Frasi su ansioso

Ho estrema fiducia nelle tecniche di rinforzo positivo – laddove sia possibile – a scopo di addestramento, ma io mi occupo d'altro, e cioè d riabilitazione. La mia filosofia è che la disciplina e la correzione con qualsivoglia animale e per qualunque scopo dovrebbero essere applicate con la minima forza possibile. Io uso il rinforzo positivo e i premi in cibo sempre, se la situazione lo permette. Ma credo anche che ci siano un tempo e un luogo per ogni tecnica. Molti appartenenti alla scuola di comportamento "solo positivo" sembrano avere nei miei confronti un certo pregiudizio: sono convinti cioè che dovrei usare minacce e clicker per raddrizzare alcune condotte che invece ho scelto di correggere con l'energia, il linguaggio del corpo, il contatto visivo e quello fisico. Sono convinto che le mie tecniche funzionano in casi di animali molto aggressivi, ossessivi e ansiosi perché sono un approccio semplice e improntato al buon senso basato interamente su Madre Natura.

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Cesar Millan 13
personaggio televisivo e scrittore messicano 1969

La giocosità e la gioia di un cane, il suo amore incondizionato e la sua prontezza a celebrare la vita in ogni momento, spesso è in netto contrasto con lo stato interiore del padrone del cane – depresso, ansioso, appesantito dai problemi, perso nei pensieri, mai presente nel solo luogo e nel solo tempo che c’è: Qui e Ora. Uno si chiede: come fa il cane, vivendo con questa persona, a rimanere così sano, così gioioso? (libro Parole dalla quiete)

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Eckhart Tolle 30
scrittore, filosofo e oratore tedesco 1948

Un improvviso fremito di impazienza ansiosa mi corse nelle vene e mi diede una tale sensazione dell’intensità della vita come non avevo mai sentito prima, né ho sentito dopo. (libro La linea d'ombra)

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Joseph Conrad 73
scrittore polacco 1857 – 1924

Niente è più singolare, più imbarazzante che il rapporto tra due persone che si conoscono solo attraverso gli occhi, che si vedono tutti i giorni a tutte le ore, si osservano e nello stesso tempo sono costretti dall'educazione o dalla bizzarria a fingere indifferenza e a passarsi accanto come estranei, senza saluto né parola. Fra di loro c'è inquietudine ed esasperata curiosità, l'isteria di un bisogno insoddisfatto, innaturale e represso di conoscersi e di comunicare e soprattutto una sorta di ansiosa attenzione. Infatti l'uomo ama e onora l'uomo fino a che non è in grado di giudicarlo, e il desiderio è il frutto di una conoscenza incompleta.

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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955

Il medico si trova poi in una posizione di privilegio, perché si trova tanto spesso a cospetto di anime che, malgrado i loro passati errori, stanno lì lì per capitolare e far ritorno ai principi ereditati dagli avi, stanno lì ansiose di trovare un conforto, assillate dal dolore. Beato quel medico che sa comprendere il mistero di questi cuori e infiammarli di nuovo. Ma è indubitato che la vera perfezione non può trovarsi se non estraniandosi dalle cose del mondo, servendo Iddio con un continuo amore, e servendo le anime dei propri fratelli con la preghiera, con l'esempio, per un grande scopo, per l'unico scopo che è la loro salvezza.

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Giuseppe Moscati 34
medico italiano 1880 – 1927

Arrivo a Salta alle due del pomeriggio e vado a trovare i miei amici dell'ospedale, [... ] la domanda di uno di loro è: Che cosa vuoi vedere? Una domanda che resta senza risposta, perché a questo scopo fu formulata e perché non c'è niente da rispondere, perché il punto è che cosa vedo io; quanto meno, io non mi nutro delle stesse cose dei turisti e mi stupisce vedere sui dépliant promozionali, per esempio in quello di Jujuy, l'altare della patria, la cattedrale dove fu benedetta la bandiera, [... ]. No, non è questo il modo di conoscere una città, il suo modo di essere e di interpretare la vita; quella è una copertina lussuosa, mentre la sua anima si riflette nei malati all'ospedale, nei rifugiati nel commissariato o nel passante ansioso con cui si fa amicizia mentre in basso il Río Grande mostra il suo alveo gonfio e turbolento. (p. 38)

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Che Guevara 64
rivoluzionario, guerrigliero, scrittore e medico argentino 1928 – 1967

Se dovessi progettare una religione fasulla, includerei sicuramente una versione di questa piccola perla (anche se farei fatica a pronunciarla rimanendo serio): "Se qualcuno fa domande od obiezioni sulla nostra religione, alle quali non sai rispondere, quella persona è quasi certamente Satana. Anzi, quanto più una persona è ragionevole, quanto più è ansiosa di impegnarti in una discussione aperta e gradevole, tanto più sicuro puoi essere che stai parlando con Satana camuffato! Allontanati! Non ascoltare! È una trappola!" Ciò che questo trucco ha di particolarmente ingegnoso è che è un "jolly" perfettamente funzionale, così vuoto di contenuto che ogni setta o credo o gruppo di cospiratori può usarlo efficacemente. (p. 222)

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Daniel Dennett 13
filosofo e logico statunitense 1942

Hai mai conosciuto quegli uomini che in vecchiaia scoprono il sesso e la religione? Diventano ansiosi, ardenti, instancabili. (p. 167)

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Mario Vargas Llosa 28
scrittore, giornalista e politico peruviano 1936

[Descrivendo la peste] Una tal causa di contagio un tale | mortifero bollor già le campagne | ne' cecropi confin rese funeste, | fe' diserte le vie, di cittadini | spopolò la città. Poiché, venendo | da' confin dell'Egitto ond'ebbe il primo | origin suo, molto di cielo e molto | valicato di mar, le genti al fine | di Pandïone assalse. Indi appestati | tutti a schiere morían. Primieramente | essi avean d'un fervore acre infiammata | la testa e gli occhi rosseggianti e sparsi | di sanguinosa luce. Entro le fauci | colavan marcia; e da maligne e tetre | ulcere intorno assediato e chiuso | era il varco alla voce; e degli umani | sensi e segreti interprete la lingua | d'atro sangue piovea, debilitata | dal male, al moto grave, aspra a toccarsi. | Indi, poi che 'l mortifero veleno | sceso era al petto per le fauci e giunto | all'affannato cuor, tutti i vitali | claustri allor vacillavano. Un orrendo | puzzo volgea fuor per la bocca il fiato, | similissimo a quel che spira intorno | da' corrotti cadaveri. Già tutte | languian dell'alma e della mente affatto | l'abbattute potenze, e su la stessa | soglia omai della morte il corpo infermo | languiva anch'egli. Un'ansïosa angoscia | del male intollerabile compagna | era: e misto col fremito un lamento | continuo e spesso un singhiozzar dirotto, | notte e dì, senza requie, a ritirarsi | sforzando i nervi e le convulse membra, | sciogliea dal corpo i travagliati spirti, | noia a noia aggiugnendo | e duolo a duolo. (1909, pp. 143-145)

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Tito Lucrezio Caro 37
-99 – -55 a.C.

A partire da quella data e per tre anni Blok si abbandona senza riserve al misticismo, all'amore, alla poesia. Il poeta sboccia, prende coscienza della propria arte; la sua opera acquista forza, pienezza, bellezza; nascono i magnifici Versi della Bellissima Dama. E per tre anni la poesia russa conoscerà una purezza, una elevatezza, un fascino ben di rado eguagliati. [... ] Blok portava in sé una tristezza acuta, un infinito sconforto, l'ansiosa sensazione che i giorni felici si allontanassero, sfumassero, senza mai scomparire completamente. Gli anni 1903 – 1904, agli inizi della sua vita con Ljuba, quando la dea severa giunse a lui, furono per Blok i più felici. E tuttavia, fino a che punto Ljuba fu la sua donna? Il solo dubbio – poiché il dubbio esiste – che quello di Blok sia stato un matrimonio bianco getta una strana luce su questo periodo "felice" della sua vita. (pp. 32-47)

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Nina Nikolaevna Berberova 10
scrittrice russa 1901 – 1993

I mezzi di comunicazione di massa pongono il singolo in primo piano, lo consacrano persino, incanalandolo sempre più verso se stesso. Anzi, in fin dei conti, esclusivamente verso se stesso: verso i suoi bisogni, i suoi interessi, le sue aspirazioni, le sue passioni. In mille modi, palesi o nascosti, liberano l'individuo da ciò di cui lui è in ogni caso ansioso di liberarsi: la responsabilità verso gli altri per le conseguenze delle sue azioni. E nel momento in cui lo fanno ottenebrano la sua coscienza politica, sociale e morale, lo trasformano in un materiale docile alle manipolazioni da parte di chi controlla i mezzi di comunicazione e di altri. In altre parole lo trasformano in massa. (da Raccontare una storia per salvare gli uomini)

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David Grossman 86
scrittore e saggista israeliano 1954

Sappiate che quando ogni parola è stata detta, e un uomo è pazzo di combattere, qualcosa cade dagli occhi a lungo ciechi, egli completa la sua idea parziale, per un attimo allenta la tensione e ride forte, con il cuore in pace. Anche l' uomo più saggio si fa ansioso. (vv. 27 – 33)

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William Butler Yeats 40
poeta, drammaturgo e scrittore irlandese 1865 – 1939

Tutto è; niente è. L'una e l'altra formula arrecano uguale serenità. L'ansioso, per sua disgrazia, rimane a mezza strada, tremebondo e perplesso, sempre alla mercé di una sfumatura, incapace di insediarsi nella sicurezza dell'essere o dell'assenza di essere.

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995

Non potrebbe darsi che i giochi rituali, ripetitivi, costrittivi delle bambine, in cui la loro attenzione si ferma all'acquisizione di abilità raffinate ma circoscritte, siano veri e propri comportamenti fobici a base rituale ossessiva? Che siano un aspetto generalizzato di quel perfezionismo ansioso che prende il posto dell'aggressività compressa e inibita a manifestarsi?

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Elena Gianini Belotti 25
scrittrice italiana 1929

Ognuno di noi è il prodotto dei suoi mali passati e, se è ansioso, dei suoi mali futuri. Alla malattia vaga, indeterminata, di essere uomo, se ne aggiungono altre, molteplici e precise, che insorgono tutte per avvertirci che la vita è uno stato assoluto di insicurezza, che è provvisoria per definizione, che rappresenta un modo di esistenza accidentale.

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995

Suona il molle flauto che ripete il tuo nome e ti invita; | e per lui, o fiorente, conta anche il polline portato dal vento dopo aver toccato il tuo corpo; | sulla riva della Yamunā dove sempre c'è un poco di vento sta nella foresta l'inghirlandato di bosco, | le mani ansiose tremanti di premere i seni ricolmi alla pastorella. (118; in Poesia indiana classica)


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