Frasi su ambientalista

Chi mangia regolarmente prodotti ricavati da animali allevati in modo intensivo non può definirsi ambientalista senza disgiungere la parola dal suo significato. (pp. 67-68)

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Jonathan Safran Foer 162
scrittore statunitense 1977

Negli anni '80 cavalca il nucleare e si disintegra i calzoni! È spesso nel mirino degli ambientalisti, ma si prende la rivincita quando un uomo nutrito con prodotti Carter & Carter trionfa al grand prix delle nazioni galoppando a 1'12 al km!

Walter Fontana 105
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957

Gli ambientalisti progressisti e misantropi ci ammanniscono una dieta costante di rimbrotti circa il modo in cui "noi", in quanto specie, siamo responsabili del degrado ambientale. [... ] Il messaggio della rappresentazione era uno solo, fondamentalmente antiumano: sono gli individui come tali, non la società rapace e coloro che ne beneficiano, ad essere responsabili degli squilibri ecologici. (pp. 18-19; citato in Varengo 2007, p. 82)

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Murray Bookchin 30
scrittore statunitense 1921 – 2006

L'amore per le parole, il gusto del linguaggio, la certezza che non sia un mezzo di comunicazione ma un luogo di verità e comunione, uno spazio in cui il mondo si raccoglie e che quindi dobbiamo sforzarci di curare e parlare bene, è questo ciò che unisce antichi e moderni contro la com dei tecnocrati, le bombe dei teocrati e i nitriti dei fanatici ambientalisti.

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971

Parlare di "limiti di crescita" in seno ad un'economia di mercato capitalistica non ha alcun senso, così come non ne ha parlare di limiti della guerra in una società guerriera. Gli scrupoli morali cui oggi danno voce tanti ambientalisti sapientoni sono tanto ingenui quanto quelli delle multinazionali sono fasulli. li capitalismo non può essere "persuaso" a porre un freno al suo sviluppo, così come non si può "persuadere" un essere umano a smettere di respirare. I tentativi di realizzare un capitalismo "verde", o "ecologico", sono condannati all'insuccesso a causa della natura stessa del sistema, che è un sistema di crescita continua. (p. 99; citato in Varengo 2007, p. 34)

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Murray Bookchin 30
scrittore statunitense 1921 – 2006

Sappiamo che esiste un animalismo classico, potremmo dire animalista, che sostiene i diritti di tutti gli esseri senzienti e combatte la discriminazione sottolineando la continuità biologica e psicologica tra l'uomo e gli altri animali. C'è poi un animalismo che potremmo definire ambientalista. In questo caso si insiste sul danno arrecato all'ambiente dagli allevamenti intensivi, sullo spreco di risorse come acqua e cereali dovuto all'alimentazione carnivora e così via. Io sostengo anche la causa di un animalismo che definisco umanista. Da un lato, a chi mi fa notare che nessun animale ha raggiunto risultati paragonabili a quelli umani in termini di intelligenza e creatività, rispondo che è indiscutibilmente vero, ma che proprio questa superiorità accresce i doveri umani. Noblesse oblige dicono i francesi, non oblesse exempte. La nobiltà, il rango, comportano più obblighi, non più privilegi. E quindi aggiungo un altro elemento al mio animalismo umanista, la pietà per il boia. [... ] E il mio pensiero va a quegli operai che lavorano nei mattatoi, spesso persone senza tutele, ricattabili, magari immigrati messicani negli Stati Uniti senza permesso di soggiorno. A loro viene delegato il compito di uccidere, passando giornate intere immersi nella merda e nel sangue. È da questo pensiero che nasce la mia proposta, che nessun parlamento vorrà mai esaminare, di istituire un "servizio carnefice" obbligatorio per i carnivori: almeno una settimana all'anno da passare lavorando in un mattatoio. Io credo che dobbiamo liberare la nostra umanità dalle sue barbarie. Anche questa è una possibile finalità per la lotta animalista.

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Luigi Lombardi Vallauri 18
filosofo italiano 1936

In trent'anni di storia il movimento del fair trade ha innestato, sul nucleo culturale originario, altri contributi provenienti dal movimento ambientalista e dal movimento per i diritti umani. [... ] Resta comunque forte il «focus primario» che ha fatto nascere il movimento per un commercio equo: la libera associazione dei produttori e dei consumatori per la ricerca di un prezzo dei prodotti del lavoro umano che risponda di più ai bisogni vitali e meno alle cosiddette leggi di mercato.
Questo obiettivo di fondo avvicina il movimento del fair trade ad alcune istanze che furono patrimonio del «socialismo utopistico», in particolare al pensiero proudhoniano che metteva al centro del suo programma la libera associazione tra piccoli produttori. Cambia però la strategia per arrivare a questo obiettivo comune. Per Proudhon, come per altri esponenti del «socialismo utopistico», bisognava eliminare la proprietà e abbattere lo Stato per realizzare l'anarchia positiva, cioè una società a economia decentralizzata e non autoritaria, in cui i lavoratori sarebbero stati i soli padroni della loro produzione, nonché i soli padroni di tutta la società. Diversamente, il movimento del fair trade punta a incidere sia sul mercato capitalistico, sia sulle istituzioni, attraverso un meccanismo di campagne di sensibilizzazione e lobbying, e, nello stesso tempo, costruendo hic et nunc delle alternative concrete. (cap. IV, 2, p. 86)


Nel mondo occidentale le associazioni ambientaliste, pur talvolta coi difetti dell'estremismo e con politiche poi dimostratesi errate, hanno avuto il merito indubbio di pungolare i legislatori e gli industriali, in modo da rendere meno antiecologici i processi produttivi e da indirizzare addirittura i consumi verso prodotti e materiali più sani e compatibili con l'ambiente. (da Il segreto della chimica, p. 100)

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Gianni Fochi 13
divulgatore scientifico e giornalista italiano 1950

Spesso i gruppi ambientalisti mostrano gravi lacune nella conoscenza delle tematiche scientifiche di cui si occupano, ma possiedono ottime capacità di comunicazione che consentono loro di creare slogan efficaci, doti di cui gli scienziati sono purtroppo drammaticamente carenti. (libro Pane e bugie: La verità su ciò che mangiamo. I pregiudizi, gli interessi, i miti, le paure)

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Dario Bressanini 16
chimico e divulgatore scientifico italiano 1963

Ne va non solo della bellezza del mondo (animalismo ambientalista) e della vivibilità della condizione umana (animalismo animalista) ma anche dell'onore dell'uomo (animalismo umanista): il modo in cui vengono trattati gli animali disonora l'umanità. (p. 55)

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Luigi Lombardi Vallauri 18
filosofo italiano 1936

Sono stanco di questi ambientalisti moralisti, questi bianchi borghesi liberali che pensano che l'unica cosa sbagliata di questo paese sia il fatto che non ci sono abbastanza piste ciclabili. Persone che provano a rendere il mondo sicuro per le proprie Volvo. Per di più agli ambientalisti non frega niente del pianeta, non in modo idealistico. Sapete a cosa sono interessati? A un posto pulito in cui vivere. Al proprio habitat. Sono preoccupati che in futuro potranno essere disturbati. Insomma, l'egoismo non illuminato non mi impressiona. Per di più non c'è niente che non vada nel pianeta! Niente che non vada! Il pianeta sta bene. Sono le persone ad essere fottute.

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George Carlin 46
comico, attore e sceneggiatore statunitense 1937 – 2008

Il sistema di implicazioni semantiche «naturale = sicuro = innocuo = moralmente buono» è diventato una sorta di «mantra» ideologico che tiene in stato di ipnosi una buona parte della società occidentale. Si tratta di una equazione che viene acriticamente utilizzata sul versante della bioetica medica dalle confessioni religiose, e su quello della bioetica applicata alle biotecnologie agroalimentari dai movimenti ambientalisti. Quasi nessuno sembra più consapevole che la civiltà occidentale è riuscita a progredire sino ai livelli che esperiamo quotidianamente assumendo come vero, fino a pochi decenni fa, l’esatto contrario! Se nel mondo occidentale la speranza di vita alla nascita è raddoppiata durante l’ultimo secolo è perché la medicina e varie tecnologie hanno consentito di mettere sotto controllo una serie di rischi «naturali» che minacciavano l’esistenza umana, tra cui fondamentalmente le infezioni. Inoltre va da sé che i prodotti cosiddetti naturali non sono tutti per forza innocui, visto che una significativa parte dei cancerogeni che assumiamo vengono dalle piante, che li sintetizzano per la loro difesa. (libro Pane e bugie: La verità su ciò che mangiamo. I pregiudizi, gli interessi, i miti, le paure)

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Dario Bressanini 16
chimico e divulgatore scientifico italiano 1963

Affronta i fatti, tutte queste organizzazioni ambientaliste sono vecchie di trenta, quaranta, cinquant'anni. Hanno grandi edifici, grandi impegni, parecchio personale. Possono commerciare sui loro sogni di giovinezza, ma la verità è che sono ora parte dell'autorità. E l'autorità lavora per conservare lo status quo. Lo fa e basta.

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Michael Crichton 48
scrittore e regista statunitense 1942 – 2008

Nel 2018 il mondo sarà diviso in due blocchi: a Ovest con Internet e a Est con una dittatura orwelliana. Nel 2020 ci sarà la Terza guerra mondiale (durerà vent’anni) che spazzerà via San Pietro e Notre-Dame e altri simboli. Si useranno armi batteriologiche e il clima sarà stravolto e il mare si alzerà di 12 metri. La popolazione si ridurrà a un miliardo e finirà il petrolio. Nel 2040 trionferà la rete democratica (Internet) e nel 2043 gli ambientalisti divideranno il pianeta in migliaia di comunità governate dalla rete. Nel 2047 ciascuno avrà la sua identità elettronica in un network sociale e i passaporti saranno aboliti. Nel 2050 un brain trust collettivo risolverà ogni problema mentre nel 2054 ci saranno le prime elezioni mondiali in rete, dopodiché spariranno religioni, partiti e governi nazionali. (libro Ve lo do io Beppe Grillo)

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Andrea Scanzi 75
giornalista e scrittore italiano 1974

Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180

La salvaguardia degli animali, le questioni ambientaliste, la salute... La scelta vegan mi ha convinto da tutti e tre questi punti di vista.

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Emily Deschanel 4
attrice statunitense 1976

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