Frasi su anticomunismo

John Lukacs 13
1924
„L'anticomunismo ha dovuto la sua diffusione e popolarità non al suo essere conservatore, ma al suo essere nazionalista. Che i picchi e la massima forza d'attrazione dell'anticomunismo abbiano solo di rado coinciso con le minacce più gravi del comunismo avanzante è un fatto abbastanza interessante, perché suggerisce che l'anticomunismo era molto più duraturo dell'attrattiva esercitata dai comunisti. (p. 94)“

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Gianni Baget Bozzo 15
sacerdote, politico e giornalista italiano 1925 – 2009
„Tra noi e la sinistra c'è il sangue di Craxi che per noi grida vendetta al cospetto di Dio. (citato in Ferrara: Silvio, troppo anticomunismo, Corriere della sera, 29 agosto 2000)“


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Lucio Colletti 3
filosofo e politico italiano 1924 – 2001
„Non vorrei che mentre il fanatismo della sinistra collassa ne vedessimo spuntare uno di centrodestra. (citato in Ferrara: Silvio, troppo anticomunismo, Corriere della sera, 29 agosto 2000)“

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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„[L'anticomunismo è] un valore morale [e] un dovere morale della memoria. (dal Meeting di Rimini di Comunione e liberazione; citato in «Rivoluzione liberale contro i comunisti», Corriere della sera, 25 agosto 2000; citato in radioradicale. it)“

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Daniele Capezzone 33
politico italiano 1972
„Se è così, se cioè l'antifascismo – e, beninteso, l'anticomunismo, l'antitotalitarismo – deve rappresentare una guida politica per l'oggi, un modo concreto di essere antifascisti anche quando le celebrazioni commemorative sono concluse è quello di lottare perché altri 25 aprile siano possibili: un 25 aprile per i cubani, per i cambogiani, per i vietnamiti, per i nord-coreani, per i cinesi, per i ceceni...“

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Alexandr Isajevič Solženicyn 39
scrittore, drammaturgo e storico russo 1918 – 2008
„C'è una parola che si usa molto oggi: "anticomunismo". È una parola molto stupida e mal composta perché dà l'impressione che il comunismo sia qualche cosa di primitivo, di basico, di fondamentale. E così, prendendolo come punto di partenza, anticomunismo è definito in relazione a comunismo. Per questo affermo che la parola è stata mal scelta e fu composta da gente che non conosceva l'etimologia: il concetto primario, eterno, è Umanità. Ed il comunismo è anti-Umanità. Chi dice "anti-comunismo", in realtà sta dicendo anti-anti-Umanità. Un costrutto molto misero. Sarebbe come dire: ciò che è contro il comunismo è a favore dell'Umanità. Non accettare, rifiutare questa ideologia comunista, inumana, è semplicemente essere un essere umano. Non è essere membro di un partito.“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„Nico Perrone, docente alla Facoltà di Scienze Politiche di Bari, è quanto di più lontano si possa immaginare dal mondo cattolico moderato. Il Foglio l'ha definito "talmente rosso, che più rosso non si può". Chi desidera averne la prova, sfogli le prime pagine del libro. Elencano tutte le accuse che per mezzo secolo la sinistra politica ha scagliato contro l'allora partito di maggioranza relativa. Ecco dunque rispuntare capi d'imputazione come bigottismo clericale, anticomunismo, strategia della tensione, subordinazione agli USA, collusioni mafiose, corruzione, e via così. Nei numerosi libri dedicati all'argomento, Perrone s'era guadagnato la reputazione di critico implacabile, "senza essermene pentito" precisa oggi. Ma adesso – ecco la novità – si domanda "se questa lettura, sostanzialmente vera, contenga effettivamente tutti gli aspetti della politica di governo della DC, o se invece non abbia trascurato di tenerne in luce qualcuno non secondario". Il libro è una rilettura seria di quegli anni. L'esito, una sorprendente riabilitazione post mortem. Qualche esempio qua e là. La Democrazia cristiana, afferma Perrone, "ha dato all'Italia il più lungo periodo di pace della sua storia unitaria e ha realizzato una riduzione degli squilibri, compreso quello storico fra Nord e Sud". In politica estera, l'ingresso nel G-7 costituì "un'affermazione delle specificità italiane che la DC ha saputo cogliere, valorizzare, sviluppare e difendere, con un'azione di governo che ha tenuto insieme identità nazionale e prospettive europee, iniziative autonome di politica estera in difesa di interessi nazionali e lealtà occidentale, modernizzazione e capacità di gestire sacche interne di arretratezza». Nell'economia il plauso è senza riserve: "La DC si è mostrata generalmente rispettosa della sovranità popolare, cui non ha contrapposto un eccessivo potere dell'esecutivo. Nel suo lungo governo essa ha evitato d'imporre troppe regole al dispiegarsi della vita civile, e tuttavia non ha mai perseguito modelli di liberismo. Attraverso una politica di capital spending e una miriade di riforme, è riuscita a esprimere una capacità di riforma, con una sua egemonia forte, duratura, e tuttavia fondata su di un genuino, esteso consenso". [... ] Cosa ne pensano i democristiani tutti d'un pezzo, quelli che non hanno cambiato casacca? Marco Follini, leader dell'UDC, ha letto il libro e, naturalmente, lo apprezza. "La cosa curiosa", osserva, "è quest'ammirazione postuma da parte della sinistra. C'è un grande amore per la DC perché non c'è più". (Ugo Magri)“

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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„Nelle grandi linee si tratta di politica. Mantenere l'ordine. Tenere la situazione sotto controllo. Affinché niente cambi. I bombaroli potrebbero essere utili. Li lasciano fare. Li usano. Li coccolano. Tutto dipende dall'anticomunismo. La leva iniziale è stata la paura di rossi. Personalmente ho smesso di votare da anni. Ma mi fa inorridire l'idea che per tenere alla larga gente come Amendola e Berlinguer si debba andare a letto con gli assassini. Proteggere i trafficanti di droga. Pagare i terroristi neofascisti. Lasciare mano libera alla mafia. ('Nicola Scialoja', pp. 541-542)“

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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„Il Vecchio era l'interlocutore privilegiato della diplomazia parallela che legava a filo doppio Italia e Stati Uniti. Il campione dell'anticomunismo viscerale. Il Vecchio era un moderato. Temperava le asprezze degli estremisti con la sua calma sapienza. Era ben gradito anche oltrecortina. No, il Vecchio non era che un rottame, un sopravvissuto di altre epoche, uno specchietto per le allodole, un uomo di paglia che tenevano relegato in un ufficetto senza né fondi né uomini. Macché. Mai come nel caso del Vecchio il ruolo formale non corrispondeva al potere effettivo: mediocre e periferico il primo, oscuro e illimitato il secondo. Il Vecchio era uno spaventapasseri che si agitava nei momenti di crisi. Il Vecchio era il crocevia della Storia segreta dell'ultimo quarto di secolo. (p. 407)“

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Giancarlo De Cataldo 70
scrittore, drammaturgo e magistrato italiano 1956
„Il Vecchio era infastidito dalle reazioni alla caduta del Muro. Lo indispettiva il clima da avanspettacolo nel quale rischiavano di affogare gli anni più esaltanti della sua esistenza. L'austero, tragico gioco anarchico alla cui costituzione aveva dedicato ogni grammo della sua superiore energia trasformato in un'allegra operetta in costume. Ottusi magistrati devoti a un'insulsa fede legalitaria che in cuor loro sbavavano per passare alla Storia come gli astuti Sherlock Holmes che avevano finalmente risolto il mistero del Grande enigma italiano. Comunisti che strillavano allo scippo della democrazia. Democristiani falchi che rivendicavano l'anticomunismo militante sotto l'ombra della Nato. Democristiani colombe che s'interrogavano nel confessionale sulle distorsioni dell'Alleanza atlantica. Socialisti che menavano mazzate a destra e a manca e intanto tiravano dritto per la loro strada lastricata di lingotti. E tutti in processione alla sua porta: ma perché non si dimette? Ma perché non approfitta delle vantaggiosissime condizioni che le vengono offerte? Una pensione più che dignitosa... uno sdegnoso isolamento... (pp. 586-587)“