Frasi su ampiezza

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Adolf Hitler 106
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Non è l'ampiezza della libertà individuale a significare un alto grado di civiltà. È piuttosto, nell'ambito di un'organizzazione che riunisca la quasi unanimità degli uomini in una medesima razza, la limitazione di tale libertà. Se agli uomini si lascia tutta la loro libertà, eccoli comportarsi come scimmie. (11 aprile 1942)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„[Il potere esercitato sull'individuo dall'apparato tecnico-produttivo ed organizzativo dello Stato moderno. ] Questa coercizione, che sottometteva la vita dell'individuo a una volontà irresistibile, si manifestava al fronte con una chiarezza spaventosa. La lotta raggiungeva dimensioni gigantesche, rispetto alle quali il destino del singolo scompariva. L'ampiezza e la mortale solitudine dei campi, l'effetto a distanza delle macchine di acciaio e il rinvio di qualsiasi movimento alle ore della notte calavano sugli eventi la rigida maschera dei titani. Ci si scagliava verso la morte senza vedere il nemico; si veniva colpiti senza sapere da che parte arrivava lo sparo. [... ] La decisione risultava da un calcolo aritmetico: chi poteva ricoprire con la maggior quantità di colpi un determinato numero di metri quadrati, aveva la vittoria in pugno. La battaglia era un brutale scontro di masse, una lotta sanguinosa della produzione e dei materiali. (p. 12)“


Giorgio Colli 6
filosofo e filologo italiano 1917 – 1979
„Ogni filosofo vuol trovare un senso – ossia un'unità – del mondo; ma gli oggetti che deve considerare sono infiniti, e i nessi concettuali che deve stabilire tra di essi sono, se possibile, ancora più infiniti. Il vigore di un filosofo è misurato dall'ampiezza di questa rete, che egli getta sulle cose, tentando di afferrarle e di stringerle. Ma ciò che conta ugualmente, è la quantità del tessuto di questa rete. La bava del ragno dev'essere rilucente e uniforme, e tenue abbastanza da ingannare la preda. È la forza dello sguardo, che stabilisce questa unità, lucida e avvolgente. Per profondità di un filosofo, si intende appunto ciò, e, dopo i greci, nessun filosofo è stato profondo nella misura di Spinoza. (ibidem)“

Giorgio Colli 6
filosofo e filologo italiano 1917 – 1979
„Chi si accinge a leggere l'Ethica, si trova anzitutto di fronte a difficoltà grandissime: le definizioni, gli assiomi, le proposizioni, gli scolii, si presentano come bastioni inespugnabili, quasi isolati e ostili gli uni agli altri. Ma approfondendo l'indagine, cioè scendendo nei cunicoli sotterranei di ciascun bastione, si scoprono i collegamenti. Per inoltrarsi nel buio di quelle gallerie, occorre possedere un cuore fermo, e un occhio notturno. I contrasti tra i pensieri spinoziani vanno attenuandosi, man mano che si segue centrifugamente la loro concatenazione. E chiunque si compiaccia di indugiare sull'incompatibilità di due proposizioni, dovrebbe ragionevolmente dubitare dell'ampiezza del proprio respiro intellettuale, prima che della coerenza di Spinoza. Perché il punto dove convergono i pensieri di costui – l'unità della sua visione – è sepolto in un abisso, e occorrono giorni e mesi di meditazione, per scavare sino in fondo il pozzo di ogni singola proposizione (dalla prefazione a Spinoza, Etica)“

Augusto Guerriero 32
giornalista e scrittore italiano 1893 – 1981
„Ora, una volta costituito un ordinamento giuridico, sembra che la libertà consista non più nell'ampiezza della sfera che quel limite lascia all'individuo ma nella certezza di quel limite; nella certezza del diritto comune. La certezza che ciascuno abbia, di non dover obbedienza ad altri che alle leggi e alle autorità costituite secondo le leggi, di non dovere altre prestazioni, oltre quelle prescritte dalle leggi, di non dover incorrere ad altre pene, oltre quelle previste dalle leggi; è questa la vera libertà. Concetto non filosofico, ma di semplice diritto positivo, e che può sembrare "filisteo", e che, tuttavia, è la sola base sicura di un ordinato vivere civile.“

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Yoshida Kenkō 10
scrittore giapponese 1283 – 1350
„Quando si usa la mente secondo una visione rigida e angusta delle cose, si entrerà in conflitto con esse e si avrà sempre la peggio. L'ampiezza di vedute e la dolcezza non provocano mai il minimo danno. (p. 125)“

Pietro Diana 4
pittore, incisore e disegnatore italiano 1931 – 2016
„Il senso del Sacro è una delle tante componenti dell'animo umano, anche se nel tempo si è molto ridimensionato. Il nostro contesto culturale è rimasto quello della tradizione cristiana e cattolica. Ma è difficile possano ripetersi i fasti del passato, che erano stati resi possibili dalla concomitante presenza di geni dell'arte, di esponenti della Chiesa illuminati e competenti, e di disponibilità economiche grandiose. In tempi recenti, Papa Roncalli conosceva personalmente Manzù e gli concesse carta bianca: non è da tutti. Papa Montini aveva come segretario Monsignor Pasquale Macchi, persona notevole per competenza e buon gusto. Oggi il Cardinal Ravasi è un esponente di vastissima cultura e di sicure competenze, ma non credo sia in grado di commissionare grandi opere. Oltre alla preparazione e all’ampiezza di orizzonti (che non è detto coincidano sempre) occorrono anche mezzi finanziari e volontà d’impiegarli per la cultura e l’arte.“

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Ángel de Saavedra 3
scrittore, poeta e drammaturgo spagnolo 1791 – 1865
„Il carattere peculiare di questo magnifico resto della più remota antichità è quello della grandezza e della solidità. Si vedono in esso i primi passi, primi sì, ma già sicuri e arditi, dell'arte che doveva inventare il maestoso ordine dorico e costruire il Partenone di Atene. Il Tempio di Nettuno a Pesto è pesante, ma di proporzioni tanto esatte e belle, che la sua pesantezza è eleganza, e spariscono, nel contemplare l'intera mole dell'edifizio, la troppa robustezza delle sue colonne, la massa enorme dei suoi capitelli, l'ampiezza e lo spessore dei suoi architravi, il volo slanciato delle sue cornici. (citato in Pestum e il Cilento, p. 56-57)“


Isabella Vincentini 25
poetessa, saggista e critico letterario italiana 1954
„Un tempo fui fanciullo e fanciulla | e il demone che incrocia i destini | l'anima mi mutò in terra | e non pose nel cielo o la luna | sede all'ampiezza dei sogni | ma li condannò alla fuga | a cui non tien dietro il piacere | percosso da voglie repentine. (Al dio vagante, p. 13)“

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Marie Curie 4
chimica e fisica polacca naturalizzata russa e in seguit... 1867 – 1934
„Ho potuto apprezzare la lucidità della sua mente, l'ampiezza della sua documentazione e la profondità delle sue conoscenze... Ci sono buoni motivi per considerarlo un fisico di grandi speranze e uno dei massimi teorici del futuro.“

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Daniel Pennac 154
scrittore francese 1944
„Gli orari della vita dovrebbero prevedere un momento, un momento preciso della giornata, in cui ci si potrebbe impietosire sulla propria sorte. Un momento specifico. Un momento che non sia occupato né dal lavoro, né dal mangiare, né dalla digestione, un momento perfettamente libero, una spiaggia deserta in cui si potrebbe starsene tranquilli a misurare l'ampiezza del disastro. Con queste misure davanti agli occhi, la giornata sarebbe migliore, l'illusione bandita, il paesaggio chiaramente delineato. Ma se si pensa alla propria sventura tra due forchettate, con l'orizzonte ostruito dall'imminente ripresa del lavoro, si prendono delle cantonate, si valuta male, ci si immagina messi peggio di come si sta. Qualche volta, addirittura, ci si crede felici! (XXXV; p. 182)“

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Leonard Trelawny Hobhouse 2
politico britannico 1864 – 1929
„Il vero fine del Socialismo, quindi, è in primo luogo etico. Non è la subordinazione dell'uomo alla macchina dello Stato, ma l'uso dello stato per fini etici, cioè umani. La politica, sembra necessario ripetere ancora, è a buon diritto subordinata all'etica [... ] e nel mondo moderno la vita umana ha maggiore ampiezza e ricchezza della vita dello Stato.“


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Morando Morandini 3
critico cinematografico italiano 1924 – 2015
„La dolce vita ci sembra, insieme, la conferma di un percorso spirituale e il suo superamento. Nella sua estrema libertà di costruzione, e nell'ampiezza del quadro, il film non manca di concessioni, dispersioni e residui ma in misura molto più ridotta che nel passato; sono pause senza un peso determinante e che spesso d'altronde trovano suggestive accensioni poetiche. (da Schermi, III, 20, Milano, gennaio-febbraio 1960“

„Senza andare nello specifico, posso affermare che è presente una somiglianza strutturale con Il sesto senso. In Fight Club lo stravolgimento finale non è lo scopo finale del film ed è integrato in modo più efficace con l'intera storia. Se riesci a dedurre la cosiddetta "sorpresa" ne Il sesto senso in anticipo rispetto a quando il regista lo ha programmato, è difficile non vedere il film come una prolissa e irregolare palese manipolazione. Al contrario Fight Club possiede la profondità e l'ampiezza per padroneggiare l'attenzione dello spettatore e rispettare chi riesce a svelare il presuntuoso stravolgimento al centro della trama prima che venga esplicitamente rivelato. È anche interessante notare che questo non accade proprio alla fine, quindi, sebbene sia un aspetto importante di Fight Club, non determina il successo o il fallimento del film.“

Giuseppe Mesirca 2
saggista italiano 1910 – 1995
„Una prosa che ha l'ampiezza e la varietà del movimento delle onde marine, ora lento ora increspato da sussulti repentini, a cui succedono larghi di immensa quiete, come scandita sul ritmo della musica di Wagner, e che anticipa di poco e quasi prepara quella non meno maliosa di Hofmannsthal [... ]. (p. 31)“

Albert Mockel 1
1866 – 1945
„Molti artisti contemporanei, – compreso l'autore di questo articolo – hanno subito crisi simili e confuso l'énorme con il grande, la violenza con l'energia. Ma è generalmente una follia romantica della gioventù e quella d'un tempo in cui il cuore si esalta a caso prima che il gusto abbia scelto. Il fatto strano è che essa si sia verificata in Van Lerberghe all'età di quarant'anni, come un improvviso richiamo delle forze dell'adolescenza in un'anima poco a poco rinnovata. Questo ribollire disordinato non è certo inutile ed il genio di Emile Verhaeren ha potuto trarne soprendenti capolavori. In Van Lerberghe esso si è presto contenuto e si è risolto in lirismo.
No, certo, questo nuovo stato non si è riflesso direttamente nella sua opera, ma senza dubbio è servito a darle una più viva ampiezza. Lui, Charles Van Lerberghe non somigliava più al poeta. Aveva da poco iniziato l'ammirevole Chanson d'Eve, e mi mostrò anche l'abbozzo di una commedia leggendaria in tre atti che nulla doveva allo stoicismo. Era una sorta di satira, di spirito pagano, insieme ironica e veemente. Io terminavo le ultime pagine di Clartés e lavoravo ancora ad alcune Banalités indiscrètes impertinenti e talvolta sbrigliate. Essendoci scambiati i nostri scritti, restammo stupefatti; poiché singolare era il contrasto fra il profondo accordo di tutte le nostre tendenze di artisti e la divergenza del nostro spirito. Ma la trasformazione proseguiva in Charles Van Lerberghe e a sua insaputa. A Firenze, dove vivemmo insieme per molti mesi era improvvisamente ridivenuto il sognatore di un tempo. Non lo stesso, tuttavia; era gioioso, più appassionato di ciò che la vita contiene, più lirico. E, in verità, il lirismo trionfa lungo tutti questi poemi della Chanson d'Eve, molti dei quali furono scritti in un giardino di oleandri, all'ombra della vecchia torre che corona la collina di Arcetri, mentre un immenso paesaggio mostrava in lontananza l'Arno che bagnava i palazzi fiorentini.“

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