Frasi su aristocrazia

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Bobby Fischer 8
scacchista statunitense 1943 – 2008
„È difficile capire perché un uomo che viveva, mangiava, respirava, pensando solo agli scacchi, e che aveva un ideale di aristocrazia intellettuale, cui solo il successo poteva elevarlo, abbia deciso di rinunciarvi proprio quando era riuscito a ottenere ciò che voleva. Forse è proprio questo che lo rende ancora più grande, che lo distingue dagli automi che si misurano con altri automi, che gli rende tutta la sua umanità e ci fa capire come anche le nostre ambizioni più sfrenate possano tramutarsi a volte in un percorso di salvezza individuale. (Paolo Maurensig)“

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Thomas Carlyle 37
storico, saggista e filosofo scozzese 1795 – 1881
„Tra gli uomini c'è una naturale aristocrazia, i cui fondamenti sono la virtù e il talento.“


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Ferdinando Petruccelli della Gattina 47
giornalista, scrittore e patriota italiano 1815 – 1890
„La nazione napolitana è divisa in due classi: il proletario e la borghesia. L'aristocrazia è un essere incompleto ed impotente, la quale non ha che un nome infecondo financo di memorie. (p. 7)“

Nancy Mitford 3
scrittrice e biografa britannica 1904 – 1973
„L'aristocrazia in una repubblica è come un pollo cui è stata tagliata la testa: può correre intorno in modo vivace, ma in realtà è morto. (da Noblesse Oblige; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013)“

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Leonardo Sciascia 105
scrittore e saggista italiano 1921 – 1989
„Non di solo barocco è fatta Palermo. C'è anche una città modernista che tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento scelse l'art-nouveau per realizzare i teatri, le ville e i palazzi di una borghesia che voleva sentirsi all'altezza della vecchia aristocrazia cittadina. Per sensazioni ed immagini lontane, di quando ci sono venuto per la prima volta verso il 1930, spesso riesco a estrarre dal bellissimo caos che è Palermo una città essenzialmente liberty, quasi una piccola capitale dell'art-nouveau.“

„Mitoraj, per quanto la sua scultura abbaia l'apparenza, dia la sensazione di una ricostruzione, non è un archeologo. Non è legato, in impotente nostalgia, a una gloria svanita che vuole riaffermare in tutta la sua aristocrazia. Né si aggrappa ai frammenti di quell'antica gloria, indifferente ai mutamenti che il mondo moderno ha operato. Partecipa, anzi, alla moderna apoteosi del frammento classico: ma non ci fa mai dimenticare che esso è il segno di un possibile intero. (p. 24)“

Guido Aristarco 1
critico cinematografico e sceneggiatore italiano 1918 – 1996
„L'affresco de "La dolce vita" è grandioso e plasticamente esemplare: l'autore non si sofferma a descrivere la degradazione in cui versa l'aristocrazia e quella meno sintomatica dei tempi che emerge dalla "notte del falso miracolo", ma anche la degradazione su cui poggia il mito della donna-sesso e della "diva" e il mondo che li circonda (due fenomeni di isterismo collettivo, quelli del miracolo e della diva, che tanti punti hanno in comune). (da Cinema nuovo, IX, 143, Milano, gennaio-febbraio 1960)“

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Vittorio Messori 30
giornalista e scrittore italiano 1941
„Ma, visto che si accennava all'inevitabile Duce: i torinesi lo chiamavano, come sai, Cerüti. Con la «u» alla piemontese. Da proletario romagnolo, con conseguenti complessi di inferiorità, probabilmente aveva soggezione di Torino, sembrava temerne lo snobismo elegante: era ancora la città della aristocrazia, era la capitale della moda, con relativo Ente (che il Regime stesso, per altro, aveva fondato) [.... ] –, il Benito definiva Torino come «mezza francese» (cap. III)“


„L'’aristocrazia francese rise alla messa in scena della sua fine; la borghesia italiana no.“

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Julius Evola 25
filosofo, pittore e poeta italiano 1898 – 1974
„Avendo parlato di intellettuali e di realismo, sarà bene precisare ancora un punto. Si è accennato al fatto che le simpatie di alcuni intellettuali pel comunismo hanno un certo carattere paradossale, in quanto il comunismo disprezza il tipo dell’intellettuale come tale, tipo che per esso appartiene, essenzialmente al mondo dell’odiata borghesia. Ora, un atteggiamento del genere può venire condiviso anche da chi appartenga al fronte opposto al comunismo, dato quel che nel mondo contemporaneo esse significano, ci si può opporre ad ogni sopravalutazione della cultura e dell’intellettualità. L’avere per esse quasi un culto, il definire con esse uno strato superiore, quasi una aristocrazia – l’ “aristocrazia del pensiero” che sarebbe quella vera, legittimamente soppiantante le forze precedenti di élite e di nobiltà – è un pregiudizio caratteristico dell’epoca borghese nei suoi settori umanistico-liberali. La verità è invece che siffatta cultura e intellettualità non sono che dei prodotti di dissociazione e di neutralizzazione rispetto ad una totalità. Pel fatto che ciò è stato avvertito, l’antintelletualismo ha avuto una parte di rilievo negli ultimi tempi, al titolo di una reazione quasi biologica la quale purtuttavia troppo spesso ha seguito direzioni sbagliate o, per lo meno, problematiche. Non ci soffermeremo però su quest’ultimo punto. Ne abbiamo già trattato in altra sede, parlando dell’equivoco dell’antirazionalismo. Qui vi è solo da mettere in rilievo che esiste un terzo possibile termine di riferimento di là sia da intellettualismo che da antintellettualismo, per un superamento della “cultura” d’intonazione borghese. Tale è la visione del mondo – in tedesco Weltanschauung. La visione del mondo non si basa sui libri, ma su una forma interiore e su una sensibilità aventi un carattere non acquisito ma innato. (da Intellettualismo e Weltanschauung)“

Stenio Solinas 7
giornalista e scrittore italiano 1951
„È uno specialista con in più il buon gusto del dilettante, nel senso etimologico del termine. Nelle sue critiche la musica si mischia alle lettere, cede il passo alla pittura, corre incontro alla cultura, delicatamente polemizza con la memorialistica. [... ] C’è in lui un elemento “scugnizzo” che solo chi conosce la realtà di Napoli può comprendere, il combinato disposto di plebe e aristocrazia, popolino e borghesia che anima il suo centro senza barriere economiche e sociali, un intreccio unico che ne è insieme tormento e estasi. Coniugato al dandismo, l’essere scugnizzo è spesso una miscela esplosiva. (da [http://www. ilgiornale. it/news/cultura/isotta-scugnizzo-dandy-che-non-suona-comando-881966. html Isotta, lo scugnizzo dandy che non suona a comando], il Giornale. it, 4 febbraio 2013)“

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Elsa Morante 37
scrittrice e saggista italiana 1912 – 1985
„Mio padre non scriveva mai lettere, non faceva mai sapere sue notizie, né mandava nessun saluto. Ed era favolosa per me la certezza che pure egli esisteva, e che ogni istante da me vissuto a Procida, lo viveva lui pure in chi sa quale paesaggio, in chi sa quale stanza, fra compagni stranieri che io consideravo gloriosi e beati solo perché stavano con lui (non dubitavo, difatti, che la frequentazione di mio padre fosse il titolo di aristocrazia più ambito per tutte le società umane). (I, Attese e ritorni)“


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August Strindberg 38
scrittore e drammaturgo svedese 1849 – 1912
„La signorina Julie è un carattere moderno e non perché in ogni epoca non ci siano state è un tipo che si spiana la strada, che oggi si vende per il potere, le onorificenze, distinzioni e diplomi, come in passato per i soldi, ed è un sintomo di degenerazione. Non è un buon elemento perché non ha resistenza, anche se purtroppo si perpetua con la sua pochezza; pare, infatti, che i degenerati sovente la preferiscano a livello inconscio, permettendole di riprodursi, generando esseri incerti che penano a sopravvivere e fortunatamente infine periscono, ora incapaci di adeguarsi alla realtà ora a causa dell'ineluttabile affioramento degli istinti repressi ora per la disperazione di non poter raggiungere il maschio. Il tipo è tragico, offre il quadro di un atroce conflitto contro la natura, è tragico come retaggio romantico, ormai indebitamente carpito dal naturalismo che persegue soltanto la felicità, quella felicità che solo le razze sane e vigorose possono attingere. Ma la signorina Julie è anche un resto di antica aristocrazia guerriera che oggi viene soppiantata dalla nuova aristocrazia dei nervi e del cervello; una vittima delle disarmonie familiari create dalla «colpa» di una madre, una vittima dei traviamenti di un'epoca, delle contingenze, nonché della sua costituzione debole, ciò che nel suo complesso corrisponde all'arcaico concetto di Destino ovvero di Legge Universale. Certo il naturalista ha eliminato, insieme a Dio, la colpa, tuttavia le conseguenze di un atto, pena, prigione o paura della galera, non possono essere rimosse [... ] (1988, pp. xx-xxi)“

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Thomas Mann 78
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955
„Perché si tratta del principio, capisce, dell'istituzione! Ecco che non sa piú cosa ribattere... Ma come? Basta che uno sia venuto al mondo, per essere un patrizio, un eletto... uno che guarda noi altri dall'alto in basso... noi che con tutti i nostri meriti non possiamo elevarci fino a lui?... [... ]Noi, la borghesia, il terzo stato, come ci hanno chiamati finora, vogliamo che ci sia soltanto un'aristocrazia del merito, non riconosciamo piú la nobiltà corrotta, neghiamo l'attuale diversità dei ceti... vogliamo che tutti gli uomini siano liberi e uguali, che nessun individuo sia soggetto a un altro, ma che tutti siano soggetti soltanto alle leggi!... Bisogna abolire i privilegi e gli arbitrî!... Tutti debbono essere figli dello Stato, con uguali diritti, e come non esistono intermediari fra i laici e Iddio, cosí anche il cittadino dev'essere con lo Stato in rapporti diretti... Vogliamo la libertà di stampa, di mestiere, di commercio... Vogliamo che tutti gli uomini, senza privilegi, possano gareggiare fra loro, e il merito abbia il suo premio!... (Morten Schwarzkopf: III, VIII; 2002, pp. 125-126)“

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Benito Mussolini 159
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Il fascismo non fece una rivoluzione: c'era una monarchia prima e una monarchia rimase. Se la Camera appariva un'emanazione del partito, il Senato sottolineava il suo lealismo monarchico per la sua nomina regia e la sua stessa composizione. Il numero dei generali, degli ammiragli, dei senatori per censo, era sempre imponente, una forza materiale e una riserva dello Stato in favore della monarchia. Tutta l'aristocrazia italiana, prima la bianca, poi dopo la Conciliazione anche la nera, costituiva un'altra forza monarchica. Definita la Questione Romana, la curia e il clero entrarono nell'orbita regia. La grossa borghesia industriale, agraria, bancaria, pur non esponendosi in prima linea, marciava anch'essa sotto le insegne regie. (citato in Paolo Pavolini, 1943, la caduta del fascismo)“

Guido Piovene 50
scrittore e giornalista italiano 1907 – 1974
„Oggi Benevento è in gran parte una città nuova di zecca con oasi di splendidi monumenti. Pure negli avanzi di quella che fu l'aristocrazia intellettuale del Sud, viva sebbene numericamente ristretta, ho qui notato una passione per l'arte, una difesa del patrimonio artistico ed archeologico, che nel Nord dell'Italia sono meno comuni. È quella passione umanistca che nel Mezzogiorno d'Italia minaccia ormai di naufragare, ma che qui è tenuta desta, come dicevo, anche dall'orgoglio civico. (da Viaggio in Italia, 1957; citato in Storia di Benevento di Gianandrea de Antonellis, Edizioni Realtà Sannita, maggio 1997)“

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