Frasi su archivio


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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Certo, per un direttore di giornale, avere sottomano un Travaglio, che su qualsiasi protagonista, comprimario e figurante della vita politica italiana è pronto a fornirti su due piedi una istruttoria rifinita nel minimo dettaglio è un bel conforto. Ma anche una bella inquietudine. Il giorno in cui gli chiesi se in quel suo archivio, in cui non consente a nessuno di ficcare il naso, ci fosse anche un fascicolo intitolato al mio nome, Marco cambiò discorso. (dalla prefazione a Marco Travaglio, Il pollaio delle libertà, Vallecchi, 1995)“

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Giorgio Almirante 10
politico italiano 1914 – 1988
„In quel regime sono nato e cresciuto, ad esso avevo creduto fino a ignorare o a scusare i suoi errori. Potevo abbandonarlo nel momento della sua disfatta? Il mio passato è stato quello. Non posso rinnegarlo. Cerco di farne rivivere quanto c'era di valido. (citato in [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/1999/marzo/13/scelte_politiche_Giorgio_Almirante_co_0_990313179. shtml Le scelte politiche di Giorgio Almirante], Corriere della Sera, 13 marzo 1999, p. 41)“


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Fabrizio Moro 45
cantautore e chitarrista italiano 1975
„Non importa se ti trovi ad un bivio | segui l'istinto e ascolta i consigli di chi né ha messa di strada in archivio. (da Non importa, n.° 8)“

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Vittorio Messori 35
giornalista e scrittore italiano 1941
„Con un cattolicesimo alla chitarra non si catturano i giovani. Di dee jay ne abbiamo troppi, di Papa uno solo. [... ] Ma i giovani hanno bisogno del silenzio dei monasteri, di valori come il sacrificio, la rinuncia, l'impegno. (citato in [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/1997/settembre/03/Messori_Chiesa_non_una_discoteca_co_0_97090311606. shtml Messori: "Ma la Chiesa non è una discoteca"], Corriere della sera, 3 settembre 1997)“

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Marco Pannella 25
politico e giornalista italiano 1930 – 2016
„Io non credo nelle ideologie, non credevo nelle ideologie codificate e affidate ai volumi rilegati e alle biblioteche e agli archivi. Non credo nelle ideologie chiuse, da scartare e usare come un pacco che si ritira nell'ufficio postale. L'ideologia te la fai tu, con quello che ti capita, anche a caso. Io posso essermela fatta anche sul catechismo che mi facevano imparare a scuola, e che per forza di cose poneva dei problemi, per forza di cose io ero portato a contestare. (da un'intervista a Playboy del 1° gennaio 1975)“

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Haruki Murakami 130
scrittore, traduttore e saggista giapponese 1949
„Tutti perdiamo continuamente tante cose importanti. Occasioni preziose, possibilità, emozioni irripetibili. Vivere significa anche questo. Ma ognuno di noi nella propria testa – sì, io immagino che sia nella testa – ha una piccola stanza dove può conservare tutte queste cose in forma di ricordi. Un po' come le sale della biblioteca, con tanti scaffali. E per poterci orientare con sicurezza nel nostro spirito, dobbiamo tenere in ordine l'archivio di quella stanza: continuare a redigere schede, fare pulizie, rinfrescare l'aria, cambiare l'acqua ai fiori. In altre parole, tu vivrai per sempre nella tua biblioteca personale.“

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Adam Zagajewski 2
poeta, scrittore e saggista polacco 1945
„Non sono uno storico, ma mi piacerebbe che la letteratura assumesse, consapevolmente e in tutta serietà, il ruolo di una cronaca storica. Non voglio che segua l'esempio degli storici contemporanei, perlopiù pesci freddi che hanno passato la loro vita in archivi polverosi c scrivono una lingua burocratica brutta e inumana, una lingua di legno prosciugata di tutta la poesia, piatta come un pidocchio e grigia come il giornale quotidiano. Vorrei che tornasse a esempi più antichi, chissà, addirittura greci, all'ideale del poeta storico, una persona che ha visto e sperimentato direttamente quel che descrive, oppure ha attinto alla vivente tradizione orale della sua famiglia o della sua tribù, che non teme né il conflitto né i sentimenti, ma ha tuttavia a cuore la ricostruzione scrupolosa della vicenda che narra. (citato in John Lukacs, Democrazia e populismo, traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 179)“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Erano indiani, per davvero. O figli della rivoluzione del '68, o profeti di una dottrina che avrebbe cambiato per sempre il modo di fare calcio. E il loro capo-tribù si chiamava Rinus Michels. Il suo calcio totale che trasformava gli spazi in praterie era fatto di un possesso-palla esasperato, di accelerazioni improvvise, di pressione multipla sul'avversario col pallone, di fuorigioco alto quando non altissimo. Ma soprattutto era interpretato non più da specialisti dei vari ruoli, bensì da giocatori eclettici capaci di attaccare e difendere, di giocare senza palla prima ancora che con la palla, di muoversi con disinvoltura in ogni zona del campo stando sempre corti, compatti, ossessivi. Una nuvola biancorossa, quella dell'Ajax, una nuvola arancione, quella dell'Olanda. Con portieri che, una volta aboliti i ruoli specifici, si erano riciclati da liberi, interpretando la parte in maniera più spregiudicata. L'emicrania non venne soltanto a Maldini. Venne agli inglesi la prima volta che affrontarono l'Olanda di Michels, le punte scattavano sul risaputo lancio dalle retrovie e la nuvola arancione li aveva messi in offside non di tre, ma di dieci-quindici metri. Venne al sommo Brera, cui quei satanassi mandarono all'aria tutti i parametri atletici e tattici sino a li' elaborati: e Brera se ne vendicò ribattezzandoli «cicale» dopo la finale mondiale persa nel '74 dai tedeschi padroni di casa. È vero, nell'albo d'oro ci sono le formiche, che ad ogni buon conto si chiamavano Beckenbauer, Muller, Overath, Breitner, Mayer. Ma nell'archivio delle emozioni indimenticabili restano loro, restano quei 16 tocchi consecutivi olandesi dal fischio d'avvio al fallo di Vogts su Cruyff in area germanica. Il primo tedesco a toccare il pallone in quella finale fu Muller, riavviando il gioco dal disco di centrocampo dopo il rigore di Neeskens. Il generale Michels si prese la rivincita quattordici anni più tardi quando, sullo stesso campo, l'Olympiastadion di Monaco, decorò la bacheca olandese dell'unico trofeo conquistato sin qui, l'Europeo '88, firmato da una storica prodezza di Van Basten. Ma fu un indennizzo tardivo e mai fino in fondo assaporato. Perché pur nel rispetto di una matrice di massima, quella non era più la sua Olanda-totale. Tant'è vero che il suo fuoriclasse, Van Basten, era pienamente classificabile, in quanto prototipo del centravanti moderno: a differenza del fenomeno d'un tempo, Cruyff, che segnava sì a mitraglia ma che nessuno ha mai saputo battezzare se non come uomo-ovunque. (4 marzo 2005)“


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George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„In altre parole, una cultura autentica è caratterizzata dall'incoraggiamento di una formazione di base focalizzata sulla comprensione, sull'apprezzamento e sulla trasmissione delle opere migliori prodotte ieri e oggi dalla ragione e dalla fantasia. Una cultura autentica fa di quel tipo dio risposta percettiva una funzione morale e politica fondamentale. Trasforma quella «risposta» in «responsabilità», costringe quella risonanza a «essere responsabile» davanti alle occorrenze mentali eccelse. (da Gli archivi dell'Eden: p. 209)“

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George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„Il grido del cacciatore quando ha intrappolato una verità astratta, l'impegno della propria vita in ricerche metafisiche o matematiche perfettamente «inutili» e il terreno vasto e complesso della musica in occidente hanno la loro fonte specifica nella «disposizione mentale» greca e formano la base delle nostre teoria e pratica dell'eccellenza. (da Gli archivi dell'Eden: p. 190)“

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George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„Il grande filosofo è quello il cui discorso, per modo di dire, viene vissuto intimamente di generazione in generazione. (da Gli archivi dell'Eden: p. 187)“

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George Steiner 112
scrittore e saggista francese 1929
„La mia ipotesi è questa: l'apparato dominante della cultura alta americana è dedicato alla preservazione. Le istituzioni della conoscenza e delle arti costituiscono il grande archivio, inventario, catalogo o solaio della civiltà occidentale. [... ] Che questa disparità sussista in un secolo nel quale l'America ha raggiunto una prosperità economica senza precedenti mentre l'Europa ha vacillato due volte sull'orlo del suicidio mi sembra indicare differenze fondamentali nella gerarchia dei valori. (da Gli archivi dell'Eden: p. 197)“


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Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„Tutto è fatto banca, museo, archivio; tutto quel che chiamiamo Vita è già nelle teche; visitatori e clienti gli ex vivi, i Refaim letterlai, i Deboli. Avere voglia ancora di questo non-vivere, che per molti è già lo stato normale, è veramente da anime morte, che un filo elettrico fa ballare, perché possano visitare, nelle ore di apertura, il Museo della Vita.“

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Raymond Radiguet 32
scrittore e poeta francese 1903 – 1923
„Un uomo disordinato che sta per morire e non lo sospetta, mette improvvisamente ordine attorno a sé. La sua vita cambia. Archivia documenti. Si alza presto, si corica di buon'ora. Rinuncia ai suoi vizi. Quelli che gli vivono accanto si rallegrano. Così, la sua morte brutale sembra tanto più ingiusta. "Stava per vivere felice". (p. 112)“

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Frank Herbert 137
scrittore di fantascienza 1920 – 1986
„Tutti gli stati sono astrazioni. (Octun Politicus, Archivi BG: cap. 18; Ed. Nord, p. 169)“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Poco o nessun valore ha il dissentimento dei piccioli e deboli, quando anche piglino ardire di esprimerlo; e chi investiga la Storia, ritrova che delle proteste loro giacciono grandi fasci dimenticati negli archivi delle Cancellerie. (p. 98)“

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