Frasi su agrario


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William Bentinck 2
politico inglese 1774 – 1839
„[Sulla riforma agraria in India] Se anche mancava la sicurezza contro i tumulti popolari o la rivoluzione, direi che la "sistemazione permanente“

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Giulio Andreotti 87
politico, scrittore e giornalista italiano 1919 – 2013
„[In riferimento al disegno di legge sui DICO] E dire che noi abbiamo sudato lacrime e sangue per fare la riforma agraria e per dare la terra ai contadini. Invece, oggi vogliono dare il contadino al contadino.“


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Immanuel Wallerstein 5
sociologo e economista statunitense 1930
„Come dice R. H. Tawney a proposito dei disordini agrari in Inghilterra: "Questi movimenti sono una prova di sangue e muscoli e di uno spirito alto e coraggioso… Felice la nazione il cui popolo non ha dimenticato come ribellarsi.“

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Paul Ginsborg 20
storico inglese naturalizzato italiano 1945
„È quindi in questo contesto che la riforma agraria assume il suo pieno significato. All'egemonia ideologica e culturale fornita dalla rete delle parrocchie, la Dc aggiungeva adesso la base materiale su cui fondare il proprio consenso. Alla fiducia comunista in un'azione dal basso come mezzo per modificare in profondità la situazione nelle campagne, la Dc rispose attuando, secondo i propri criteri, una riorganizzazione e un riorientamento dall'alto. La riforma agraria può cosí essere vista come un elemento nella strategia del consenso della Democrazia cristiana, basata sull'uso e l'abuso del potere statale. (cap. 4, p. 187)“

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Carlo Alianello 34
docente, scrittore e sceneggiatore italiano 1901 – 1981
„Riporto dall'Almanacco reale del regno delle Due Sicilie del 1854, dopo una lunga e particolareggiata lista d'istituti di credito e di beneficenza, la seguente nota: «Si ha, oltre i luoghi pii ecc. ecc., pei domini continentali un totale di 761 di stabilimenti diversi di beneficenza, oltre 1131 monti frumentarii, ed oltre de' monti pecuniarii, delle casse agrarie e di prestanza e degli asili infantili. (p. 122)“

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Romano Bilenchi 2
scrittore italiano 1909 – 1989
„Rimasto solo con Marco, Mauro gli spiegava quanto il fascismo fosse assurdo, come i grossi industriali, gli agrari si fossero illusi di fermare la storia, mentre questa, un giorno o l'altro, avrebbe ripreso il proprio cammino. Presto la dittatura, già ridotta a un regime di polizia, sarebbe irrimediabilmente caduta. Chi ci avrebbe rimesso più d'ogni altro sarebbero stati gli ingenui, i semplici, i puri come Paolo che avevano creduto a ideali traditi non appena il fascismo aveva preso il potere. (I; p. 52)“

„Giuliano Procacci e Rosario Villari che hanno parlato nell'ultima tornata dei lavori [incontro culturale bilaterale di Oxford], si sono preoccupati di rintracciare gli elementi unificati della storia d'Italia. Entrambi hanno posto l'accento sulla esistenza di un forte dato di continuità rintracciabile nella presenza, a tutt'oggi, di vecchi problemi e annosi equilibri: la questione meridionale con il divario fra nord e sud – Ginsborg e Davies hanno parlato addirittura di «una nazione» e di «due paesi»: uno arretrato il Mezzogiorno ed uno avanzato il nord – la questione agraria, il rapporto città-campagna situato nel contesto europeo. (da La Fiera Letteraria, novembre 1973, p. 5)“

Ruggero Moscati 10
storico italiano 1908 – 1981
„Ideali riformistici che si andranno via via acconciando col programma quietistico e municipale di Ferdinando II, ben noto nelle sue linee caratteristiche: un Regno delle due Sicilie, tranquillo, economicamente fiorente, indipendente dall'estero, chiuso, come argutamente notava egli stesso, tra «l'acqua santa e l'acqua salata». Un paese, tenuto lontano dalle ideologie nuove dall'antemurale dello Stato Pontificio, e in cui tutto dovesse procedere in placida quiete: all'ombra della chiesa, la cui azione peraltro non doveva in nessun caso sconfinare nel terreno politico, con un'aristocrazia senza nessun effettivo potere e addomesticata nelle cariche di corte, una borghesia agraria, lieta di esser la meno tassata d'Europa, un ceto medio pago di avviare alle cariche amministrative i propri figli ed infine una plebe rurale e cittadina a cui fosse garantito il lato materiale dell'esistenza. (cap. 7, p. 122)“


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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Meglio, in politica, avere rappresentato venti bandiere che nessuna? – scrisse pensando a lui Benedetto Croce. Indro Montanelli nella sua biografia di Garibaldi, Luigi Magni nel suo film Il generale ce lo hanno rappresentato come un simpatico birbante. E anche Nico Perrone [... ] ci presenta una non schematica riabilitazione: anche a sorpresa, rispetto a un titolo che sembrerebbe ben altrimenti critico. È vero, riconosce, Liborio Romano era un voltagabbana. Ma non per volgare tornaconto personale, bensì sempre al servizio di progetti autenticamente riformisti. In campo penale, ad esempio, si dovette al suo pur breve passaggio per il governo delle Due Sicilie l'abolizione della pena barbarica delle legnate. E in campo sociale fu promotore alla Camera di una proposta di riforma agraria che forse contribuì al suo isolamento politico più ancora delle troppe giravolte. Naturalmente, molto dipende poi dal modo in cui si vuole valutare il passaggio dal Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia. Perrone non nasconde affatto i nodi dell'Unità, dall'accentramento brutale alla feroce repressione del brigantaggio. Ma non indulge neanche sull'opposta retorica della monarchia borbonica come mitica età dell'oro: prima ancora dei bersaglieri contro i briganti erano stati i soldati di Ferdinando I a tagliare teste in quantità per reprimere la rivolta del Cilento del 1828, e gli investimenti infrastrutturali e industriale che pur la dinastia borbonica aveva fatto si concentravano a Napoli dimenticando il resto del Regno. Romano, a suo modo, era stato appunto fautore di un fallito progetto di riscatto del Sud accettando la nuova logica unitaria, ma salvaguardandone gli interessi specifici. (da il Foglio, 27 luglio 2010)“

Michele Valori 26
urbanista e architetto italiano
„Io sono nato il 23 giugno 1923. Dal 28 ottobre 1922, da otto mesi, poco meno, Benito Mussolini era salito al potere con la sua solita ridicola marcia su Roma, fatta in vagone letto. Penso Mussolini in pigiama, o forse in camicia (non nera, speriamo!) farsi la barba la mattina del 27 ottobre all'arrivo a Roma, dopo la sveglia del conduttore, con il giornale ed il caffè! Otto mesi dopo, in Piazza Calderini sono nato: e debbo quindi arguire di essere stato concepito un po' prima di quei fatidici giorni, in una Bologna ormai attesa al destino, ormai quasi pacificata, in vista di un futuro finalmente pieno di promesse. Alla fine di settembre del 1922, mio padre [Aldo Valori] era ancora al Resto del Carlino, il giornale degli agrari emiliani e romagnoli, il giornale liberal-massonico-conservatore che Missiroli aveva diretto e Monicelli spinto verso il fascismo alla fine di un processo di evoluzione incerto e prudente, ma senza speranza di liberazione dell'ormai decisiva rivoluzione reazionaria. Mio padre si trovò coinvolto in quella vicenda. Mi sono chiesto spesso negli ultimi anni dopo la seconda guerra mondiale, perché il babbo aderisse al fascismo. Se ripenso a tutta la vicenda, durata in fondo pochi anni, debbo concludere che noi non comprenderemo mai completamente questo dramma. Il babbo, per educazione e carattere, per formazione culturale e morale, non poteva essere fascista nel senso che ha acquistato in seguito questa parola. Estraneo ad ogni violenza, mansueto di carattere e di modi, anche se molto passionale ed impulsivo, (specialmente negli anni della giovinezza e della maturità), non poteva trovare la sua adesione al Fascismo squadrista. Né poteva trovare, romantico e liberale com'era affinità con il Mussolinismo (culto puerile e comodo della personalità).“

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Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„In tutta l’India, in tutta l’Africa ho trovato delle situazioni sociologicamente simili a quelle del sottoproletariato romano e meridionale: la fine di una società agraria feudale che viene immediatamente a contatto con una società moderna in crisi. (libro L'odore dell'India)“

Pasquale Villani 1
docente e storico italiano 1924 – 2015
„Una linea quasi continua, una tradizione ininterrotta sembrava collegare i contadini del 1848 a quelli che un secolo dopo invadevano le terre incolte, i demani comunali, rivendicando con ben altra forza la riforma agraria. La questione della terra, il rapporto tra contadini e proprietari, l'azione delle forze politiche e dei ceti intellettuali, tutto era rimesso in discussione in una prospettiva nuova, che sottolineava, coma mai prima di allora si era fatto, il peso che la pressione contadina aveva avuto nel Regno di Napoli. Alcune conclusioni sul piano storiografico furono tratte poi in una più ampia valutazione d'insieme e con quel maggior distacco che quando Cassese scriveva non era forse ancora possibile. Ma spetta a Cassese il merito di aver aperto una strada, di aver indicato una serie di fondi, di aver sollevato con forza alcuni problemi di fondo. (da Leopoldo Cassese storico dei contadini del Mezzogiorno, in AA. VV. Scritti in onore di Leopoldo Cassese, II volume, Napoli, Libreria Scientifica editrice, 1971)“


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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Benito Mussolini 180
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Il fascismo non fece una rivoluzione: c'era una monarchia prima e una monarchia rimase. Se la Camera appariva un'emanazione del partito, il Senato sottolineava il suo lealismo monarchico per la sua nomina regia e la sua stessa composizione. Il numero dei generali, degli ammiragli, dei senatori per censo, era sempre imponente, una forza materiale e una riserva dello Stato in favore della monarchia. Tutta l'aristocrazia italiana, prima la bianca, poi dopo la Conciliazione anche la nera, costituiva un'altra forza monarchica. Definita la Questione Romana, la curia e il clero entrarono nell'orbita regia. La grossa borghesia industriale, agraria, bancaria, pur non esponendosi in prima linea, marciava anch'essa sotto le insegne regie. (citato in Paolo Pavolini, 1943, la caduta del fascismo)“

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Achille Bonito Oliva 7
critico d'arte e accademico italiano 1939
„Le mie radici sono nel Vallo di Diano. Io ero il primo di nove figli, i primi sei nati a Caggiano, dove abbiamo ancora il palazzo di famiglia. Caggiano si trova a 875 metri sul mare, al confine con la Lucania. È un paese tipicamente legato alla rendita agraria e all'emigrazione. L'economia è basata sulla produzione di olio, grano e noci, visto che non è possibile uno sfruttamento intensivo della terra. [... ] Ho vissuto in quei posti fino ai dieci anni di età, e anche quando ci siamo trasferiti a Napoli, ho passato molte lunghe e arrovellate estati "deportato" a Caggiano. [... ] Mi sentivo spaesato e avevo una terribile nostalgia del mare di Napoli e dei miei amici. Erano tre mesi di isolamento, intriso di silenzi, in questa piccola torre eburnea. Mi trovavo di fronte a un'eternità estiva.“

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Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016
„E e Nobis, che doveva avere possedimenti in campagna, e già da piccolo dava dello straccione ai figli di carbonai, agrario fiancheggiatore delle squadre, sicuramente era già federale. C'è da sperare che il muratorino e il Precossi si fossero almeno presi il loro olio di ricino e tramassero nell'ombra; e forse Stardi, sgobbone com'era, si era letto tutto il Capitale, senonaltro per puntiglio, e quindi qualcosa aveva capito; ma Garoffi di certo si era allineato e non faceva politica, e Coretti, con quel padre che gli passava calda calda la carezza del Re, chissà che non facesse la guardia d'onore all'Uomo della Provvidenza. (p. 357)“

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