Frasi su arredamento


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Stephen King 271
scrittore e sceneggiatore statunitense 1947
„C'è un'espressione, «l'elefante in soggiorno», che vorrebbe descrivere una situazione eclatante: droga, alcolismo, violenza. Le persone talvolta chiedono, quando la magagna è saltata fuori: «Come hai potuto lasciare che andasse avanti così per tanti anni? Non hai visto l' elefante in soggiorno?» Ed è così difficile per chi vive in una situazione più normale capire la risposta che più si avvicina alla realtà: «Mi spiace, ma quando sono arrivato io era già lì. Non sapevo che fosse un elefante; credevo che fosse parte dell'arredamento.“

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Fabio Volo 229
attore, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1972
„Ogni persona con cui stiamo è come uno specchio che ci restituisce un'immagine ogni volta diversa di noi, che spesso persino noi ignoriamo. Viviamo questo incontro senza portarci tutto il bagaglio di ciò che siamo stati. Viviamoci quasi fossimo un picnic. Non è che quando si fa un picnic ci si porta dietro il divano, la cucina, il letto e tutto l'arredamento di casa. Diventiamo leggeri, spogliamoci di ciò che siamo stati. A volte si ha un'idea vaga di noi. Spesso non conosci te stesso, ma dipingi te stesso per come ti vedi e ti percepisci. Noi lo capiremo vivendoci.“


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Chuck Palahniuk 200
scrittore statunitense 1962
„Sei il vincitore di questo quiz" dice Seth, "e puoi scegliere tra un salone con cinque pezzi di arredamento di Broyhill, prezzo consigliato tremila dollari, o un viaggio di dieci giorni nel fascino antico dell'Europa."
La maggior parte della gente, dice Seth, prenderebbe il set da salotto.
"È che la gente vuole qualcosa che testimoni il loro sforzo.“

Walter Siti 2
critico letterario, saggista e scrittore italiano 1947
„[Sul libro Casanova di se stessi] Altro che satira della borghesia lombarda post-industriale! C'è anche quello, naturalmente, ma compreso in un percorso ben più serio ed emotivamente impegnato. Senza paura per il proprio dolore, ma anzi usando il proprio dolore come un grimaldello. Di fronte a una società che si presenta nuova e ricca di mutazioni sorprendenti, Busi concepisce il romanzo come un "meccanismo testimoniale" che ricava dai particolari privati indicazioni sui fenomeni pubblici, sapendo che in indagini del genere è impossibile non essere personalmente coinvolti, fino ai nodi più oscuri e alle resistenze più profonde. […] Busi sta dalla parte del romanzo come conoscenza e rivendicazione, contro il romanzo come "arredamento"; ma mentre in molti lo auspichiamo, lui lo fa. (L'Indice, n. 6/2000)“

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Giorgio Bocca 80
giornalista italiano 1920 – 2011
„Gli arabi non sono i poveri della terra, molti arabi sono fra i ricchi e ricchissimi come dimostra la crisi, da rarefazione di clienti, della moda, della gioielleria, del marmo, dell'arredamento, della finanza, dei panfili. E ci vuole padre Balducci, erede del terzomondismo di La Pira, evangelico ma finanziato dal petrolio dell'Eni, per sostenere che è solo colpa del capitalismo se il fiume di miliardi arrivati nei paesi arabi è finito in armamenti. Sì, è colpa dell'affarismo occidentale, [... ] ma le nostre colpe, i nostri errori non possono voler dire la resa all'avventurismo e al caos mondiali, non possono voler dire la rinuncia a quell'unico luogo, a quella unica istituzione, le Nazioni unite, che può non diciamo garantire un perfetto ordine internazionale, ma almeno un punto di deterrenza e di riferimento.“

„Dieci cose da non fare quando lei ti presenta i suoi genitori

1. Dopo aver mangiato le lasagne esclamare: "Sono quasi buone come quelle che fa mia madre!".
2. Evitare di esprimere "giudizi di valore" sull'arredamento. Generalmente quello che piace alla madre, fa schifo al papà e viceversa, in questi casi tenere un basso profilo è strategico.
3. Evitare accuratamente di usare il bagno, sempre e comunque. Ogni più piccola traccia organica lasciata in quel luogo racconta molto di voi. Se proprio vi scappa la cacca e non potete evitare di andarci, assicuratevi prima che sia disponibile uno spazzolone e che ci sia nel vostro raggio d’azione carta igienica in abbondanza.
4. Se proprio in bagno ci siete dovuti andare, prima di uscire verificate scrupolosamente l’assenza di goccioline, macchiette varie sui pantaloni e soprattutto: chiudete bene la patta.
5. Se la vostra compagna, solleticata dalla situazione e dal gusto del proibito, inizia a palpeggiarvi da sotto il tavolo proprio mentre cenate davanti ai suoi, provate a farla smettere con una gomito ben assestato in un fianco. Diversamente: chiudete bene la patta prima di alzarvi.
6. Se il vino servito a tavola è stato scelto o, peggio, fatto in casa dall'appassionato genitore, avrà necessariamente un gusto fruttato, sarà barricato, profumato e, più in generale tutti gli aggettivi che finiscono in "ato".
7. Se i genitori sono tipi sportivi si potrà anche ironizzare su qualche tema a sfondo sessuale, se invece hanno foto di Padre Pio appese in casa e fotografie della comunione della figlia in bella mostra in soggiorno, è consigliabile assumere un atteggiamento attento ma distaccato in stile "Agente 007".
8. Osservando la suddetta foto della figlia vestita da comunione sarete colti da irrefrenabili flashback di lei che urla di passione e di voi che la sculacciate. A questo punto è importante non perdere la concentrazione e soprattutto non mettersi a ridere. Può essere utile pensare a qualcosa di austero e mortificante, per riprendere il controllo (io suggerisco Romano Prodi).
9. Tra tutti i temi da evitare il principale è decisamente "il computer" (o internet). Se avete la fortuna/sfortuna di lavorare in un settore legato all'informatica, alla domanda : "Lei di cosa si occupa?" si deve sviare decisamente verso settori di attività più "potabili", più digeribili. Dopo la recente puntata di Porta a Porta la confusione sul tema regna sovrana e il rischio è che la mamma sia una fan della Dottoressa Graziottin.
10. Se proprio il tema informatico è entrato nel discorso di prepotenza e magari site riusciti a gestire la cosa con l’abilità e la sagacia di un negoziatore forse siete salvi.“

„Come dare una pillola ad un gatto

1. Prendete il gatto e sistematelo in grembo tenendolo col braccio sinistro come se fosse un neonato. Posizionate pollice e indice sui rispettivi lati della bocca del gatto ed esercitate una pressione delicata ma decisa finché il gatto apre la bocca. Appena il gatto apre la bocca, inserite la pillola in bocca. Consentite al gatto di chiudere la bocca, tenetela chiusa e con la mano destra massaggiate la gola per invogliare la deglutizione.
2. Cercate la pillola in terra, recuperate il gatto da dietro il divano e ripetete il punto n. 1.
3. Recuperate il gatto dalla camera da letto e buttate la pillola ormai molliccia.
4. Prendete una nuova pillola dalla confezione, sistemate il gatto in grembo tenendo le zampe anteriori ben salde nella mano sinistra. Forzate l'apertura delle fauci e spingete la pillola in bocca con il dito indice della mano destra. Tenetegli la bocca chiusa e contate fino a dieci.
5. Recuperate la pillola dalla boccia del pesce rosso e cercate il gatto nel guardaroba. Chiamate qualcuno ad aiutarvi.
6. Inginocchiatevi a terra con il gatto ben incastrato tra le gambe, tenete ben salde le zampe anteriori e posteriori. Ignorate il leggero ringhiare del gatto. Dite al vostro aiutante di tenere ben salda la testa con una mano mentre inserisce un abbassalingua di legno in bocca. Inserite la pillola, togliete l'abbassalingua e sfregate vigorosamente la gola del gatto.
7. Convincete il gatto a scendere dalle tende. Annotate di farle riparare. Spazzate con attenzione i cocci di statuine e vasi rotti cercando di trovare la pillola. Mettete da parte i cocci con la nota di re-incollarli più tardi e, se non avete trovato la pillola, prendete un'altra pillola dalla confezione.
8. Avvolgete il gatto in un lenzuolo e chiedete al vostro aiutante di tenerlo fermo usando il proprio corpo in modo che si veda solo la testa del gatto. Mettete la pillola in una cannuccia, forzate l'apertura delle fauci del gatto aiutandovi con una matita e usando la cannuccia come cerbottana posizionate la pillola in bocca al gatto.
9. Leggete il foglietto illustrativo del farmaco per controllare che non sia dannoso per gli esseri umani. Bevete un succo di frutta per mandare via il saporaccio. Medicate il braccio del vostro aiutante e lavate il sangue dal tappeto usando acqua fredda e sapone.
10. Recuperate il gatto dal garage dei vicini. Prendete un'altra pillola. Incastrate il gatto nell'anta dell'armadio in modo che si veda solo la testa. Forzate l'apertura delle fauci con un cucchiaino. Ficcategli la pillola in gola usando un elastico a mo' di fionda.
11. Cercate un cacciavite nella vostra cassetta degli attrezzi e rimettete a posto l'anta dell'armadio. Medicatevi la faccia e controllate quando avete fatto l'ultima antitetanica. Buttate la maglietta e indossatene una pulita e intatta.
12. Telefonate ai pompieri per recuperare il gatto dall'albero del dirimpettaio. Chiedete scusa al vostro vicino di casa che rincasando ha sbandato e ha fracassato la macchina contro il muro per evitare di investire il vostro gatto impazzito che attraversava la strada di corsa. 13. Prendete l'ultima pillola dalla confezione.
Legate le zampe anteriori e le zampe posteriori del gatto con un corda e legatelo al piede del tavolo. Cercate i guanti da lavoro e indossateli. Inserite la pillola nella bocca del gatto facendola seguire da un grosso pezzo di filetto di manzo. Tenete la testa del gatto in posizione verticale e inserite 2 bicchieri di acqua in modo da assicurarvi che abbia ingoiato la pillola.
14. Dite al vostro aiutante di portarvi al pronto soccorso, restate seduti pazientemente mentre i dottori ricuciono le vostre dita alla mano ed estraggono i frammenti di pillola dall'occhio destro. Sulla strada per tornare a casa fermatevi al negozio di arredamento per comprare un nuovo tavolo.
15. Telefonate alla Protezione Animali per vedere se possono prendersi cura di un gatto mutante. Telefonate al più vicino negozio di animali per vedere se ci sono in vendita dei criceti.


Come dare una pillola ad un cane

1) Avvolgetela in un pezzo di carne.“

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Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
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Betty Friedan 4
attivista statunitense 1921 – 2006
„Un po' alla volta cominciai a rendermi conto che il problema senza nome era condiviso da innumerevoli donne americane. Come collaboratrice di riviste intervistavo spesso donne sui problemi dell'allevamento dei figli, o del "menage" matrimoniale, o della casa, ma dopo un po' cominciai a rilevare tracce di quest'altro problema. [... ] Ma che cos'era questo problema? Quali parole usavano le donne quando cercavano di esprimerlo? Talvolta c'era chi diceva: "Ogni tanto mi sento vuota… incompleta". Oppure: "Mi pare di non esistere". Talvolta questa sensazione veniva annullata con un tranquillante. Talvolta la donna pensava che tutto dipendeva dal marito o dai figli, o che quel che le occorreva era un nuovo arredamento o un alloggio migliore o un amante o un altro bambino. A volte andava dal medico accusando sintomi che a malapena riusciva a descrivere: "Un senso di stanchezza… mi arrabbio tanto con i bambini da spaventarmi… mi viene da piangere senza motivo".“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„L'aver un certo mobile arredato un tempo le stanze di Maria Antonietta può dare un brivido anche a un'anima delicata, oltre che scuotere la grossolana fibra d'un parvenu. (da La filosofia dell'arredamento, p. 1216)“

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Mario Praz 84
critico d'arte, critico letterario e saggista italiano 1896 – 1982
„[... ] c'è una continuità internazionale che portava una familiarità e un imparentamento con altre famiglie nobili d'Europa, attuandosi così in un cerchio ristretto e affiatato quella comunità europea che tutti gli sforzi degli odierni statisti non riescono ancora ad attuare su un piano democratico. Esisteva un'Europa unita di famiglie reali e nobiliari, e come in tutte le famiglie, c'eran baruffe e le chiamavano guerre, ma parlavano la stessa lingua e alla fine si mettavan sempre d'accordo, a spese dei popoli, diranno gli storici, finché vennero il vapore, e l'industria, e il capitalismo, e l'urbanesimo, e la massa, e la babele che assume la maschera di Nazioni Unite, e la cortina di ferro e la navigazione spaziale, e il mondo, pur divenendo standardizzato e infinitamente contratto e più piccolo, è uscito fuori di controllo, e nessuno può più compendiarlo in un album come quello dei Chigi. (da La filosofia dell'arredamento, p. 1227)“

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Massimo Scaglione 51
regista teatrale italiano 1931 – 2015
„Esiste una notevole parte della cinematografia del Ventennio che si articola attraverso la produzione di film che passeranno alla storia come quelli dei "telefoni bianchi", per via del candore che investe l'arredamento dei salotti e dei tendaggi di molte nostre commedie. (p. 46)“


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Goffredo Fofi 11
saggista, attivista e giornalista italiano 1937
„Qui la levigatezza della confezione, da rivista di moda o di arredamento, la prevedibilità della costruzione, dominano sulla trama e ne tolgono perfino la morbosità, rendendo patinata anche quella.“

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Tullio Avoledo 22
scrittore italiano 1957
„Simboli cattolici e icone laicali si contendono le pareti delle camere e delle aree comuni con effetti sconcertanti ma anche curiosi. Per esempio, l'«area di meditazione aconfessionale», essendo aperta anche agli atei, è rigorosamente priva di qualsiasi elemento distintivo: uno stanzone grigio dall'arredamento funzionale, dove non è stata ammessa neppure la luce naturale per timore che una finestra potesse suggerire una qualsiasi idea – anche embrionale – di trascendenza.
Il risultato finale è una stanza da esperimento di deprivazione sensoriale, dove si entra solo per sbaglio e si rimane per pura apatia.
Un luogo terminale dello spirito. (pag. 407)“

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„Altro che satira della borghesia lombarda post-industriale! C'è anche quello, naturalmente, ma compreso in un percorso ben più serio ed emotivamente impegnato. Senza paura per il proprio dolore, ma anzi usando il proprio dolore come un grimaldello. Di fronte a una società che si presenta nuova e ricca di mutazioni sorprendenti, Busi concepisce il romanzo come un "meccanismo testimoniale" che ricava dai particolari privati indicazioni sui fenomeni pubblici, sapendo che in indagini del genere è impossibile non essere personalmente coinvolti, fino ai nodi più oscuri e alle resistenze più profonde. […] Busi sta dalla parte del romanzo come conoscenza e rivendicazione, contro il romanzo come "arredamento"; ma mentre in molti lo auspichiamo, lui lo fa. (Walter Siti)“