Frasi su allusione

La morte (o la sua allusione) rende preziosi e patetici gli uomini. [... ] Tutto, tra i mortali, ha il valore dell'irrecuperabile e del casuale. Tra gl'Immortali, invece, ogni atto (e ogni pensiero) è l'eco d'altri che nel passato lo precedettero, senza principio visibile, o il fedele presagio di altri che nel futuro lo ripeteranno fino alla vertigine. Non c'è cosa che non sia come perduta tra infaticabili specchi. (da L'immortale)

Jorge Luis Borges foto
Jorge Luis Borges 134
scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino 1899 – 1986

[Per le elezioni politiche del 1963] Se la Dc, per forza grammaticale, è donna, come è che una donna può piacere? Ma se è bella e giovane, e cioè se è scopabile [... ] Dunque facciamo una Dc fanciulletta; naturale che dovrà essere una fanciulletta per bene col mazzolin di fiori; al postutto il messaggio si rivolge ai buoni cattolici. Ma al di sotto, l'allusione è sessuale, ovvero è fallocentrica, e non ci è sfuggito neppure l'ufficio propaganda del più sessuofobo partito d'Italia. (da La donna è nubile, in Adriana Sartogo, Le donne al muro)

Umberto Eco foto
Umberto Eco 211
semiologo, filosofo e scrittore italiano 1932 – 2016

Tutto il realismo psicologico di questo ritratto di un re, infatti, che fece sembrare allora il saggio quasi un libello denigratorio (e qualche stupido lo ha veramente considerato tale), non riesce a eliminare o per lo meno nascondere la sua tendenza guerrafondaia e la continua allusione al «giorno e all'ora» del 1914. Sia pure. Voglio concedere al pezzo il posto cronologico e autobiografico che gli compete in questo volume.
Sembra però che l'istinto politico, una volta che sia stato violentemente risvegliato alla pura follia, come accadde a me per gli sconvolgimenti degli anni 1914-1918, riacquisti subito un equilibrio con la personale intelligenza. Ad ogni modo io ho intuito con tormentosa chiarezza il terribile pericolo con cui ciò che si denominava nazionalsocialismo minacciava la Germania, l'Europa e il mondo; questo subito, all'epoca in cui il mostro si sarebbe potuto annientare facilmente. Proprio allora io mi opposi ad esso, con consapevoli ammonizioni, quando, mascherato come culto del profondo, rivoluzione conservatrice e nobile oscurantismo spirituale, preparava il cammino alla catastrofe. (premessa alla ristampa del 1953, p. 4)

Thomas Mann foto
Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955

Il sommo discernimento relativo all'energia (kuṇḍalinī) comporta dunque tredici tappe. E in tutti i trattati del Trika, Śiva stesso vi fa allusione. (3)

Somānanda 6
filosofo indiano 875 – 925

Plutarco, nato cinquant'anni dopo Cristo, storico eminente e minuzioso, il quale non avrebbe potuto ignorare Cristo e le sue gesta, ove si fossero realmente prodotti, nelle sue opere numerose non ha un solo passo che faccia un'allusione qualunque sia al capo della nuova setta che ai suoi discepoli.

Emilio Bossi foto
Emilio Bossi 26
politico, giornalista e avvocato svizzero

Il sesso resterà sempre un mistero. Quando ero al liceo o andavo all'università, la sessualità era sempre in piena età vittoriana, era tabù. Se si pensava che una ragazza lo faceva, questo scatenava pettegolezzi e discussioni. Ci saranno sempre storielle e allusioni scherzose sul sesso, ma le nuove generazioni sono più libere.

Jim Morrison foto
Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971

Lo Smemorato di Cologno (Fiorello): In questo momento sto passando davanti ad una casa con un giardino. Baldini, ci siamo! Devo essere uno molto famoso!
Baldini: E cos'è che glielo fa pensare, scusi?
Lo Smemorato di Cologno (Fiorello): Perché nel giardino di questa casa ci sono sette, dico sette, statue a grandezza naturale che mi raffigurano. [È un'allusione alle statuette dei sette nani che tipicamente vengono messe nelle aiuole a scopo decorativo].

 Fiorello foto
Fiorello 40
showman, imitatore e conduttore radiofonico italiano 1960

[Macalda, nel suo secondo incontro con Pietro d'Aragona, risponde a due domande del re, facendo allusione alle sue mire su di lui] Finalmente il Re, sendosi accorto come a lei facea noia l'andarsene, cercò con la mente un altro mezzo per allontanar la disonesta opera; si volse dunque a colei e disse: «che è quello che vie più temi?» ed essa: «che mio marito muoia»; e di nuovo il Re: «che è quello che più ami?» e la donna: «quello che più amo non è mio». (cap. LI)

Bartolomeo di Neocastro 4
1240 – 1293

[G]iunto davanti al Colosseo – simbolo omicida dell'imperialismo dell'antica Roma – Giovanni Paolo II si fermò, e parlò col consueto vigore profetico potenziato dal suo esotico italiano, e disse additando l'orribile edificio: «Anche l'impero romano alla fine cadde!». Da poche ore le bombe "intelligenti" di Bush avevano incominciato a devastare Bagdad. L'allusione era inequivocabile. E l'imbarazzo fu tale che soltanto un notiziario radio alquanto antelucano diede conto di queste parole, laddove i giornali – grandi, meno grandi, piccoli – cancellarono la frase. (p. 92)

Luciano Canfora foto
Luciano Canfora 34
filologo classico, storico e saggista italiano 1942

[Il materialismo] Dottrina, che pel suo idealismo poco circospetto, non solo la fede, ma la stessa ragione offende (il sistema di KANT): farebbe mestieri far aperto gli errori pericolosi, cosi alla Religione, come alla Morale, di quel psicologo franzese, il quale ha sedotte le menti, (COUSIN), con far osservare come la di lui filosofia intraprendente ed audace sforza le barriere della sacra Teologia, ponendo innanzi ad ogn'altra autorità la propria: profana i misteri, dichiarandoli in parte vacui di senso, ed in parte riducendoli a volgari allusioni, ed a prette metafore; costringe, come faceva osservare un dotto Critico, la rivelazione a cambiare il suo posto con quello del pensiero istintivo e dell'affermazione senza riflessione, e colloca la ragione fuori della persona dell'uomo dichiarandolo un frammento di Dio, una spezie di pandeismo spirituale introducendo, assurdo per noi, ed al Supremo Ente ingiurioso, il quale reca onda grave alla libertà del medesimo, ec, ec. (da Memorie risguardanti la dottrina frenologica, 2, pp. 15-16)

Luigi Ferrarese foto
Luigi Ferrarese 1
psichiatra e politico italiano 1795 – 1855

Viene spesso citato un detto di Coleridge: che gli uomini nascono platonici o aristotelici. Anche se dentro ad esso si può immaginare una lunga vicenda di antitesi, l'intuizione del poeta ha colto una fondamentale distinzione tra due attitudini dell'intelletto umano; e poco importala definizione che di volta in volta è stata proposta dei due termini dell'antitesi – astrazione contro concretezza – visione dell'universale contro visione del particolare – o che potrebbe ora proporsi come «storicizzazione» contro «naturalizzazione». Ma il poeta ha anche avvertito nella dottrina platonica – come nell'insegnamento socratico – un'ispirazione che è comune alla poesia e all'arte divinatoria: che soccorre il il filosofo nell'allusione a esperienze intellettuali incomunicabili o nella figurazione di speranze oltremondane, e gli permette di trasfondere in testi intensamente meditati il fascino della parola dei vati. (p. 7)

Giovanni Pugliese Carratelli foto
Giovanni Pugliese Carratelli 4
storico italiano 1911 – 2010

[A proposito del romanzo Un vicolo di Mosca di Michaìl Andreevič Osorgìn] Come in ogni opera, in questo romanzo l'invenzione è mescolata con la verità, con la verità stessa della vita di quegli anni. L'autore e non il suo eroe era nella folla davanti alla caserma, quando ai soldati fu ordinato di sparare a salve; e lui stesso, pernottando per caso presso dei conoscenti, aspettava se avessero o no sfondata la porta, durante l'ormai epidemica perquisizione notturna... Il vecchio ornitologo, uno dei personaggi principali del romanzo, non è altri che il professor Menzbir [M. A. Menzbir, 1855 - 1935, accademico russo], portò una volta le patate gelate in slitta, accettò la proposta di prestare aiuto e raccontò con gioia di una edizione straniera dei suoi lavori; in qualche luogo ancora lo ricordano! L'ornitologo non è il ritratto del prof. Menzbir, il quale ne fu solo il prototipo. Tutto è così nel romanzo: un'allusione trasformata in un quadro; un grande avvenimento, appena notato con un semplice tratto. (citato in Ettore Lo Gatto, prefazione a Michaìl Andreevič Osorgìn, Un vicolo di Mosca, Bompiani, 1968)


Riattraversammo l'avenue Gabriel, affollata dal passeggio. Feci sedere la nonna su una panchina e andai a cercare una vettura. Lei, nel cui cuore mi ero sempre messo per giudicare anche la persona più trascurabile, mi stava ora davanti chiusa e lontana, era diventata una parte del mondo esterno; e io mi trovavo obbligato a tacerle quello che pensavo del suo stato, la mia inquietudine, più di quel che avrei fatto col primo che passava: non avrei potuto parlargliene con maggior sincerità che con un estraneo. Essa mi aveva restituito i pensieri, i dolori che, dalla mia infanzia, le avevo confidati per sempre. Non era morta ancora, ma io ero già solo. E persino quelle allusioni che essa aveva fatto ai Guermantes, a Molière, alle nostre conversazioni sul «piccolo clan», prendevano un'aria senza base, gratuita, fantastica; perché uscivano da quello stesso essere che, domani forse, non sarebbe più esistito, per il quale queste cose non avrebbero più nessun senso: da quel nulla – incapace di accoglierle – che sarebbe divenuta presto la nonna. (incipit del vol. II; 1985, p. 339)

Marcel Proust foto
Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922

[su Margherita di Valois] La giovane sposa, figlia di Enrico II, era la perla della co­rona di Francia, Margherita di Valois, che con affettuosa fa­miliarità il re Carlo IX chiamava sempre mia sorella Margot. Certo, accoglienze tanto lusinghiere non erano mai state più meritate di quelle che si facevano in quel momento alla nuova regina di Navarra. Margherita a quel tempo aveva appena vent'anni, e già era oggetto delle lodi di tutti i poeti che la paragonavano alcuni all'Aurora altri a Venere citerea. Era in realtà la bellezza senza rivali di quella Corte nella quale Ca­terina de' Medici aveva riunito, per farne le proprie sirene, le più belle donne che aveva potuto trovare. La giovane sposa aveva i capelli neri, il colorito brillante, gli occhi voluttuosi velati da lunghe ciglia, la bocca rossa e fine, il collo elegante, il corpo tornito e snello e, perduto in una pianella di seta, un piede di bambina. I francesi cui apparteneva, erano fieri di vedere sbocciare nella loro terra un così splendido fiore e gli stranieri di passaggio per la Francia ripartivano abbagliati dalla sua bellezza se l'avevan soltanto vista, storditi dalla sua cultura se avevano parlato con lei. Certo è che Margherita era non soltanto la più bella, ma anche la più colta delle don­ne del suo tempo; si citava la frase di un dotto italiano che le era stato presentato e dopo aver parlato con lei un'ora in ita­liano, in spagnolo, in latino e in greco, l'aveva lasciata dicen­do nel suo entusiasmo:
«Vedere la Corte senza vedere Margherita è non vedere né la Francia, né la Corte».
Così i panegirici non mancarono al re Carlo IX e alla gio­vane regina di Navarra; si sa quanto gli ugonotti siano fecon­di. Inevitabilmente, allusioni al passato e domande per l'av­venire furono accortamente insinuate in mezzo a quegli indi­rizzi al re; ma a tutte le allusioni egli rispondeva con le sue labbra pallide e il suo sorriso astuto:
«Nel dare mia sorella Margot a Enrico di Navarra, io do il mio cuore a tutti i protestanti del regno».
La frase rassicurava gli uni e faceva sorridere gli altri poi­ché aveva in realtà due sensi: uno paterno e del quale in buo­na coscienza Carlo IX non voleva sovraccaricare il suo pen­siero; l'altro ingiurioso per la sposa, per il marito e anche per chi lo pronunciava, poiché ricordava alcuni sordi scandali con i quali la cronaca di Corte aveva già trovato il modo di lordare la veste nuziale di Margherita di Valois. (pp. 26-27)

Alexandre Dumas (padre) foto
Alexandre Dumas (padre) 77
scrittore francese 1802 – 1870

Ho imposto questa penitenza alla signora, non per giuoco o crudeltà, ma per il migliore dei motivi; e non me ne scuserò pertanto con lei quando ritornerà:—L'ho fatto per rintuzzare un gusto pernicioso insinuatosi in altre migliaia di persone oltre a lei,—di leggere tutto di seguito, più in cerca dell'avventura, che della profonda erudizione e conoscenza che un libro di questo stampo, se letto come dovrebbe, non può mancare di impartire loro.——La mente dovrebbe abituarsi a fare sagge riflessioni e trarre interessanti conclusioni mentre procede nella lettura; un'abitudine che fece affermare a Plinio il Giovane, «Di non avere mai letto un libro tanto brutto, da non averne tratto alcun profitto». La storia della Grecia e di Roma, letta affrettatamente senza questa attitudine e applicazione,—è meno utile, dico io, della storia di Parismus e Parismenus, o dei Sette Campioni di Inghilterra, per sopra mercato. [... ]
È una terribile sfortuna per questo mio libro, ma ancor più per la Repubblica delle Lettere;—tanto che lamia viene inghiottita senza sforzo se si considera quella,--che questa stessa abbietta brama di nuove avventure in ogni cosa, si sia così profondamente insinuata nelle nostre abitudini e umori,—e che siamo così intenti a soddisfare l'impazienza della nostra concupiscenza per questa via,—che non mandiamo giù se non le parti più grossolane e carnali di una composizione:—Le sottili allusioni e le scaltrite informazioni della scienza fuggono, come spiriti, verso l'alto;——le pesanti digressioni morali verso il basso; e tanto le une che le altre sono perdute per il mondo non più di quanto lo sarebbero se fossero rimaste in fondo al calamaio.
Mi auguro che al lettore non ne siano sfuggite molte, interessanti e curiose come questa, nella quale è stata pizzicata la lettrice. Vorrei che ottenesse il suo effetto;—e che tutta la brava gente, maschi e femmine, potesse apprendere, dal suo esempio, non solo a leggere ma a pensare. (vol. I, cap. XX; 1982, p. 57)

Laurence Sterne foto
Laurence Sterne 35
scrittore britannico 1713 – 1768

Se mi stai ascoltando e pensi "Capa, ma che pezzo originale" | sei più banale dell'allusione sessuale sulle banane. (da Canzone all'entrata, n. 1)

 Caparezza foto
Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973

Mostrando 1-16 frasi un totale di 29 frasi

Articoli

I 18 principi di vita e felicità secondo il Dalai Lama

Il titolo onorifico di Dalai Lama è tratto da Una parola della Combinazione mongola Dalai, Che significa Oceano e Equivalente Lama, i tibetani della Parola sanscrita Guru, ovvero Maestro spirituale.