Frasi su aratro

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Gesù 119
fondatore del Cristianesimo -2 – 30 d.C.
„Nessuno che ha messo mano all'aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio. (9, 62)“

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William Blake 58
poeta, incisore e pittore inglese 1757 – 1827
„Il verme tagliato perdona l'aratro.“


Pierpaolo Lauriola 24
cantautore italiano 1975
„Prendi l'aratro. | Ara la terra. | Attenzione al fosso. | Butta il concime nel solco. | Che poche parole conosci, per scrivere storie, ma tanta vita vissuta nei campi, tanta quanto basta per aiutarci a seminare un altro futuro. (da I Cantori, n. 6)“

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Benito Mussolini 159
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„È l'aratro che traccia il solco, ma è la spada che lo difende. E il vomere e la lama sono entrambi di acciaio temprato come la fede dei nostri cuori. (dal discorso per l'inaugurazione della Provincia di Littoria, 18 dicembre 1934; da Scritti e discorsi, vol. IX, p. 154)“

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Carlo Martini (critico letterario) 8
critico letterario italiano, poeta italiano 1908 – 1978
„Presente nel mio cuore tu mi sei, | immagine paziente di fatica: | se scarsa è la tua spica, e se aspri sassi | contendono all'aratro magre zolle; | se spegni il vano riso sulla bocca | (troppa è l'aridità che ti circonda) | cara mi sei, | ché tu somigli all'affannosa vita. (da [http://www. arenadipola. com/immagini/pagine/1957/57-0417p003. jpg Istria], L'Arena di Pola, 17 aprile 1957, p. 3)“

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Dwight David Eisenhower 14
34º presidente degli Stati Uniti d'America 1890 – 1969
„L'agricoltura sembra molto semplice quando il tuo aratro è una matita e sei a un migliaio di miglia dal campo di grano.“

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Saˁdi 71
poeta persiano 1184 – 1291
„Chi impara una scienza e non la mette in pratica, somiglia a chi guida i bovi sotto l'aratro e non va seminando. (da Scienza inutile, vol. II, p. 128)“

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Khalil Gibran 209
poeta, pittore e filosofo libanese 1883 – 1931
„Le rane possono anche strepitare più dei tori, ma non sanno tirare l'aratro nel campo né girare la ruota del torchio, e con la loro pelle non si fanno scarpe.“


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Paul Celan 5
poeta rumeno 1920 – 1970
„[... ] Nel 1928 esce di nuovo un volume di poesie − l'ultimo. Alle due prime raccolte, in esso riprese, se n'è aggiunta una nuova. «Cessato il respiro – il firmamento pieno di vermi»: è il verso che apre il ciclo. L'interrogativo «da dove...?» si fa più stringente, più disperato – la poesia – in un saggio sulla poesia Mandel'štam la definisce un aratro – mette allo scoperto i più profondi strati del tempo, la «terra nera del tempo» viene alla luce. Colloquiando con quanto ha visto, l'occhio dolorante sviluppa una nuova capacità: esso diventa visionario; accompagna il poema nei suoi sprofondamenti. Il poeta si ascrive a un tempo altro, «estraneissimo». (da La poesia di Osip Mandel'štam, pp. 52 53)“

Michel de Certeau 9
gesuita e storico francese 1925 – 1986
„Le mani, anch'esse, dicono la preghiera. Fatte per l’aratro, la macchina da scrivere o la fresatrice, come potrebbero non continuare, nell'orazione, a legare l’uomo a ciò che lo circonda?“

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Giorgio La Pira 73
politico italiano 1904 – 1977
„Perché il disarmo produca la pace, bisogna -come si diceva- usare il metodo d'Isaia: convertire, cioè, in investimenti di pace gli investimenti di guerra: trasformare in aratri le bombe, in astronavi di pace i missili di guerra!“

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Luigi Tansillo 24
poeta italiano 1510 – 1568
„Quante ceneri e polvi giaccion, forse, | per queste glebe seminate e sparse, | ch'eran donne leggiadre; ed, al fin corse, | fûr da la terra sfatte e dal foco arse; | e la lor fama qualche tempo corse | e in molte ragion vaga sì sparse; | ch'or, da le zappe vòlte e da aratri, | da figlie d'uom son fatte d'erbe matri! (da Quante ceneri e polvi...; citato in I capolavori della poesia italiana, a cura di Guido Davico Bonino, CDE, 1972)“


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Washington Irving 6
scrittore statunitense 1783 – 1859
„L'animale che egli cavalcava era un cavallo rovinato dall'aratro, che con l'età aveva perduto ogni bella qualità, ma conservato tutti i vizi; era magro e irsuto, con un collo da pecora ed una testa a forma di martello, la criniera spelacchiata e la coda erano tutte aggrovigliate con bacche spinose; un occhio era senza pupilla, e guardava fisso come quello di uno spettro, ma l'altro conservava un luccichio davvero diabolico. Pure, a giudicare dal suo nome, «Polvere da sparo», doveva essere stato un tempo un cavallo focoso e vivace. (pag. 71)“

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William Blake 58
poeta, incisore e pittore inglese 1757 – 1827
„Come l'aratro segue le parole, così Dio esaudisce
le preghiere.“

Paolo Giuntella 15
giornalista e scrittore italiano 1946 – 2008
„Queste prove di dolore sono nello stesso tempo personali, intime, quasi incomunicabili agli altri, ricche di segreti e di sentimenti personalissimi – così come per ogni fratello ricordi e profondità, contenuti comunicativi e soprattutto affettivi e forme di legame e di affetto sono diversi per lo stesso genitore – e di memorie, ricordi, parole non dette e sguardi più fluviali delle parole. Io credo che anche questo passaggio, il dolore, la morte, lo strappo di affetti cosi radicali – per me papà, mamma, sorella... –, in realtà sia in ultima analisi una prova dell'esitenza di Dio, di un destino oltre la vita e oltre la morte al quale siamo indirizzati. Proprio per questa grande energia e dispersione di sentimenti, di affetti, di segreti, di comunicazione interiore, intellettuale, affettiva interrotta. (da L'aratro, l'iPod e le stelle, Paoline, 2008)“

Alberto Asor Rosa 19
critico letterario italiano 1933
„I grandi classici, sono sempre degli scrittori "radicali", nel senso più proprio del termine, in quanto, appunto, "vanno alla radice delle cose", esplorano, sommuovono le profondità dell'essere, come un aratro che rovescia le zolle e ne mostra il lato a lungo nascosto. Rappresentare l'essere significa necessariamente tornare verso le origini, rimontare all'indietro o scendere in profondità al di là della civilizzazione. In ogni grande classico l'elemento barbarico, primitivo, è almeno altrettanto forte di quello che esprime la civiltà e la cultura. Dioniso sta dietro ad Apollo, ed è da lui che viene la forza primigenia del grande autore: prima di prender forma, prima di assumere l'involucro armonico che più facilmente scorgiamo, c'è uno sconvolgimento tellurico che cambia la forma del territorio e inonda di lava gli ordinati assetti dei letterati comuni, dei prosecutori, dei continuatori e degli esegeti. Chi vede solo Apollo, vede solo una metà del classico, e non sempre quella più significativa. In conclusione, niente è meno imitabile del processo attraverso il quale il grande classico arriva a costruire la sua opera. Secondo la nostra ottica, infatti, grande classico è l'artista che, per costruire un ordine, deve necessariamente spazzarne via molti altri. Di conseguenza, ciò che lui fa è talmente specifico e peculiare da non poter essere mai veramente ripetuto.“

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