Frasi su anfiteatro


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Ray Bradbury 62
scrittore statunitense 1920 – 2012
„C'era un gran silenzio nella notte fonda di Marte, il silenzio che regna in un pozzo freddo e buio, con le stelle che scintillavano nelle acque dei canali e, respirando in ogni stanza, i bambini si rannicchiavano coi ragni d'oro stretti fra le dita, gli amanti mano nella mano, tramontate le due lune, fredde le torce, deserti gli anfiteatri marmorei.“

Tullio Dandolo 12
scrittore, storico e filosofo italiano 1801 – 1870
„[Baia (Bacoli)] Silla, Cesare, Pompeo, Ortensio, ogni illustre romano vi tenne ville; i bagni solforosi abbondanti in quel suolo ve li chiamavano in folla, essi che bisognavano di solfo a purgagione delle acredini d'un sangue guasto dalle libidini. Là erano teatri calcati da celebri mimi; là anfiteatri popolati di famosi gladiatori; danze, corse, banchetti quivi non rifinivano: il clima, e la naturale piacevolezza del sito, l'alitar degli zefiri, la fragranza dei fiori, l'allontanamento delle cure, ogni cosa sbandiva di là i pensamenti austeri, ed inclinava i sensi a voluttà. Il mare trasferiva entro gondole dorate dall'uno all'altro lido, dall'una all'altra villa gli effemminati patrizii, le scioperate matrone; il tuffarsi dei remi era ritmo a' canti di amore modulati al suono delle lire, e de' liuti. Mai arrivava a quella spiaggia lo squillo della tromba guerriera romoreggiante ai confini, freno dello Scita, del Parto, terrore del Datavo, del Britanno: i trionfatori si riposavano a Bajà; e mentre i Cesari vi si tuffavano in ebbrezze senza nome, il mondo schiacciato respirava. Properzio non ebbe appena visitata Baja che sospettò Cinzia d'infedeltà: Marziale scrisse di Levina che vi andò Penelope, e ne partì Elena. Fu rimproverata a Marco Tullio la villa che possedea su quel lido; e Seneca affermò essere malsano respirare un giorno solo quell'aria corrompitrice. (da Lettere su Roma e Napoli, p. 35-36)“


„L'egregio mio amico Novi, che tanto distinguesi nelle geologiche discipline, ha trovato che nell'avvallato sito detto Forma un'acqua limpida e leggermente minerale scaturisca dalla massa del tufo, presso che al luogo desígnalo dal Zona per le sorgenti lungo il Savone, e vicine son pure le sorgenti di Francolise, e vicino il canale detto Formale, vicino la strada da Napoli a Roma, ove una grande vasca egli ricordava detta Cantarone. Fa mestieri qui notare, che al Novi è riuscito in tal vallata rinvenire cóspicue rovine di edificii, che dovrebbero essere accuratamente messe in rapporte con ciò che venne indicate dal Zona e da altri, e che fu reputato appartenere a teatro, anfiteatro, foro еc. e con quei lunghi e profondi sotterranei detti le Grotte, ai laterali del Ponte di Calvi, di cui appajono le tracce vicino il giardino del seminario di Calvi, al cosí detto Rio, e nella via di Forma, vicino la Taverna del Passo rimpetto il Castello. (p. 14)“

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Rita Levi-Montalcini 87
neurologa e senatrice a vita italiana 1909 – 2012
„La scelta della professione medica maturata in quegli anni era infatti più consona al mio temperamento e alle mie attitudini. Nell'autunno del 1930 entrai per la prima volta nel lugubre e solenne anfiteatro dell'Istituto anatomico della facoltà di medicina a Torino, che ha sede nel viale alberato di corso Massimo d'Azeglio. (pag. 59)“

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Carmen Consoli 73
cantautrice italiana 1974
„La Sicilia è un dono di Dio, ci sono posti che non ti immagini, alla fine di una strada ti imbatti in un anfiteatro fatto di pietra lavica, e se sali sull'Etna e vedi il mare, beh, allora capisci perché chi conosce la Sicilia ne sia innamorato. (dall'intervista di Gigi Vesigna, I due mondi di Carmen)“

Gustave Cohen 5
storico e patriota francese 1879 – 1958
„[Reagendo teatralmente all'apatia degli studenti dell'amphithéâtre Descartes della Sorbona, alle prese con le asperità del testo di Rutebeuf] I nostri anfiteatri non sono stati creati per la dissezione dei cadaveri, ma per la resurrezione dei morti! (Nos amphithéâtres n'ont pas été créés pour la dissection des cadavres, mais pour la résurrection des morts)“

Andrea Minucci 15
medico, arcivescovo e scrittore italiano
„[Verona] Le porte della città sono cinque: quella del Pallio, che così la chiamano perché la Domenica di Carnevale per di là correndo passano i barbari che corrono al pallio, sta tutto il resto dell'anno serrata. Sono a guardia di questa Città di continuo 500 soldati, oltre le guardie dei castelli. Bella cosa vi è da vedere l'Arena, cioè lo Anfiteatro assai più intiero che il Coliseo di Roma, dove si facevano le caccie, e si rappresentavano a diletto del popolo diversi giuochi.“

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Arthur John Strutt 9
pittore, incisore e viaggiatore inglese 1819 – 1888
„L'ingresso di Palermo colpisce il visitatore, non tanto per la città in sé (la quale è piatta e perciò non si presenta come Napoli con l'imponente castello di Sant'Elmo) quanto per lo stupendo anfiteatro di montagne che formano la baia, e specialmente per la collina di Santa Rosalia, generalmente chiamata Monte Pellegrino, dall'eremo che sorge al sommo. Questo monte, che ha una sagoma singolare, scende a picco sul porto. (p. 264)“


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Johann Wolfgang von Goethe 284
drammaturgo, poeta, saggista, scrittore, pittore, teolog... 1749 – 1832
„È questa la terza opera degli antichi che ho innanzi a me e di cui osservo la stessa impronta, sempre grandiosa: l'arte architettonica degli antichi è veramente una una seconda natura, che opera conforme agli usi e agli scopi civili. È così che sorge l'anfiteatro, il tempio, l'acquedotto. E soltanto adesso sento con quanta ragione ho sempre trovato detestabili le costruzioni fatte a capriccio [... ]. Cose tutte nate morte, poiché ciò che veramente non ha in sé una ragione di esistere non ha vita e non può essere grande, né diventare grande.“

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Gillo Dorfles 10
critico d'arte, pittore e filosofo italiano 1910
„Sono davvero molti anni ormai, che mi chiedo – e chiedo agli specialisti e alle autorità locali – come mai la solenne città di Poseidonia sia ancora per più della metà sottoterra, anzi sotto il granturco che la ricopre. Come mai non possiamo ammirare gli altri settori dell'antica città greca anche nel suo quartiere degli affari, delle botteghe e delle abitazioni? E come mai dell'anfiteatro solo un terzo appare visibile al di là della strada asfaltata, che ancora interrompe a mezzo la città? Perché tutto il resto sta esso pure sotto le «proprietà private» che, ovviamente, potrebbero – anzi dovrebbero – essere requisite o comunque liberate da ogni interferenza data la ineffabile importanza di questo «sito archeologico»; certo il più solenne di tutta la Magna Grecia?“

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Eileen Power 11
storica britannica 1889 – 1940
„Ora dobbiamo, come ho detto, ricostruire il ritratto di Thomas Paycocke e dei suoi colleghi [pannaioli] sulla base di tracce rimaste qua e là; ma fortunatamente queste tracce sono abbastanza frequenti in moltissimi villaggi inglesi e nella stessa Coggeshall le abbiamo a nostra disposizione. Possiamo richiamarlo in vita servendoci di tre cose: la sua casa che si affaccia sulla strada del paese, le lapidi delle tombe di famiglia nella navata della chiesa del paese, e il suo testamento conservato nella Somerset House. Una casa, una lapide, un testamento: sembrano ben poca cosa, ma contengono tutta la sua storia. È un errore grandissimo pensare che la storia debba consistere necessariamente in qualcosa di scritto: può consistere benissimo in qualcosa di costruito, e chiese, case, ponti, anfiteatri possono raccontare le loro vicende con la chiarezza di un libro stampato, se si hanno occhi per vedere. (pag. 185-186)“

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Karel Čapek 34
giornalista, scrittore e drammaturgo ceco 1890 – 1938
„Quindi Siracusa, città su un'isola, frammento dell'antica Syrakus. Questa, in verità, sorgeva sulla terraferma e aveva un'estensione straordinaria, un teatro, un anfiteatro e le famose cave di pietra, a questo i Cristiani aggiunsero enormi catacombe. Le cave di pietra si chiamano latomie e sono molto belle! Sono paradisi vegetali, circondati da pareti di roccia; l'unico accesso è vigilato da un custode, cui si paga, e perciò, nelle cosiddette latomie, il tiranno Dionisio rinchiudeva i prigionieri. Anche a Siracusa i contadini hanno i carri dipinti, solo che ai quadri storici preferiscono le scene della vita dei nobili; e tra essi ci sono pezzi di particolare leggiadria. (cap. Da Palermo a Taormina, p. 68)“


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Carolina Invernizio 3
scrittrice italiana 1851 – 1916
„Lisbona è una delle città più belle del mondo, specialmente per la sua giacitura. Sorge essa a guisa di anfiteatro su poggi e colli, lungo la riva destra del Tago, e questo largo fiume, dalle arene d'oro, porge alla capitale del Portogallo uno dei nobili, vasti e sicuri porti interni che sianvi, il quale può contenere tutte le armate navali dell'Europa. (da Rina, o l'angelo delle Alpi, vol. II, p. 29)“

„La principal veduta è di mirar Napoli in alto mare, donde l'intiera città si presenta come un immenso anfiteatro. La seconda e di guardarla da S. Martino, dove si vede sotto gli occhi minutamente quasi tutta la città ed il delizioso contorno del golfo. La terza è di veder Napoli dalla Specola Reale o dal palazzo della Riccia: questo luogo per la estensione della sua veduta è detta con nome Spagnuolo Miradolos. La quarta è di contemplarla da' reali giardini di Portici, e più dalla villa del Duca di Gravina e lì è ad essa superiore. La quinta è di osservarla dalla Madonna del Pianto. (p. 70)“

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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Quando udii il dotto astronomo, | quando le prove e le cifre mi vennero incolonnate dinanzi, | quando mi mostrarono le carte e i diagrammi, da addizionare, dividere, calcolare, | quando, seduto nell'anfiteatro, udii l'astronomo parlare, e venire a lungo applaudito, | come improvvisamente, inesplicabilmente mi sentii stanco, disgustato, | finché, alzatomi, fuori scivolando me ne uscii tutto solo, | nella mistica umida aria notturna e, di tratto in tratto, | alzavo gli occhi a contemplare in silenzio le stelle. (Quando udii il dotto astronomo, pp. 349-350)“

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