Frasi su arlecchino

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Paul Verlaine 29
1844 – 1896
„Orso ben leccato, ghiotta e ubriaca | La mia lingua qui può confermarlo | Il tuo clitoride a lungo ha succhiato | Così a lungo da non saper più contarlo. | Ben leccato, sì, ma aspro, diavolo, | Il tuo bel buco, briccone e dispettoso, | Che rosso ride su fondo sabbia: | Come le labbra d'Arlecchino. (Alla signora…)“

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Darren Criss 3
attore e cantautore statunitense 1987
„Mi piacerebbe interpretare Arlecchino chissà che prima o poi non scriva uno spettacolo su di lui.“


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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„Dove vai? | Quanti soldi ti hanno dato? | quanti fiori e quanti anni? | Dove vai? | La mia cella è un po' più stretta | e mi pagano di più. (da Arlecchino, n. 9)“

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Chuck Dixon 4
fumettista statunitense 1954
„Una delle caratteristiche più difficili da dominare del Joker è il fatto che il suo humor deve funzionare. Non è un pericoloso lunatico che semplicemente racconta barzellette. Queste battute devono avere un loro fascino. A volte in un modo stupido. Altre, in un modo oscuro e abbastanza morboso. Spesso l'humor nasce dalla trama e dalle osservazioni che il Joker fa su di essa. In altri casi, si tratta di semplici giochi di parole più o meno intelligenti. Ma in nessun caso i lettori devono sentirsi obbligati a ridere controvoglia. Inoltre, nella sua pazzia ci deve essere sempre qualcosa di metodico. Una storia che si limiti a essere un'arbitraria successione di esempi di comportamento antisociale forse potrebbe intrattenere per un po'. Ma il lettore prima o poi perde interesse se non c'è la benchè minima motivazione alla base. In tutte le storie classiche del Joker, arriva sempre un momento nel quale gli eventi propiziati dall'isterico arlecchino, apparentemente privi di connessione, assumono un senso. Queste follie intrecciate, che non sembrano avere niente a che fare le une con le altre, si rivelano parte di un grande piano infarcito di inganni e perversità. Alle volte il lettore sa più dei personaggi coinvolti, mentre altre è costretto a provare a indocinare al pari di Batman e Robin.“

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Xavier Forneret 34
1809 – 1884
„L'uomo ha nel corpo un abito d'arlecchino: la sua anima.“

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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„Fiori falsi e sogni veri | tra gli eroi della friggitoria chantant. | Grazie, ho già mangiato ieri: | un sorriso stasera basterà. (da Arlecchino, n. 9)“

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Raffaele La Capria 38
scrittore italiano 1922
„Arlecchino, Pinocchio e Pulcinella sono l'Italia del popolo, che si rappresenta, si denigra e si riscatta con la felicità che trasmette questo trio. Un'Italia del passato, ma che si può riconoscere oggi dovunque.“

Augusto Guerriero 32
giornalista e scrittore italiano 1893 – 1981
„Gli Eroi ahimè! Non sorgono sol perché una moltitudine ne attenda l'evento; piuttosto in quelle ore, quasi sempre, sono i ciarlatani che si fanno avanti. Non soltanto il gelido dispotismo si cela allora dietro la maschera del genio, ma anche la più squallida miseria spirituale. Il supremo linguaggio che il fascismo ha tenuto di fronte alle libere istituzioni o di fronte agli avversari e ai dissenzienti non è nuovo: lo hanno usato tutte le volte che un genio o un avventuriero han voluto ubriacare le moltitudini per farne un loro strumento, hanno tutti irriso e spregiato il Parlamento. La storia si è inchinata quando si trattava di un eroe ma di fronte un arlecchino fattosi demagogo ha pronunciato la sua condanna. Ma, purtroppo se v'ha una giustizia nella storia, essa è ben cieca, e ben raramente accade che a quella stessa generazione; a quella stessa collettività, a quegli stessi uomini che hanno errato, spetti espiare.“


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Giuseppe Giusti 49
poeta italiano 1809 – 1850
„Girella (emerito | di molto merito), | sbrigliando a tavola | l'umor faceto, | perdé la bussola | e l'alfabeto; | e nel trincare | cantando un brindisi, | della sua cronaca | particolare | gli uscì di bocca | la filastrocca: | Viva Arlecchini | e burattini, | grandi e piccini, | viva le maschere | d'ogni paese.“

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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„Mi hanno detto: "Fermati", | non mi hanno chiesto mica: "Dove vai?". (da Arlecchino, n. 9)“

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Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Non c'è nulla di più funebre dell'arlecchino in cenci. (1968 p. 253)“

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Marcello Macchia 147
comico italiano 1978
„A letto senza letto | a cena senza cena | i colori m'han rubato | mo mi sento scolorato | la mia vita in bianco e nero | non è un film, è tutto vero | Sono un grigio arlecchino | un grigio arlecchino | mi si storce il bacino | oddio mio che casino. (da Il grigio arlecchino)“


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Francesco Cossiga 54
8º Presidente della Repubblica Italiana 1928 – 2010
„[A proposito del caso Visco-Speciale] Cosa sarebbe l'Italia senza Arlecchino e Pulcinella. (da Matrix, Canale 5, 2007)   Data precisa?“

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Gesualdo Bufalino 237
1920 – 1996
„Eppure un guizzo solo di primavera basta a rendere allegra l'anima vedova, a mutare in piani di esaltata Arlecchina queste ostinate gramaglie.“

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Marcello Macchia 147
comico italiano 1978
„Mariottide presenta la Tristologia di Navarrosh, ma dopo l'evidente fallimento nel mondo del cinema, Mariottide torna a cantare, con il suo singolo peggiore. Il grigio Arlecchino, premiato finalmente con un doppio disco di panico. (da Mai dire martedì, episodio 10)“

Ugo Ojetti 50
scrittore, critico d'arte e giornalista italiano 1871 – 1946
„Odio il punto esclamativo, questo gran pennacchio su una testa tanto piccola, questa spada di Damocle sospesa su una pulce, questo gran spiedo per un passero, questo palo per impalare il buon senso, questo stuzzicadenti pel trastullo delle bocche vuote, questo punteruolo da ciabattini, questa siringa da morfinomani, questa asta della bestemmia, questo pugnalettaccio dell'enfasi, questa daga dell'iperbole, quest'alabarda della retorica. Quando, come s'usa nei nostri tempi scamiciati, ne vedo due o tre in fila sul finir d'un periodo, che sembrano gli stecchi sul didietro di un'oca spennata, chiudo il libro perché lo sento bugiardo. Adesso v'è anche chi te l'accoppia con l'interrogativo, che par di veder Arlecchino appoggiato a Pulcinella. Tanto odio questa romantica lacrimuccia nera quando la vedo sgocciolare sulla povera candida pagina, che in essa mi immagino di scoprire or la causa or l'effetto, certo il chiaro simbolo di tutti i mali delle nostre lettere, arti e costumi. E se potessi far leggi, bandirei il punto esclamativo dalla calligrafia, dalle tipografie, dalle macchine da scrivere, dall'alfabeto Morse, con la speranza che a non vederlo più gli italiani se ne dimenticassero anche nel parlare e nel pensare, e pian piano espellessero dal loro sangue questo microbo aguzzo il quale dove arriva fa imputridire i cervelli e la ragione e rimbambisce gli adulti, accieca i veggenti, instupidisce i savi, indiavola i santi... Il punto esclamativo è il servo scemo dell'interiezione.“

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