Frasi su allevatore

A proposito dei Patriarchi viene messo in rilievo che erano allevatori di bestiame fin dalla loro infanzia, come lo erano stati i loro genitori. E a ragione: poiché senza dubbio giusta servitù e giusto dominio si ha quando le bestie sono sottomesse all'uomo e l'uomo ha il dominio sulle bestie. Così infatti fu detto quando l'uomo fu creato: Facciamo l'uomo a nostra immagine e somiglianza; e abbia il potere sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutte le bestie che sono sulla terra (Gn 1, 26). Con ciò si fa vedere che la ragione deve avere il dominio su gli esseri privi di ragione. Ma a far sì che una persona divenisse schiava di un'altra persona è stato il peccato o l'avversità: il peccato, come è detto: Sia maledetto Canaan! Schiavo sarà dei suoi fratelli (Gn 9, 25); l'avversità, al contrario, come accadde allo stesso Giuseppe di diventare schiavo di uno straniero dopo essere stato venduto dai suoi fratelli. Pertanto furono le guerre a creare schiavi coloro ai quali nella lingua latina fu posto questo nome. Infatti un uomo che fosse stato vinto da un altro uomo e che per diritto di guerra poteva essere ucciso, poiché veniva invece salvato, fu chiamato servus (schiavo); per lo stesso motivo si chiamano anche mancipia (schiavi) perché sono stati manu capta (presi con la mano). Tra gli uomini vige anche l'ordine della natura per cui le donne siano soggette ai mariti e i figli ai genitori, poiché anche in questo caso è giusto che la ragione più debole sia soggetta alla più forte. Riguardo perciò al comandare e al servire è evidentemente giusto che coloro i quali sono superiori quanto alla ragione siano superiori anche quanto al comando. Quando quest'ordine di cose viene sconvolto nel nostro mondo dall'iniquità degli uomini o dalla diversità delle nature carnali, i giusti sopportano il pervertimento temporale per possedere alla fine la felicità eterna assolutamente conforme all'ordine. (da Questioni sull'Eptateuco, Libro I, § 153)

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Agostino d'Ippona 68
filosofo, vescovo, teologo e santo berbero con cittadina... 354 – 430

Anche un allevatore di asini, di cavalli e di buoi, che fosse tale quale Pericle fu, avrebbe la fama di essere un cattivo allevatore. (Socrate)

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Platone 151
filosofo greco antico -427 – -347 a.C.

Chiunque lasci intendere che esista una simbiosi perfetta tra l'interesse dell'allevatore e quello degli animali probabilmente sta cercando di venderti qualcosa (e non è fatta di tofu). (p. 183)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

Nel mondo dell'allevamento industriale le aspettative si sono capovolte. I veterinari non lavorano più per la salute ottimale, ma per la redditività ottimale. I farmaci non servono per curare le malattie, ma per supplire a sistemi immunitari distrutti. Gli allevatori non mirano a produrre animali sani. (p. 204)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

Se il vero valore di un atto è commisurato allo spazio che questo occupa nel cuore di colui che lo compie, l'ufficio cui si accingeva quella sera l'allevatore Charles Darton si sarebbe potuto equiparare a quello di un re. (cap. I, pagg. 61-62)

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Thomas Hardy 43
poeta e scrittore britannico 1840 – 1928

L'allevamento intensivo, che consente agli allevatori di rendere animali malaticci altamente redditizi grazie all'uso di antibiotici, altri farmaci e una reclusione molto controllata, ha prodotto creature nuove, talvolta mostruose. (p. 172)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

Quasi nessuno dei polli e tacchini in commercio è in grado di riprodursi, e nel manipolare i loro geni sono stati inseriti gravi disturbi congeniti (il pollame che mangiamo è senza prospettiva, perché è progettato per non vivere abbastanza da riprodursi). Poiché l'allevatore medio non può gestire un incubatoio in proprio, il controllo del patrimonio genetico da parte di poche aziende vincola gli allevatori e i loro animali al sistema industriale. (p. 252)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

Chi difende gli allevamenti intensivi di suini sostiene che le gabbie da parto sono necessarie perché a volte le scrofe possono schiacciare accidentalmente i piccoli. Questa affermazione è il frutto di una logica folle […]. Non è una sorpresa che, quando gli allevatori selezionano la scrofa per la riproduzione in base alla sua «predisposizione materna», se l'olfatto della madre non è sopraffatto dal fetore delle sue feci liquefatte e l'udito non è pregiudicato dal clangore delle gabbie metalliche, e se le si concede spazio sufficiente per controllare dove sono i piccoli e per muovere le gambe in modo da riuscire a sdraiarsi lentamente, non le è difficile evitare di schiacciarli. (pp. 200-201)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

Più che una serie di pratiche, l'allevamento industriale è un atteggiamento mentale: riduce ai minimi termini i costi di produzione e al tempo stesso ignora in modo sistematico o «esternalizza» costi come il degrado ambientale, le malattie umane e la sofferenza degli animali. Per migliaia di anni agricoltori e allevatori hanno tratto spunto dai processi naturali. L'allevamento industriale considera la natura un ostacolo da superare. (pp. 42-43)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

E poi, signor Chelifer, disse, non piace troppo, ai miei colleghi del consiglio e a me, non piace troppo quello che dite nel vostro articolo 'La coniglicoltura e la sua lezione all'umanità. Può essere vero che gli allevatori sono riusciti a produrre conigli domestici di un peso quattro volte superiore a quello sei conigli selvatici e con un cervello la metà più piccolo – può essere vero. Anzi, è vero. Ed è un notevole successo, signor Chelifer, molto notevole davvero. Ma non è una buona ragione per sostenere, come voi fate, signor Chelifer, che il lavoratore ideale, quello che gli eugenisti dovrebbero cercare di ottenere, sia un uomo otto volte più forte del lavoratore di oggi, dotato soltanto di un sedicesimo della sua capacità mentale. Non che io e i miei colleghi discordimamo completamente da quanto dite, signor Chelfier; lungi da ciò! Ogni benpensante deve riconoscere che il lavoratore moderno è troppo evoluto. Ma dobbiamo ricordarci, signor Chelifer, che molti dei nostri lettori appartengono proprio a quella classe.

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Aldous Huxley 164
scrittore britannico 1894 – 1963

Le fabbriche concentrazionarie produttrici di proteine animali si moltiplicano, sollecitando nello stesso tempo l'importazione di proteine vegetali del Terzo Mondo, meno costose. Le eccedenze di proteine animali raggiungono proporzioni tali che bisogna gettarle via o stoccarle. Poi bisogna correggere artificialmente il calo delle rendite degli allevatori – conseguente alla pletora – facendo appello alle risorse di tutti i cittadini. Bisogna infatti evitare qualunque danno al produttore, che deve continuare a produrre, trasfuso dalla collettività tramite la flebo delle sovvenzioni. L'intensificazione, quindi, continua inesorabile. (p. 35)

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Pierre Rabhi 15
agricoltore, scrittore 1938

L'agricoltura biologica ha un approccio sistemico, utilizzando le conoscenze di botanici patologi e genetisti, entomologi, microbiologi, allevatori e altri, per riorganizzare la terra in miniecosistemi, costituiti da reti di relazioni simbiotiche che interagiscono creando una comunità totale. La scienza dell'agricoltura biologica mette in discussione tutto ciò che l'Illuminismo ha definito come modo di funzionamento della scienza: abbiamo sempre pensato alla scienza come a uno strumento per sfruttare le ricchezze della natura; oggi, una nuova generazione di scienziati ha in mente qualcosa di completamente diverso, cioè usare la scienza per ristabilire rapporti ambientali e costruire comunità naturali.

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Jeremy Rifkin 50
economista, attivista e saggista statunitense 1945

Evidentemente, per la Lega è più importante difendere gli allevatori disonesti che mantenere salda l'alleanza con il Pdl. (citato in [http://www. giusepperuvolo. it/index. php? option=com_content&task=view&id=271 Quote latte: Ruvolo (Udc), spaccatura maggioranza è irreversibile], Sito ufficiale Giuseppe Ruvolo, 21 luglio 2010)

Giuseppe Ruvolo 11
politico italiano 1951

Viene spesso detto, come giustificazione del massacro degli animali, che per loro è meglio vivere ed essere macellati che non vivere per niente. [... ] In effetti, una volta ammesso che è un vantaggio per un animale essere messo al mondo, non c'è praticamente nessun trattamento che non possa essere giustificato dai presunti termini di un tale contratto. Il discorso si può applicare anche all'umanità. È stata, infatti, la giustificazione degli allevatori di schiavi; ed è logicamente una scusa altrettanto valida sia per lo schiavismo che per la pratica di mangiare carne. Garantirebbe ai genitori il diritto di applicare qualsiasi tipo di trattamento ai loro figli, i quali sono legati a loro, per il dono della vita che hanno ricevuto, da un debito di gratitudine che nessun servigio successivo potrà estinguere. E come negare lo stesso merito ai cannibali, se allevano le loro vittime umane per la tavola, come si dice che facessero alcune antiche popolazioni del Perù? (pp. 29-31)

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Henry Stephens Salt 28
attivista e saggista inglese 1851 – 1939

Se non fosse stato per l'acquisto di un libro sull'allevamento scientifico dei maiali, forse avrei abbandonato il teatro per diventare un allevatore, ma quel libro, che illustrava graficamente la tecnica per castrare gli animali, e l'idea di eseguire una simile operazione, gettarono acqua sul fuoco del mio entusiasmo; presto dimenticai il progetto. (p. 150)

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Charlie Chaplin 108
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977

Sembrate un allevatore di maiali, ma con quella stella sembrate un allevatore di maiali che si è messo a fare lo sceriffo! (Film Il grande silenzio)

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Klaus Kinski 4
attore e regista tedesco 1926 – 1991

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