Frasi su arredo

Marco Aurelio foto
Marco Aurelio 71
imperatore romano 121 – 180
„Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l'uomo che quello che trova nella sua anima.
<br“

Henry Ward Beecher foto
Henry Ward Beecher 37
politico statunitense 1813 – 1887
„I libri non sono fatti per arredare, ma non c'è nulla che così bene arredi una casa.“


Rossella Calabrò 22
scrittore, blogger
„Generoso e sensibile Mr Grey le riempie la cabina armadio di abiti, gioielli e accessori mirabolanti, tra cui una serie di scarpe (Louboutin, ça va sans dire) da urlo. Combinazione, sapete qual è il complemento d’arredo che più terrorizza il Gigio, mandando in corto circuito i suoi neuroni e facendolo ululare sommessamente, attonito come un dinosauro davanti al meteorite infuocato che lo estinguerà? La (nostra) scarpiera. (libro Cinquanta sbavature di Gigio: Il lato B della trilogia più hot dell'anno)“

Marco Travaglio foto
Marco Travaglio 142
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch'io. [... ] Se dobbiamo difendere il crocifisso come "arredo", tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una "tradizione" (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta "civiltà ebraico-cristiana" (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno "scandalo" sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L'immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all'ingiustizia, ma soprattutto di laicità ("date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio") e gratuità ("Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"). Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all'asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l'ideologia più pagana della storia, il nazismo – l'ha ricordato Antonio Socci – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. [... ] Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all'uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l'8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell'uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali. (da Ma io difendo quella croce, 5 novembre 2009)“

„Anche se è traboccante di pretese in senso positivo, per la prima ora circa è intrattenimento semplicione, sebbene ci siano frequenti rimandi a Blade Runner (strade piovose e piene di rifiuti) e Men in Black (uomini con completi scuri e occhiali da sole). Col tempo però diviene chiaro che i Wachowski sono plagiatori a favore delle pari opportunità, prelevando liberamente da Star Wars per la mitologia, da Die Hard per i grattacieli, da Alien per i personaggi secondari e gli arredi, da Superman e True Lies per le acrobazie, da Videodrome per la paranoia e persino, Dio ci aiuti, da The Game - Nessuna regola per le sciocchezze metafisiche.“

Michel de Certeau 9
gesuita e storico francese 1925 – 1986
„L’atteggiamento del raccoglimento corporale, non più che la «stazione» in piedi, non è un arredo dell’anima o un semplice commentario fisiologico.“

Alain de Botton foto
Alain de Botton 78
scrittore svizzero 1969
„Dire che un edificio è bello [... ] rivela più di una pura e semplice passione estetica; implica un'attrazione verso il particolare stile di vita che l'edificio incoraggia attraverso il tetto, le maniglie, le finestre, le scale, gli arredi. Se percepiamo la bellezza è segno che ci siamo imbattuti in una traduzione pratica di certe nostre idee sulla vita. (p. 70)“

Paco Ignacio Taibo II foto
Paco Ignacio Taibo II 31
scrittore spagnolo 1949
„E racconto tutto ciò perché a volte sembra, quando narriamo le nostre storie, che tutto sia semplice oggetto d'arredo; che quelli che fanno da personaggi secondari non vivano e non muoiano, e servano solo come particolari di colore, per fare in modo che noi, i personaggi principali, ci muoviamo per l'aneddoto circondati dall'incanto del paesaggio. In altre parole, né i piloti giapponesi né gli imperatori con pedana, né gli avvoltoi né gli scrittori sono elementi decorativi. (parte VII, cap. XII)“


Carmelo Bene foto
Carmelo Bene 203
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Tanto per cominciare deve costare poco ne siamo fatte un'altra l'anno venture come si chiamò... Pallida... la mia signora? Vi presenta la mia signora pallida... La manina, come cazz' si chiamava... – Centoventimilioni centosessanta se non vi vado errando quell'era provvisoria come il titolo quella era un altro per l'arreda è fatte sempre cose di litterature sono comunguo... Porca... non me ricorde che fa così poooortoooil mantearrighe e fa l'avvocato che poi al secondo tempo pure lui fa il notaio che poi lei muore... perché era malata ahhaaa era pallide aaaahaaa; pallida, pallide! pallide!!! [... ] (pag. 231)“

Bill Bryson foto
Bill Bryson 60
giornalista e scrittore statunitense 1951
„Non ho nulla contro l'edilizia moderna, detesto semplicemente il modo in cui architetti e urbanisti, e chiunque sia responsabile dell'arredo urbano di una città, non tengono conto di una cosa essenziale: le città sono fatte per la gente. Parrebbe abbastanza ovvio, ma è da mezzo secolo che costruiamo città per il beneficio quasi esclusivo di automobili, centri commerciali, appaltatori, gente megalomane che ha i soldi e rifiuta di guardare la città a pianterreno, di vederci un luogo in cui la gente deve vivere e funzionare e andare in giro. (pag. 67)“

Tony Damascelli foto
Tony Damascelli 4
giornalista italiano 1949
„[Sull'esclusione di Boniek dal Cammino delle stelle dello Juventus Stadium nel 2011] Così come, ai tempi della elezione a miglior milanista di sempre, venne bocciato in modo discutibile e incomprensibile Gianni Rivera per consegnare il titolo a Franco Baresi, così la Juventus cancella una parte della propria storia per un capriccio di orgoglio, per il provincialismo tipico di un ambiente che ha voluto scrollarsi di dosso il passato prossimo e remoto (fatte rare eccezioni) con lo slogan furbesco di una "mission etica". Andrea Agnelli vive con imbarazzo questa vicenda miserabile che serve soltanto come discarica alle ossessioni e alle paturnie di una fetta di tifosi e dirigenti ignoranti. Di certo, al di là dell'arredo dello stadio, per fortuna nessuno può cancellare dall'almanacco bianconero un periodo fantastico e i suoi interpreti. Trattandosi di stelle, più che cosmico il problema mi sembra comico.“

Vittorio Sgarbi foto
Vittorio Sgarbi 133
critico d'arte, politico e opinionista italiano 1952
„Bella è, ancora oggi, la vita a Modica. Città grande e spaziosa e insieme intima e segreta, Modica cresce a grappolo sulle rocce e sulle grotte seguendo una strada sinuosa, come a spirale. Il cuore è la grandiosa chiesa di San Giorgio, la cui facciata è ritta come una torre e insieme soffice come una torta. La vediamo da ogni punto: dal Palazzo Giardina con una spaziosa terrazza e poi dal mirabile Palazzo Napolino. Tra le mura della città senti ancora la voce di Quasimodo, il poeta che partì da una piccola casa, oggi riarredata e custodita da Valeria Lentini, per arrivare a parlare della Sicilia in tutto il mondo. Ma il tempo qui non si è fermato: riparato nella sua casa scrive oggi Franco Antonio Belgiorno, descrivendo le estasi di questo luogo straordinario. E c'è poesia non solo nella letteratura, ma anche nella produzione di dolci e cioccolate, su ricette antiche con sapori insperati. Così troviamo animate, per una festa senza fine, le pasticcerie di Modica: Di Lorenzo, Bonajuto e Iacono, che preservano i sapori in carte colorate che saranno piaciute a Giuseppe Tornatore. L'incanto e la vita continuano nella notte a Villa De Naro Papa, integra negli arredi e magica nel giardino, teatro di musiche zigane, arabe e greche, spagnole. Così lasciamo Modica con molto rimpianto e molte cioccolate.“