Frasi su alienato

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Ronald Laing 31
psichiatra scozzese 1927 – 1989
„Siamo nati in un mondo dove ci aspetta l'alienazione. Siamo uomini potenzialmente, ma siamo in uno stato alienato e questo stato non è semplicemente un sistema naturale. L'alienazione, a cui oggi siamo destinati, è stata raggiunta solo tramite l'oltraggiosa violenza perpetrata da esseri umani ai danni di altri esseri umani. (pag. 3 dell'Introduzione)“

„Come l'operaio si ritrova alienato nel suo stesso prodotto, così, grosso modo, la donna trova la sua alienazione nella commercializzazione del suo corpo. (p. 61)“


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Erich Fromm 68
psicoanalista e sociologo tedesco 1900 – 1980
„Gli idoli dell'uomo moderno avido, alienato sono la produzione, il consumo, la tecnologia, lo sfruttamento della natura. [... ] Quanto più ricchi sono i suoi idoli, tanto più l'uomo si impoverisce. Invece della gioia egli va in cerca di piacere e di eccitamento; invece di crescere cerca possesso e potere; invece di essere, egli persegue avere e sfruttamento; invece di ciò che è vivo sceglie ciò che è morto. (p. 105)“

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Vittorino Andreoli 47
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Pier Paolo Pasolini 125
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„In realtà lo schema delle crisi giovanili è sempre identico: si ricostruisce a ogni generazione. I ragazzi e i giovani sono in generale degli esseri adorabili, pieni di quella sostanza vergine dell'uomo che è la speranza, la buona volontà: mentre gli adulti sono in generale degli imbecilli, resi vili e ipocriti (alienati) dalle istituzioni sociali, in cui crescendo, sono venuti a poco a poco incastrandosi. Mi esprimo un po' coloritamente, lo so: ma purtroppo il giudizio che si può dare di una società come la nostra, è, più o meno coloritamente, questo. Voi giovani avete un unico dovere: quello di razionalizzare il senso di imbecillità che vi dànno i grandi, con le loro solenni Ipocrisie, le loro decrepite e faziose Istituzioni. Purtroppo invece l'enorme maggioranza di voi finisce col capitolare, appena l'ingranaggio delle necessità economiche l'incastra, lo fa suo, l'aliena. A tutto ciò si sfugge solo attraverso una esercitazione puntigliosa e implacabile dell'intelligenza, dello spirito critico. Altro non saprei consigliare ai giovani. E sarebbe una ben noiosa litania, la mia.“

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Igino Giordani 16
scrittore, giornalista e politico italiano 1894 – 1980
„Anche i pazzi tranquilli o i leggermente alienati in quell'ambiente divenivano pazzi del tutto; trattandosi di un ambiente adatto più a far impazzire i savi che a far rinsavire i pazzi. (p. 89)“

Maurice Zundel 122
1887 – 1975
„Finché non l'abbiamo trovato, siamo alienati a noi stessi, estranei a noi stessi, incapaci di raggiungerci, di conseguenza schiavi della nostra biologia, sottomessi alla servitù delle forze fisico-chimiche“

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Erich Fromm 68
psicoanalista e sociologo tedesco 1900 – 1980
„Il modo di produzione del sistema capitalistico ha trasformato l'uomo in una creatura ansiosa e alienata. (pp. 74)“


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Mike Oldfield 107
compositore e polistrumentista britannico 1953
„Non voglio essere nel panico. Voglio essere a mio agio col mio corpo e con la mia vita. Non voglio pensare continuamente di non appartenere a questo posto, di essere finito sul pianeta sbagliato, completamente alienato.“

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Antonin Artaud 46
commediografo, attore teatrale e scrittore francese 1896 – 1948
„Un europeo non accetterebbe mai di pensare che quel che ha sentito e percepito nel proprio corpo, l'emozione da cui è stato scosso, la strana idea che ha appena avuto e che lo ha entusiasmato per la bellezza, non sia sua, e che un altro abbia sentito e vissuto tutto questo proprio nel suo corpo, o allora penserebbe di essere pazzo e di lui si sarebbe tentati di dire che è diventato un alienato. Il tarahumara invece distingue sistematicamente tra quel che è suo e quel che è dell'Altro in tutto ciò che pensa, sente e produce. Ma la differenza tra lui e un alienato sta nel fatto che la sua coscienza personale si è accresciuta in questa opera di separazione e di distribuzione interna a cui l'ha condotto il Peyotl e che rafforza la sua volontà.“

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Jacopone da Todi 20
poeta e religioso italiano 1236 – 1306
„L'Accidia una freddura, | ce reca senza mesura, | posta 'n estrema paura, | co la mente alienata. (da Laudi – Trattato e Detti, a cura di Franca Ageno, Firenze, Le Monnier, 1953)“

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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Il lavoro, l'attività vitale, la vita produttiva, appare all'uomo solo come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservazione dell'esistenza fisica. Ma la vita produttiva è la vita generica. [... ] E la libera attività consapevole è il carattere specifico dell'uomo. Ma la vita stessa appare, nel lavoro alienato, soltanto mezzo di vita. (pp. 194-7)“


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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Il lavoro è esterno all'operaio, cioè non appartiene al suo essere, e quindi nel suo lavoro egli non si afferma, ma si nega, si sente non soddisfatto, ma infelice, non sviluppa una libera energia fisica e spirituale, ma sfinisce il suo corpo e distrugge il suo spirito. Perciò l'operaio solo fuori del lavoro si sente presso di sé; e nel lavoro si sente alienato, fuori di sé.“

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Herbert Marcuse 21
filosofo, sociologo e politologo tedesco 1898 – 1979
„[Bob Dylan e Bertolt Brecht] Entrambi hanno un messaggio: mettere fine alle cose come sono. Perfino in assenza di un qualsiasi contesto politico, le loro opere evocano, per un fuggevole momento, l'immagine di un mondo liberato e il dolore di un mondo alienato. (citato in Corriere della sera, 15 luglio 2006)“

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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„[... ] il lavoro alienato fa dunque:
3)della specifica essenza dell'uomo[... ] un'essenza a lui estranea, il mezzo della sua individuale esistenza; estrania all'uomo il suo proprio corpo, come la natura di fuori, come il suo spirituale essere, la sua umana essenza;
4)che un'immediata conseguenza [... ] è lo straniarsi dell'uomo dall'uomo. [... ] un uomo è estraniato dall'altro, come ognuno di essi dall'essenza umana.“

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Karen Horney 3
psichiatra e psicoanalista tedesca 1885 – 1952
„I conflitti nevrotici non si risolvono per decisione razionale. I tentativi di soluzione del nevrotico non sono soltanto inutili, ma dannosi. Però questi conflitti possono essere risolti cambiando la condizione interna della personalità che li ha fatti sorgere. Ogni pezzo di lavoro analitico bene eseguito cambia queste condizioni per il fatto che rende una persona meno debole, meno timorosa, meno ostile e meno alienata da se stessa e dagli altri.“

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