jean-Paul Sartre, una metafora della vita. La Juve degli Agnelli, ma anche degli immigrati siciliani e calabresi, il Toro di Pianelli e degli impiegati piemontesi, di quelli che parlavano il dialetto duro e puro. La Juve dei tanti scudetti e il Toro che portava nelle vene, e porterà per sempre, il mito di capitan Valentino e degli altri eroi scomparsi nel rogo di Superga, e il rimpianto per la farfalla granata, Gigi Meroni. Due modi di essere.“


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Adriano Sofri 8
giornalista, scrittore e attivista italiano 1942
„Lui ha usato e abusato del suo ruolo sportivo per esaltare le sue opinioni, e poiché i suoi idoli erano Arkan e le tigri serbiste e le loro imprese criminali, mi sembra difficile che ideali simili non influiscano sul modo di considerare l'agonismo sportivo e la formazione dei campioni a lui affidati. (da [http://www. ilfoglio. it/piccolaposta/351 Piccola posta], Il Foglio, 28 maggio 2010)“

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Franco Arese 1
atleta e dirigente sportivo italiano; presidente della F... 1944
„[Su Pietro Mennea] La sua voglia di arrivare, la sua serietà, il suo agonismo, non hanno avuto eguali. Ci lascia questi valori, è stato un grande atleta e un grande uomo.“

Leonardo Coen 6
giornalista italiano 1948
„[Su Pietro Mennea] L'agonismo nel sangue. E nel cuore. Aveva, secondo me, tanto talento quanto infinito coraggio: lo dimostrò quando corse la sua quinta Olimpiade, a Seul.“

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Boris Becker 40
tennista tedesco 1967
„[Sul poker] [... ] Soprattutto per tutta la preparazione mentale che bisogna fare prima di approcciare un torneo. Questo agonismo, misto alla tattica, lo rende uno sport vero e proprio.“

Giuseppe Furino 10
calciatore italiano 1946
„Marchisio ha tutto: calcio, agonismo, senso tattico e ora ha fatto il definitivo salto di qualità sotto il profilo della personalità. Tardelli? Lo ricorda nella corsa e nel fisico, ma forse Marco era un pelo più esplosivo e individualista, mentre Claudio è più uomo squadra.“

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David Foster Wallace 112
scrittore e saggista statunitense 1962 – 2008
„I nervi e gli intoppi sono importantissimi in uno sport basato sulla precisione e il tempismo, come il tennis, e il «perdere la testa» spazza via tennisti juniores dall'agonismo più di qualunque altro tipo di mancanza di talento o di motivazione. (p. 316)“


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Stefano Baldini 3
maratoneta italiano 1971
„Oggi la Maratona è una corsa estremamente "di moda" e tantissimi sono spinti a farla con entusiasmo. Questo è un fatto certamente positivo, perché correre fa davvero bene al corpo e alla mente. Ma non deve far dimenticare che l'approccio di chi, per la prima volta, si avvicina a questa esperienza deve essere del tutto privo di agonismo.“

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Alessandro Del Piero 57
calciatore italiano 1974
„Quello che vorrei condividere con voi, però, non è tanto la soddisfazione per un risultato o per una rete, ma le straordinarie sensazioni che sto provando in questa nuova avventura in A-League. Sapevo che qui si poteva fare bene, che c'era grande voglia di calcio, che il mio arrivo sarebbe stato accolto con grande entusiasmo. Ma non immaginavo che attorno a questo sport – al mio sport – ci fosse così tanta passione, così tanto calore. Qui c'è voglia di calcio, c'è voglia di agonismo, di competizione. E di fare il tifo per la propria squadra. Tifo per, più che tifo contro. Ogni partita è una festa, anche chi scende in campo percepisce questa atmosfera e vi assicuro che giocare in questo clima è bellissimo.“

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Gianni Brera 70
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Odio l'asta perché mi ricorda il circo smaccato dell'ultima commedia dell'arte e mio padre povero nella parte di ladro acrobata. Rubava frutta, avendo sempre fame, e saltava la cinta di un' ortaglia preziosa servendosi di un palo da filare. Allora, i filari di viti avevano sostituito i pali di salice all' olmo della tradizione latina: non avendo più filari, mio padre si serviva dei pali per arrivare perigliosamente al fruttosio. Asta, martello e triplo sono discipline aclassiche. Quando qualcuno le esalta, io penso alle Clochemerle di tutto il mondo e agli sbronzi che, allineati lungo una proda, fanno la gara a chi orina più lontano. Non è anche quello agonismo, classico per giunta? Padre Aristofane mi è buon testimone.“

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Alfio Giomi 2
dirigente sportivo italiano 1948
„La notizia della scomparsa di Pietro Mennea è un dolore davvero grande per chiunque abbia a cuore lo sport italiano. Il suo nome, le sue imprese, hanno segnato letteralmente un'epoca. Ho mille ricordi di Mennea atleta ma incrociai direttamente la sua parabola sportiva quando ne organizzai a Grosseto il secondo ritorno all'agonismo. In quell'occasione imparai a conoscerlo, ad apprezzarne motivazioni e e soprattutto ideali. Posso dire che ha saputo indicare allo sport italiano, con il suo esempio, contraddistinto da amore per il lavoro e dedizione assoluta, la strada maestra verso il risultato. In più, ha dimostrato che si può vincere nello sport senza scorciatoie, ovvero, senza il doping. Una lezione di straordinaria importanza ed attualità.“


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Michel Platini 30
calciatore francese 1955
„Con la maglia bianconera ho vissuto i momenti più belli della mia carriera: due scudetti, una Coppa dei Campioni (in una serata tristissima), una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea e una Coppa Intercontinentale in cinque stagioni. Sono successi che un calciatore può raggiungere solo se gioca in una grandissima squadra. Ma non è soltanto per i trofei conquistati che sono orgoglioso di aver coronato la mia carriera giocando nella Juventus: è anche la consapevolezza di appartenere, per tutta la vita, ad uno dei pochi miti dello sport.
Per me Juventus vuol dire storia del calcio. Una storia fatta da squadre indimenticabili e da giocatori che con il loro agonismo e la loro genialità hanno scritto alcune delle pagine più belle ed importanti nel libro del calcio mondiale. Juventus vuoi dire cultura e stile che distinguono i dirigenti, gli allenatori ed i giocatori juventini. Infine Juventus vuoi dire passione e amore: la passione che unisce i milioni di tifosi in tutta Italia, in tutto il mondo; l'amore per la maglia bianconera che esplode nei momenti di trionfo e non diminuisce in periodi meno felici. (da Archivio Juventus: Prefazione di Michel Platini, 1998)“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Da noi, per una serie di ragioni che fanno capo a uno staterello piazzato proprio nel centro della capitale, è invece prassi ormai consolidata santificare anche calcisticamente la ricorrenza pasquale, anticipando il campionato al sabato. Che da un lato è una bazzecola rispetto, come dire, ad altri oneri condominiali: dall'altro una buona idea dal punto di vista familiare. È qui, a questo punto della storia che si inserisce la straordinaria abilità manageriale del governo del pallone. Come? Ma è semplice. Piazzando esattamente a metà della settimana di Pasqua una bella serata infrasettimanale, tre giorni dopo il turno precedente e a meno di altri tre (mercoledì si gioca alle 20,30, sabato alle 15 con l'eccezione serale di Inter-Juventus) da quello successivo. È vero che le società di serie A vivono, o sopravvivono, di diritti televisivi e gli incassi al botteghino rappresentano salvo rare eccezioni poco più dell'argent de poche. Ma è anche vero che una serata di campionato come quella di domani sembra studiata apposta per tornare a far scendere la già non esaltante media di spettatori. Che è sì risalita a circa 22 mila unità a partita, dalla fossa delle Marianne della scorsa stagione. Ma resta sideralmente lontana dal resto dell'Europa calcistica che conta dove pure, come si è visto, la presenza della pay tv non è meno ingombrante e condizionante. [... ] Al di là del versante demenzial-logistico, ci sarebbe anche un aspetto tecnico da considerare. Più gli impegni sono ravvicinati e meno bene si gioca, più le squadre sono in debito di recupero psicofisico e più sale l'agonismo, più si picchiano e meno spettacolo si vede. Piaccia o meno a chi vende il prodotto, la quantità è nemica della qualità anche nel calcio. Ma il motto di chi ce lo somministra è: purché respiri. Il calciatore, il tifoso, il telespettatore. (18 marzo 2008)“

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